giovedì 1 agosto 2013

Quanti cavalli ha la tua auto?

Amo molto i viaggi in autostrada, specialmente quando, dopo esserti arrostita come una cotoletta in spiaggia per 10 ore, rientri col sole sparato negli occhi al tramonto e una piadina nella pancia che pesa come un masso sul tuo stomaco. Amo soprattutto le sinergie umane che si creano tra gli automobilisti, gli sguardi stanchi che si incrociano dai finestrini e i complimenti gratuiti che rimbalzano nell'abitacolo con grida che non vengono sentite:
"Questa di sicuro è una donna.... Ma decidi in che corsia stare... Ma passa deficiente.... Coglione ti muovi.... "
Sono solo alcuni esempi del bon ton automobilistico di amò.
 Io amo molto stare appollaiata nel sedile passeggero, scalza, con i piedi appoggiati sul cruscotto e sorridere innocentemente dal finestrino, come una invisibile scusa,  ai poveretti che vengono investiti da una cariolata di insulti. Eppure il viaggio è relax, con una bella musica di sottofondo, il ronzare dell'aria e il tramonto che ti avvolge.
Io non sono stata mai molto fortunata con le auto.
 Diciamo che la mia storia inizia da piccola quando, intorno ai 5 anni,  mia madre decise di far visita alle rane di un fosso, nella periferia di Poviglio, col 128 verde di mio padre. 
Ricordo che aprì la porta del in garage completamente fradicia, i capelli incollati alla faccia,  incazzata come una iena ma dignitosissima nei suoi jeans skinny scamosciati su un improponibile tacco 12.
Soldi non ce n'erano granchè così, ripescato il relitto, girammo ancora per un po' di tempo con quel mezzo dalla tappezzeria  impregnata da un nauseabondo odore di palude finchè papà di decise ad acquistare una nuova "127 bis" rosso fuoco. Non mi sono mai chiesta il significato di quel "bis" ma papà sembrava assolutamente convinto di  aver comperato l'auto del secolo. Un macinino che sembrava una piccola coccinella senza pois col quale girammo mezz'Italia, arrivammo fino in Puglia senza aria condizionata e senza radio. Altro che SUV. Oggi serve il suv anche per portare tuo figlio all'asilo, col rischio di perdertelo sotto a un sedile alla prima curva.
Con la 127 bis rossa non potevi nemmeno sperare di riuscire a spostare una gamba. 12 ore di viaggio e 12 ore fermo immobile col motore sotto al culo. Dovevi fare attenzione a scendere perchè, alla prima sosta, rischiavi di tramortire al suolo per la paralisi degli arti inferiori.
Comunque quella 127 fece il suo buon dovere così ferocemente che dovemmo demolirla pena ritrovarcela  in garage come "christine, la macchina infernale".
La pubertà invece, il momento di massima vanità, in cui da bambina inizi farti donna, a godere degli sguardi dei ragazzini nei tuoi momenti di  passeggio è corsa via,  in un tubo nero, sui sedili posteriori di un'auto giapponese.
 Mio padre, assolutamente esaltato e convinto delle sue idee, valutò attentamente il suo acquisto in un periodo in cui in Italia giravano solo auto italiane: o FIAT o ALFA ROMEO, generalmente le prime se eri del Nord, le seconde se venivi dal sud. 
Seppur con tanto impegno, nessuno riuscì a dissuaderlo. 
Bene. Io ho passato l'adolescenza cercando di nascondermi nei sedili posteriori di una Hyundai. Ma non una Hyundai normale. Una Hyundai che si chiamava....  PONY. 
Ne sono state vendute più o meno 3. Una ce l'avevamo noi!!! Accessoriatissima e dai sedili azzurro cielo, su tre una ce l'avevamo proprio noi!!
Ma il problema non era il cofano, il muso per intenderci, il vero problema stava sul baule, a destra della targa. Avanzai anche l'ipotesi di nasconderlo con  un adesivo. Nulla. Io fui condannata a girare con una macchina che si chiamava PONY. Io, col primo rossetto, i braccialetti al polso come Madonna, con i primi jeans da paninara e le Timberland strafighe passavo davanti al bar del paese cercando di buttarmi sotto il livello del finestrino sulla..... PONY.
 Mi sono vergognata come una marmotta, peggio di un brufolo in piena fronte spuntato al venerdì sera. 
Le battute nel tempo si sprecarono: Hai parcheggiato l'asino? Dove hai lasciato il cavallo? Dov'è il carretto? 
Non ho potuto farci nulla. Ho lasciato che la Pony mi scarrozzasse avanti e indietro per anni fino a quando non venne sostituita da auto dai nomi meno pittoreschi.
Purtroppo, passato un periodo di auto più o meno normali, due anni fa ho avuto una ricaduta, un'idea balorda che nessuno è stato così cortese da levarmi dal cervello. Ho comperato una ROOMSTER. 
Praticamente ce l'abbiamo io e il fornaio.
 Non è male.... spaziosa, con un bel baule dotato persino del vano portavasi di fiori (chi non compra vasi di fiori?) praticamente un mini appartamento ambulante. 
Sembra un lego. I sedili si piegano e si rialzano con la facilità con cui si aziona uno schiaccianoci però, come dice amò, è un po' piantata. 
Praticamente puoi spingere l'acceleratore a tavoletta e questa non si schioda dagli 80, salvo poi non fermarsi più, una volta che è lanciata in corsa. Per fare un sorpasso a Reggio devi essere certo che chi viene in direzione contraria sia più o meno a Parma. In caso contrario rischi il frontale.
Alla fine mi sono rassegnata.
Una guida tranquilla, un bel cd, qualche gadget per rendere il suo interno un po' più femminile. E viaggio..... anche con la mia Roomster...  con la consapevolezza che non si sorpassa, che non si va in terza corsia per più di 3 minuti e che c'è tempo per tutto e per tutti. Se qualcuno ha troppa  fretta io alzo il dito medio (accessorio decisamente più utile del volante in radica) e continuo per la mia strada....  per il mio viaggio.....  serena, fino alla prossima meta.

