martedì 13 agosto 2013

VIVA L'ARCHEOLOGIA

Che giorno è oggi? il 12 Agosto.
Che temperatura fa fuori? 35 gradi.
Dove vivo? Ai monti? No.
Al mare? No. 
Nella bassa pianura padana? Dove nemmeno le galline osano razzolare nei pollai alle 4 del pomeriggio? Dove solo un cactus resiste nell'afa di piena estate? Sì.
E io? Cosa faccio io? Mi do all'archeologia!
Oggi, alle 17.00,  visita guidata allo scavo di Santa Rosa, nelle impervie campagne di Poviglio.
Se cercate sul web "terramara Poviglio" la definizione " insediamento risalente all'età del Bronzo situato nella PIU' DEPRESSA AREA DELLA PIANURA ALLUVIONALE" rende perfettamente l'idea del tipo di impresa che ho imbarcato.
Considerato che in questi giorni  non ho avuto troppo tempo per la cura del mio aspetto, decido di fregarmene del tutto e di darmi il colpo di grazia finale partendo senza lavarmi i capelli, depilarmi e farmi le unghie e rimandare il tutto al dopo gita per il quale, con grande acume, scelgo come mezzo la bicicletta.
"Papà.... dov'è di preciso la zona archeologica?" 
"Sai dove abita Giordano, quello che fa i massaggi? La strada di fronte, sempre dritto!"
Il  problema non è capire dove abiti Giordano. Quello lo so, ci ho passato l'estate scorsa a cercare di recuperare la mia spalla. Il vero problema è quando qualcuno ti dice "vai sempre dritto". Perché tu credi che la meta sia 500 metri avanti  mentre invece,  ti trovi a pedalare, su una strada ghiaiata sotto la randa del sole, per minimo 2 chilometri. 
Considerato che ho arrancato per mezz'ora tra campi di granoturco e fagiani urlanti che mi tagliavano la strada, grattandomi insistentemente le gambe senza chiedermi se la causa fossero i peli in crescita o le zanzare, mi ritengo abbastanza fortunata di essere arrivata  con un solo quarto d'ora di ritardo dall'inizio della spiegazione.
Ho parcheggiato la mia unica bici fra le auto dei più intelligenti "appassionati di archeologia" e tutta trafelata con I-pad, borsa e bottiglia da un litro e mezzo d'acqua in mano, mi sono avvicinata al forbito gruppo d'ascolto.
Dopo qualche minuto, col culo ancora tremolante per il "sempre dritto" fra la ghiaia, 18 mosche appiccicate al braccio e rivoli di sudore in fronte, la mia attenzione si sposta dal tabellone preistorico alla disperata ricerca di una zona d'ombra.
Considerato che le uniche ombre plausibili sono quelle procurate delle colonne del porticato mi accingo a posteggiarmi nell'ultimo angolo rimasto libero nella formazione "a pettine" che si è creata. Sembriamo i 300 di Leonida in marcia diagonale verso la battaglia.
Terminata la premessa, ci avviamo tutti verso il cuore del sito archeologico: lo scavo.
 E mentre cammino nella terra non posso evitare di estrarre l'unico cappello che, nella fretta, sono riuscita a buttare in borsa: un cappellino in stoffa beige alla Indiana Jones che probabilmente comprano solo gli ottantenni in vacanza a Cesenatico. 
Se Enzo Miccio sta ancora piangendo,  un disperato sessantenne ha avuto la forza di abbordarmi:
"Lei è del ramo?"
"certo... non vede il cappello??? mi chiamo Dora l'esploratrice!"
"Allora è qui solo perchè è appassionata?"
"Nooooo..... non sono apppassionata... faccio la controfigura all'uomo di Neanderthal. Guardi i peli delle gambe...  Poi però quando vado a casa mi depilo...."
Se questo rompicoglioni non mi avesse distratto in continuazione e soprattutto se il contadino adiacente allo scavo avesse fermato il suo trattore per qualche minuto, avrei potuto imparare qualcosa di più di " RRRRROOOOOAAAAARRRRR "ma, purtroppo, così non è stato.
Insomma... di archeologia ho capito poco però ho passato un bel pomeriggio.
Il prossimo martedì,  vorrei coinvolgere anche Amò nella gita campestre... sempre che trovi un copricapo adatto.... stavo pensando a quei berretti cinesi col ventilatore sull'aletta. 
Non saremmo molto rock ma volete mettere la comodità????? 
E se qualche d'uno volesse riprovarci con me ho già preparato la risposta: " semple dlitto, semple dlitto..."

