martedì 16 luglio 2013

Cacche and co.

Pare che in questo periodo i membri della mia famiglia abbiano deciso di fare un check up pre-vacanziero.

L'altra mattina mia madre si è presentata per un semplice prelievo del sangue.  L'attesa, alle sei meno dieci di mattina, si è prolungata un po' più del dovuto considerata la lunga fila di persone che stazionava sulle panchinette chiacchierando amabilmente come ai giardinetti in un pomeriggio di primavera. 
Aspettando pazientemente il suo turno, ha deciso di infondere un po' di coraggio a uno spaventato bambino di 7 anni che, per la prima volta, si avvicinava ad una siringa.
"non ti preoccupare, è una passeggiata!! vedrai che non sentirai niente! un pizzichino come la morsicata di una zanzara!" per poi venir trasportata, a distanza di 5 minuti, bianca cadaverica e semisvenuta, nel lettino della saletta di fronte e lasciata coi piedi per aria a riprendere i sensi momentaneamente  persi. 
Inutile dire che il povero bambino è passato in un nanosecondo dal sopportabile stadio di paura a quello, ben più ingestibile, di terrore convulsivo con tendenza alla fuga.
Mia nonna invece ha avuto la prescrizione per l'esame delle feci. 
Quest'esame è inverosimilmente semplice. Non puoi sbagliare.
Devi fare la cacca in un vasetto, consegnarla al centro analisi ed attendere gli esiti.
Mi premuro di acquistare in farmacia l'apposito contenitore e, una volta entrata in  possesso del "tesoro", mi alzo di buonora e lo porto, ben protetto, al centro analisi.
"Buongiorno, dovrei far analizzare queste feci a nome di XXXXXXXXX 
(lei fa le feci, tu fai le veci... è stato il battutone mattiniero di amò, nel salutarmi prima di partire!)"
Tolgo il vasetto dal tappo giallo dalla borsina e lo appoggio sul bancone della segretaria intenta a compilare i dati al PC.
Alza gli occhi e porta il suo sguardo gelido al mio oggetto.
 "Ah... ma signorina... " fa lei perentoria " non possiamo effettuare l'analisi perché il vasetto non è adatto. In questo laboratorio vige l'obbligo tassativo di utilizzare solamente i nostri"
Un po' scettica, chiedo che differenza può fare il contenitore nell'ambito del tipo di analisi da effettuare (insomma, per esser chiari, a casa mia la cacca è sempre cacca) ma senza obiettare, chiedo come procedere per evitare a mia nonna la scocciatura di defecare di nuovo cercando di fare centro!
"Lo porti ad un laboratorio dell'Usl.... a XXXXXX  li raccolgono al martedì mattina"
Ringrazio, riprendo il mio barattolino, lo riavvolgo nella borsina, lo ripongo accuratamente sul sedile della macchina e, arrivata a casa, lo parcheggio in frigorifero cercando di distanziarlo il  più possibile da uova e formaggi.
L'indomani mattina mi reco all'USL di XXXXXX dove, una signora hitleriana in camice bianco,  mi accoglie seccamente con una smorfia truce:
"Dica"
"Dovrei fare analizzare le feci di mia nonna" ricomincio a spiegare mentre per la seconda volta le depongo sul bancone.
"No, signorina, questo barattolo non va bene.... ci vogliono le nostre provette!" mi fa la signora Rottermaier senza degnarmi di uno sguardo.
"Ma sta scherzando??? " grido io alterandomi sull'orlo dell'esaurimento nervoso . "E' da domenica sera che sto girando con un vasetto di cacca! Per lo più non mia!!!" 
faccio presente
 " da 3 giorni  rimbalza dalla MIA auto al MIO frigorifero! E' solamente cacca! Sembra che dobbiate analizzare dell'uranio impoverito! Mi rifiuto di riportarla a casa ancora!!!"
Il bulldog, inteneritosi dalla mia disperazione, si addolcisce un pochino e in modo confidenziale mi passa sottobanco una provetta.  
In bagno procedo al travaso.
Facendo attenzione a non incombere in letali contaminazioni, riconsegno il tutto.
Mi sento un agente segreto della CIA in incognito. 
Inforco gli occhialoni neri e mi avvio leggera verso il bar per una bella colazione.
Missione compiuta
Cacca consegnata. 
Mi stanno aspettando per girare il seguito di Golgfinger 2 - operazione cacca.