venerdì 9 agosto 2013

SONO LA DONNA DELLE CARAMELLE

Io e amò non amiamo particolarmente i videogiochi.
Dopo un breve periodo in cui fummo contadini provetti, attenti a piantare verdure, raccogliere semine, accudire animali e comprare trattori, ognuno per la propria fattoria virtuale, decidemmo di dire stop al farming e di tornare ad essere una coppia che si guarda in faccia mentre chiacchiera del più e del meno.
Purtroppo, a distanza di anni, io ci sono ricaduta.
La  mia ultima droga si chiama "Candy crush saga".
Probabilmente molti di voi saranno già da parecchio tempo succubi di quest'ossessione mentale inserita a tradimento fra le "app gratuite". 
Io, con debita calma, sono entrata in questa setta di manipolatori di dolcetti solo da qualche giorno.
Oramai la mia massima libidine è coricarmi sul divano la sera  e spostare caramelle. 
Sì, perchè il marchingegno diabolico consiste nell'unire tante caramelline colorate a gruppi di tre, allo scopo di levarle da quadrotti di gelatina.
Ci sono fagiolini rossi, quadretti verdi, fiorellini viola, gocce gialle e ovuletti arancioni. I più  stronzi di tutti  sono quelli gialli e quelli arancioni perchè, quando sei in trance da caramella, i due colori si confondono e si fatica a distinguerli tra loro.
Così, con grosso accanimento, provi ad unirli quel giallo e quell'arancione!
Non puoi. Il giallo va col giallo. L'arancio va con l'arancio. 
È tassativo. Devi essere più preciso di un ingegnere chimico.
Poi ci sono le combinazioni. Caramelloni giganti che fanno esplodere altre caramelle. Lecca-lecca rosa  che rompono gelatine a mo' di martello, pesciolini multicolor che appaiono dal nulla e ti risolvono l'insperato col loro incedere ondulatorio.
Man mano che procedi sulla lunga strada di "Caramellopoli" le gelatine diventano sempre più blindate.
Sospetto che, arrivato ai livelli più alti, si possano liberare solamente tritando lo schermo del computer con un rompighiaccio!!!
Dico ma si può essere così coglioni???
Ebbene sì.
 Il mio migliore amico è diventato quel signore che ogni tanto mi parla e con voce profonda mi dice "SWEET" oppure "TASTY" in modo così sensuale che ti sembra quasi sia lì di fianco a te a sussurrarti all'orecchio: "come sei bella....", "quanto ti voglio..." e al suo "SUGAR CRASH!!" Ahhhhhh!!!!!! potresti anche provare un orgasmo!!
E poi c'è quella musichetta....
Vogliamo parlare di quella musichetta?SI.  Parliamone.
Si ripete in loop, continuamente, con un mood così dolce e suadente che, a metà  tra il lounge e le macchinette del luna park, ti coccola il cervello. 
Praticamente lo lobotomizza.
Dopo circa 20 minuti sei completamente in suo potere, totalmente ipnotizzato. 
Potresti uscire di casa e consegnare tutto quel che hai al primo passante che incontri e proseguire la tua strada verso chissà quali lidi mentre nelle tue orbite rotolano caramelle come rulli di una slot machine.
"Ma ti piace così tanto??"  mi chiede Amò ormai disperato.
"SI'"
L'altra notte alle 2.30 si è girato verso il mio viso rischiarato dallo schermo,  un fantasma nella notte.
 "Ma sei tu che fai quella musica lì?"
"SI" (ormai monosillabo che sembro Hitler. NO - SI - NO - SI )
"Ma vuoi toglierla?!!!?" mi fa lui esasperato
"NO"
Poi mi fermo, rinsavisco quel tanto x sospendere un minuto e, a malincuore, chiedo: "E' un quarto d'ora che va... te ne sei accorto solo adesso??"
"Credevo fossero i vicini " 
Sì, sì, i vicini.....ve lo dico io.... è stato ipnotizzato anche lui appena toccato il cuscino!!! È quella musichetta lì che è pericolosa! Altro che Waka Waka....
OK. Ho deciso... me ne vado in Rehab.  Farò la fila insieme a Robbie Williams, Kate Moss e Lindsay Lohan. Devo farmi disintossicare da questo mondo zuccheroso. E, punto due,  mi cerco qualcuno che risolva la tendinopatia alla mano destra che mi sono autoprocurata.
Ci devo mollare.... sono costretta.... salvo bruciare l'ultima parte buona del cervello che mi è rimasta... peccato però....
 Avrei tanto voluto scoprire cosa vincevo!!!




giovedì 8 agosto 2013

MA TU CE L'HAI DODO'???

Oggi, senza particolari aspettative, sono andata al lavoro come ogni mattina.
Me ne stavo boccheggiando sotto un'afa terribile, seduta dietro al mio bancone, radio accesa e calcolatrice alla mano.
L'ultima cliente della mattinata, signora settantenne in piena forma, è entrata trafficando con buste e borse, più trafelata, indaffarata ed agitata del solito.
"Barby" mi ha detto passandomi con impetuosa foga un plico di fogli colorati "se non ti dispiace vorrei che tu leggessi una cosa che ho scritto!"
"Certo, molto volentieri...." ho risposto, completamente ignara che mi sarei trovata alle prese con un trattato di 50 pagine sul suo mancato sverginamento!!!!
Ma non un tentato approccio normale, una prima volta sul divano, sul sedile reclinabile di un'auto o, vista l'età della signora in questione, in un fienile...  bensì le avances sessuali da parte di un trapezista francese in un circo, sotto lo sguardo indiscreto di DODO' , un vecchio elefante  intento a far esplodere bombe flatulente e pallate di cacca sul linoleum al loro fianco.
La cosa sarebbe potuta sfociare in qualcosa di veramente osé se l'impedimento principale al buon fine dell'amplesso, nonchè grande protagonista del racconto,  non fosse stato proprio quel vecchio pachiderma imbottito di sedativi che rese la location tutt'altro che romantica!!

Mi é sempre piaciuto il circo, il modo silenzioso in cui arriva con le sue carovane colorate, i suoi pesanti tendoni,  gli animali docili e un po' tristi  ed il modo in cui, altrettanto silenziosamente, se ne va.
Credo che questa passione sia da ricercarsi nella mia adolescenza, periodo in cui  guardai e riguardai un becero film intitolato "Congiunzione di due lune" e feci del protagonista, un giostraio che assomigliava a Jim Morrison,  il mio tormentone erotico di quattordicenne.
Girai tutti i circhi della zona, speranzosa di trovarvi qualcosa che assomigliasse a quel bel giovanotto degli anni '80 molto sexy ed uscendone invece col cuore infranto, due palle così e la mia foto strizzata tra clown e scimmietta puzzolente.
Insomma... questa signora mi capita a puntino con il suo racconto hard vecchio di 50 anni.

 Mi sono sentita così presa in causa, così immedesimata nell'aplomb circense, che ho iniziato a fantasticare di un uomo volante che si lancia volteggiando dal suo trapezio e ti penetra in volo.

Stavo pensando di procurare ad AMO' canotta attillata e pantacollant dorati, di legarlo ad una corda e di farlo saltare dal comò della camera da letto.
 
Nel caso non ci fosse verso di farlo saltare,  ci sarebbe sempre disponibile la parte di DODO'....


 





giovedì 1 agosto 2013

Quanti cavalli ha la tua auto?

Amo molto i viaggi in autostrada, specialmente quando, dopo esserti arrostita come una cotoletta in spiaggia per 10 ore, rientri col sole sparato negli occhi al tramonto e una piadina nella pancia che pesa come un masso sul tuo stomaco. Amo soprattutto le sinergie umane che si creano tra gli automobilisti, gli sguardi stanchi che si incrociano dai finestrini e i complimenti gratuiti che rimbalzano nell'abitacolo con grida che non vengono sentite:
"Questa di sicuro è una donna.... Ma decidi in che corsia stare... Ma passa deficiente.... Coglione ti muovi.... "
Sono solo alcuni esempi del bon ton automobilistico di amò.
 Io amo molto stare appollaiata nel sedile passeggero, scalza, con i piedi appoggiati sul cruscotto e sorridere innocentemente dal finestrino, come una invisibile scusa,  ai poveretti che vengono investiti da una cariolata di insulti. Eppure il viaggio è relax, con una bella musica di sottofondo, il ronzare dell'aria e il tramonto che ti avvolge.
Io non sono stata mai molto fortunata con le auto.
 Diciamo che la mia storia inizia da piccola quando, intorno ai 5 anni,  mia madre decise di far visita alle rane di un fosso, nella periferia di Poviglio, col 128 verde di mio padre. 
Ricordo che aprì la porta del in garage completamente fradicia, i capelli incollati alla faccia,  incazzata come una iena ma dignitosissima nei suoi jeans skinny scamosciati su un improponibile tacco 12.
Soldi non ce n'erano granchè così, ripescato il relitto, girammo ancora per un po' di tempo con quel mezzo dalla tappezzeria  impregnata da un nauseabondo odore di palude finchè papà di decise ad acquistare una nuova "127 bis" rosso fuoco. Non mi sono mai chiesta il significato di quel "bis" ma papà sembrava assolutamente convinto di  aver comperato l'auto del secolo. Un macinino che sembrava una piccola coccinella senza pois col quale girammo mezz'Italia, arrivammo fino in Puglia senza aria condizionata e senza radio. Altro che SUV. Oggi serve il suv anche per portare tuo figlio all'asilo, col rischio di perdertelo sotto a un sedile alla prima curva.
Con la 127 bis rossa non potevi nemmeno sperare di riuscire a spostare una gamba. 12 ore di viaggio e 12 ore fermo immobile col motore sotto al culo. Dovevi fare attenzione a scendere perchè, alla prima sosta, rischiavi di tramortire al suolo per la paralisi degli arti inferiori.
Comunque quella 127 fece il suo buon dovere così ferocemente che dovemmo demolirla pena ritrovarcela  in garage come "christine, la macchina infernale".
La pubertà invece, il momento di massima vanità, in cui da bambina inizi farti donna, a godere degli sguardi dei ragazzini nei tuoi momenti di  passeggio è corsa via,  in un tubo nero, sui sedili posteriori di un'auto giapponese.
 Mio padre, assolutamente esaltato e convinto delle sue idee, valutò attentamente il suo acquisto in un periodo in cui in Italia giravano solo auto italiane: o FIAT o ALFA ROMEO, generalmente le prime se eri del Nord, le seconde se venivi dal sud. 
Seppur con tanto impegno, nessuno riuscì a dissuaderlo. 
Bene. Io ho passato l'adolescenza cercando di nascondermi nei sedili posteriori di una Hyundai. Ma non una Hyundai normale. Una Hyundai che si chiamava....  PONY. 
Ne sono state vendute più o meno 3. Una ce l'avevamo noi!!! Accessoriatissima e dai sedili azzurro cielo, su tre una ce l'avevamo proprio noi!!
Ma il problema non era il cofano, il muso per intenderci, il vero problema stava sul baule, a destra della targa. Avanzai anche l'ipotesi di nasconderlo con  un adesivo. Nulla. Io fui condannata a girare con una macchina che si chiamava PONY. Io, col primo rossetto, i braccialetti al polso come Madonna, con i primi jeans da paninara e le Timberland strafighe passavo davanti al bar del paese cercando di buttarmi sotto il livello del finestrino sulla..... PONY.
 Mi sono vergognata come una marmotta, peggio di un brufolo in piena fronte spuntato al venerdì sera. 
Le battute nel tempo si sprecarono: Hai parcheggiato l'asino? Dove hai lasciato il cavallo? Dov'è il carretto? 
Non ho potuto farci nulla. Ho lasciato che la Pony mi scarrozzasse avanti e indietro per anni fino a quando non venne sostituita da auto dai nomi meno pittoreschi.
Purtroppo, passato un periodo di auto più o meno normali, due anni fa ho avuto una ricaduta, un'idea balorda che nessuno è stato così cortese da levarmi dal cervello. Ho comperato una ROOMSTER. 
Praticamente ce l'abbiamo io e il fornaio.
 Non è male.... spaziosa, con un bel baule dotato persino del vano portavasi di fiori (chi non compra vasi di fiori?) praticamente un mini appartamento ambulante. 
Sembra un lego. I sedili si piegano e si rialzano con la facilità con cui si aziona uno schiaccianoci però, come dice amò, è un po' piantata. 
Praticamente puoi spingere l'acceleratore a tavoletta e questa non si schioda dagli 80, salvo poi non fermarsi più, una volta che è lanciata in corsa. Per fare un sorpasso a Reggio devi essere certo che chi viene in direzione contraria sia più o meno a Parma. In caso contrario rischi il frontale.
Alla fine mi sono rassegnata.
Una guida tranquilla, un bel cd, qualche gadget per rendere il suo interno un po' più femminile. E viaggio..... anche con la mia Roomster...  con la consapevolezza che non si sorpassa, che non si va in terza corsia per più di 3 minuti e che c'è tempo per tutto e per tutti. Se qualcuno ha troppa  fretta io alzo il dito medio (accessorio decisamente più utile del volante in radica) e continuo per la mia strada....  per il mio viaggio.....  serena, fino alla prossima meta.

mercoledì 24 luglio 2013

L'ELETTROUTENSILE


L'ondata di caldo afoso è arrivata, alla faccia di chi si lamentava del freddo.
Oggi ci sono 35 gradi, con un tasso di umidità che sfiora il90% .
Esco in  giardino per tastare la situazione meteo e vengo immediatamente investita da un sole che ti  polverizza come un vampiro uscito dalla sua tomba dopo un sonno di mille anni.
Considero per qualche attimo se riuscirò a non sciogliermi e mi convinco che ce la posso fare. 
"Amò, SE vai al conad mi compreresti due o tre di quei vasetti con le capsule per fare la marmellata?"sono le parole che non avrei mai voluto sentire.
Ebbene, siamo entrati in  possesso di 10 kg di albicocche biologiche, direttamente dalla Romagna,  che necessitano di diventare confettura per non marcire tristemente.
Inforco la bici, consapevole che entrerò al supermercato per comprare due vasetti e ne uscirò con 4 sportine da equilibrare tra cestino e manubrio, rischiando di far rotolare tutto in terra al primo dosso. La mia prode figliola, totalmente in incognito, con cappello in San gallo bianco e occhiale tattico, mi segue con la sua Atala vintage gialla Winnie the Pohoo, pedalando a debita distanza sotto il solleone.
Tutto pare procedere per il meglio ed arriviamo alle casse con UNA SOLA BORSA, di cose non proprio  irrinunciabili tipo le gommose, l'ovetto di barbie, una confezione di gramigna e un vasetto di ragù star ( per le urgenze...) ed altri 3 o 4 prodotti di vitale importanza.
Pago soddisfatta mentre Mirea ingaggia un'improbabile lotta col distributore d'acqua cercando di gavettonare a tradimento un'anziana signora e/o, a scelta, allagare il supermercato quando...  un fulmine, di botto, mi fora il cervello......porca putxxna LE CHIAVI!!1
NOOOOOO...... HO LASCIATO A CASA LE CHIAVI!!!! 
Realizzo che è mezzogiorno, che fuori si boccheggia, che siamo in bici, con la spesa che si liquefarà nel giro di 5 minuti, che i miei genitori sono in montagna e che siccome le cose non vengono mai da sole, insieme alle chiavi ho dimenticato pure il telefono.
"Mirea, abbiamo un problema" la informo.
"Cosa mamma?" mi fa lei trafficando col terzo bicchiere d'acqua
"Siamo chiuse fuori casa."
"Perchè siamo chiuse fuori casa?"
Perchè sono una cretina... penso.... perchè ho lasciato a casa le chiavi... dico.
L'ultima speranza di aver dimenticato aperta qualche porta o finestra vanifica quando, scavalcato il cancello, noto (devo ammetterlo non senza un certo orgoglio) che ho blindato la casa prima di uscire e che, solo il buon Ettorino mi sbadiglia dalla sua cuccia. 
Lui almeno un posto dove stare ce l'ha.
"Siamo proprio due poverette...."commenta Mirea
"Bè poverette.... poverette.... una casa ce l'abbiamo, il problema è che non possiamo entrarci.... il papà tra SOLE 3 ORE è a casa.... dai.... abbiamo la spesa: due Kinder fette al latte, un Milko, NON SIAMO POVERETTE "
L'attesa non è stata poi così male. 
Stasera sono ancora viva, continuo ad avere caldo, mi si appiccicano le gambe alla pelle del divano ma ho avuto anche la forza di passare il pomeriggio al Brico center.
In questo momento sono molto presa dalla levigatrice che ho comprato. 
Cosa me ne faccio? 
Chi è che non ha una levigatrice/sverniciatrice in casa? Con quel che costa minimo finirò X sverniciatrice le porte di casa giusto per ammortizzarne la spesa!!
Per adesso l'ho studiata ben bene, ho letto e riletto il manuale d'uso.
Non voglio cattive sorprese quando mi metterò all'opera!
Capitolo 3
"E' importante concentrarsi su ciò che si sta facendo e maneggiare con giudizio l'elettroutensile."
"Questo elettroutensile non è destinato ad essere usato da persone senza esperienza o non in possesso delle dovute conoscenze"
"Persino adottando gli appositi regolamenti di sicurezza certi rischi residui non possono essere evitati. Essi comprendono:
- Lesioni a seguito del contatto con parti rotanti in movimento dell'elettroutensile.
- Lesioni  durante la sostituzione di accessori dell'elettroutensile.
- Lesioni causate dall'impiego prolungato dell'elettroutensile.
Ma cos'é??? Fammi vedere la scatola? Non è che ho sbagliato??  C'è davvero una levigatrice qua dentro?
E poi.....  io sono una che si dimentica le chiavi... che non ha esperienza,
....  che ha una bambina che potrebbe mettere in pericolo....
Credo che in futuro dovrò ponderare meglio come investire le mie finanze..
e soprattutto, mi sa che, leggendo le istruzioni,  dovrò rivalutare meglio in che tipo di shop entrare se proprio proprio mi tornasse il desiderio di portarmi  in casa un altro "ELETTRO-UTENSILE" !!!!
 :-)e

martedì 16 luglio 2013

Cacche and co.

Pare che in questo periodo i membri della mia famiglia abbiano deciso di fare un check up pre-vacanziero.

L'altra mattina mia madre si è presentata per un semplice prelievo del sangue.  L'attesa, alle sei meno dieci di mattina, si è prolungata un po' più del dovuto considerata la lunga fila di persone che stazionava sulle panchinette chiacchierando amabilmente come ai giardinetti in un pomeriggio di primavera. 
Aspettando pazientemente il suo turno, ha deciso di infondere un po' di coraggio a uno spaventato bambino di 7 anni che, per la prima volta, si avvicinava ad una siringa.
"non ti preoccupare, è una passeggiata!! vedrai che non sentirai niente! un pizzichino come la morsicata di una zanzara!" per poi venir trasportata, a distanza di 5 minuti, bianca cadaverica e semisvenuta, nel lettino della saletta di fronte e lasciata coi piedi per aria a riprendere i sensi momentaneamente  persi. 
Inutile dire che il povero bambino è passato in un nanosecondo dal sopportabile stadio di paura a quello, ben più ingestibile, di terrore convulsivo con tendenza alla fuga.
Mia nonna invece ha avuto la prescrizione per l'esame delle feci. 
Quest'esame è inverosimilmente semplice. Non puoi sbagliare.
Devi fare la cacca in un vasetto, consegnarla al centro analisi ed attendere gli esiti.
Mi premuro di acquistare in farmacia l'apposito contenitore e, una volta entrata in  possesso del "tesoro", mi alzo di buonora e lo porto, ben protetto, al centro analisi.
"Buongiorno, dovrei far analizzare queste feci a nome di XXXXXXXXX 
(lei fa le feci, tu fai le veci... è stato il battutone mattiniero di amò, nel salutarmi prima di partire!)"
Tolgo il vasetto dal tappo giallo dalla borsina e lo appoggio sul bancone della segretaria intenta a compilare i dati al PC.
Alza gli occhi e porta il suo sguardo gelido al mio oggetto.
 "Ah... ma signorina... " fa lei perentoria " non possiamo effettuare l'analisi perché il vasetto non è adatto. In questo laboratorio vige l'obbligo tassativo di utilizzare solamente i nostri"
Un po' scettica, chiedo che differenza può fare il contenitore nell'ambito del tipo di analisi da effettuare (insomma, per esser chiari, a casa mia la cacca è sempre cacca) ma senza obiettare, chiedo come procedere per evitare a mia nonna la scocciatura di defecare di nuovo cercando di fare centro!
"Lo porti ad un laboratorio dell'Usl.... a XXXXXX  li raccolgono al martedì mattina"
Ringrazio, riprendo il mio barattolino, lo riavvolgo nella borsina, lo ripongo accuratamente sul sedile della macchina e, arrivata a casa, lo parcheggio in frigorifero cercando di distanziarlo il  più possibile da uova e formaggi.
L'indomani mattina mi reco all'USL di XXXXXX dove, una signora hitleriana in camice bianco,  mi accoglie seccamente con una smorfia truce:
"Dica"
"Dovrei fare analizzare le feci di mia nonna" ricomincio a spiegare mentre per la seconda volta le depongo sul bancone.
"No, signorina, questo barattolo non va bene.... ci vogliono le nostre provette!" mi fa la signora Rottermaier senza degnarmi di uno sguardo.
"Ma sta scherzando??? " grido io alterandomi sull'orlo dell'esaurimento nervoso . "E' da domenica sera che sto girando con un vasetto di cacca! Per lo più non mia!!!" 
faccio presente
 " da 3 giorni  rimbalza dalla MIA auto al MIO frigorifero! E' solamente cacca! Sembra che dobbiate analizzare dell'uranio impoverito! Mi rifiuto di riportarla a casa ancora!!!"
Il bulldog, inteneritosi dalla mia disperazione, si addolcisce un pochino e in modo confidenziale mi passa sottobanco una provetta.  
In bagno procedo al travaso.
Facendo attenzione a non incombere in letali contaminazioni, riconsegno il tutto.
Mi sento un agente segreto della CIA in incognito. 
Inforco gli occhialoni neri e mi avvio leggera verso il bar per una bella colazione.
Missione compiuta
Cacca consegnata. 
Mi stanno aspettando per girare il seguito di Golgfinger 2 - operazione cacca. 




lunedì 8 luglio 2013

CURE EXTRATERRESTRI


Sono certa di non essere l'unica pazza che ha fatto del web il suo medico di fiducia.
Sempre pieno di risposte e particolari esaurienti, sempre pieno di brillanti soluzioni e soprattutto sempre pieno di spiegazioni scientifiche certe e documentate, è a tua disposizione 24 ore su 24!
Adoro in particolar modo quei siti di consulto dove racconti i tuoi problemini di salute ed, in una manciata di minuti, si materializzano super luminari della medicina cosmica che dissolvono ogni tuo dubbio su quello che, casomai non ci avessi pensato, potresti anche NON avere.
Fatto sta, che una volta convinto il tuo cervello di avere le ore contate e, considerato che on-line non è possibile ricevere prescrizioni di medicinali, inizia la fase due della ricerca, la più affannata e divertente:  tutto quello che potresti fare da solo, attraverso rimedi naturali, per risollevare quel piede che ormai hai nella fossa.
Il vero problema è che ci sono davvero tantissimi cosiddetti "rimedi della nonna"  tra i quali scegliere. E devo dire che scegliere non è mai stato il mio forte.
Dopo una giornata con la gola in fiamme, mi stendo sul letto verso l'una. 
Amò è fuori per un concerto e io mi sento leggermente agitata.
Fisso con gli occhi pallati  il pupazzetto di ET che ho agganciato al lampadario della camera (la qualcosa, già di per sé, non é del tutto rassicurante).
"bipbip" l'allarme viene disattivato.
"ah...." penso mentre mi impacchetto tra  le lenzuola "finalmente è tornato" .
Amò dà inizio al suo rituale notturno che consiste nel:
1) lanciare le chiavi sul centrotavola in vetro (che da anni resiste inossidabile senza crepe)
2)frugare nel congelatore alla ricerca  di cibo
3)armeggiare in bagno tra spazzolini, dentifrici e non so che altro e salire pesantemente le scale.
Amò ha la gentile accortezza di scuotermi ogni volta che rientra (non si sa mai, nel malcapitato caso non fosse riuscito a svegliarmi col casino a piano terra, pare voler avere l'assoluta certezza di farcela prima di addormentarsi).
"sei sveglia?"
"sì... non riesco a dormire.... sono un po' agitata"
"come mai?"
"un po' di mal di gola"
"hai preso un oki?" mi chiede con voce sonnolenta, come se in realtà non gli fregasse un fico secco della mia gola ma il suo unico desiderio fosse crollare nel sonno.
"no... però ho preso un po' di roba" faccio io.
"tipo?"
" vitamina C, Propol-urto , semi di pompelmo,  ribes in gocce, latte col miele, sciacqui con sale e limone, mi sono spruzzata lo spray e ho bevuto due bicchieri di aceto"
Amò si tira su colpo: "stai scherzando???"
"no... " faccio io
"ci credo che non ce la fai a dormire, con tutta quella roba lì è già tanto che non sei sul water..."
"sai che l'aceto fa schifo?"
"Sì infatti chi sei? Gesù Cristo??? "
In effetti, pensandoci bene, e con il massimo rispetto, ci sarà stata una ragione per la quale gli lanciarono stracci imbevuti d'aceto al posto di semplice acqua! Non che fossero stati suoi supporters ecco...
"dici che ho esagerato?"
"no.... fa te..... non hai pensato all'urinoterapia?"
GOOGLEIAMO: WIKIPEDIA:" L'urinoterapia è una terapia alternativa, priva di riscontri scientifici, che consiste nell'utilizzo dell'urina prodotta dal corpo tramite bagni, impacchi, iniezioni oppure attraverso l'assunzione orale."
ECCO.... Con questa non ce la posso fare..... ma ho il sospetto che non sarebbe poi tanto peggio dell'aceto!
Intanto però mi rilasso..... aspetto che gli ultimi effetti dei medicamenti naturali vadano pian piano scemando e chiudo gli occhi.
ET mi compatisce dal lampadario.... "e tirami giù di qui.... sono 30 anni che sto cercando un telefono... ma guardati.... con tutta quella roba che ti sei ingurgitata l'aliena sembri tu! sei quasi verde... forza,  avvia l'astronave che torniamo a ET- land....  Si va, si va, si vola...."
A