mercoledì 24 luglio 2013

L'ELETTROUTENSILE


L'ondata di caldo afoso è arrivata, alla faccia di chi si lamentava del freddo.
Oggi ci sono 35 gradi, con un tasso di umidità che sfiora il90% .
Esco in  giardino per tastare la situazione meteo e vengo immediatamente investita da un sole che ti  polverizza come un vampiro uscito dalla sua tomba dopo un sonno di mille anni.
Considero per qualche attimo se riuscirò a non sciogliermi e mi convinco che ce la posso fare. 
"Amò, SE vai al conad mi compreresti due o tre di quei vasetti con le capsule per fare la marmellata?"sono le parole che non avrei mai voluto sentire.
Ebbene, siamo entrati in  possesso di 10 kg di albicocche biologiche, direttamente dalla Romagna,  che necessitano di diventare confettura per non marcire tristemente.
Inforco la bici, consapevole che entrerò al supermercato per comprare due vasetti e ne uscirò con 4 sportine da equilibrare tra cestino e manubrio, rischiando di far rotolare tutto in terra al primo dosso. La mia prode figliola, totalmente in incognito, con cappello in San gallo bianco e occhiale tattico, mi segue con la sua Atala vintage gialla Winnie the Pohoo, pedalando a debita distanza sotto il solleone.
Tutto pare procedere per il meglio ed arriviamo alle casse con UNA SOLA BORSA, di cose non proprio  irrinunciabili tipo le gommose, l'ovetto di barbie, una confezione di gramigna e un vasetto di ragù star ( per le urgenze...) ed altri 3 o 4 prodotti di vitale importanza.
Pago soddisfatta mentre Mirea ingaggia un'improbabile lotta col distributore d'acqua cercando di gavettonare a tradimento un'anziana signora e/o, a scelta, allagare il supermercato quando...  un fulmine, di botto, mi fora il cervello......porca putxxna LE CHIAVI!!1
NOOOOOO...... HO LASCIATO A CASA LE CHIAVI!!!! 
Realizzo che è mezzogiorno, che fuori si boccheggia, che siamo in bici, con la spesa che si liquefarà nel giro di 5 minuti, che i miei genitori sono in montagna e che siccome le cose non vengono mai da sole, insieme alle chiavi ho dimenticato pure il telefono.
"Mirea, abbiamo un problema" la informo.
"Cosa mamma?" mi fa lei trafficando col terzo bicchiere d'acqua
"Siamo chiuse fuori casa."
"Perchè siamo chiuse fuori casa?"
Perchè sono una cretina... penso.... perchè ho lasciato a casa le chiavi... dico.
L'ultima speranza di aver dimenticato aperta qualche porta o finestra vanifica quando, scavalcato il cancello, noto (devo ammetterlo non senza un certo orgoglio) che ho blindato la casa prima di uscire e che, solo il buon Ettorino mi sbadiglia dalla sua cuccia. 
Lui almeno un posto dove stare ce l'ha.
"Siamo proprio due poverette...."commenta Mirea
"Bè poverette.... poverette.... una casa ce l'abbiamo, il problema è che non possiamo entrarci.... il papà tra SOLE 3 ORE è a casa.... dai.... abbiamo la spesa: due Kinder fette al latte, un Milko, NON SIAMO POVERETTE "
L'attesa non è stata poi così male. 
Stasera sono ancora viva, continuo ad avere caldo, mi si appiccicano le gambe alla pelle del divano ma ho avuto anche la forza di passare il pomeriggio al Brico center.
In questo momento sono molto presa dalla levigatrice che ho comprato. 
Cosa me ne faccio? 
Chi è che non ha una levigatrice/sverniciatrice in casa? Con quel che costa minimo finirò X sverniciatrice le porte di casa giusto per ammortizzarne la spesa!!
Per adesso l'ho studiata ben bene, ho letto e riletto il manuale d'uso.
Non voglio cattive sorprese quando mi metterò all'opera!
Capitolo 3
"E' importante concentrarsi su ciò che si sta facendo e maneggiare con giudizio l'elettroutensile."
"Questo elettroutensile non è destinato ad essere usato da persone senza esperienza o non in possesso delle dovute conoscenze"
"Persino adottando gli appositi regolamenti di sicurezza certi rischi residui non possono essere evitati. Essi comprendono:
- Lesioni a seguito del contatto con parti rotanti in movimento dell'elettroutensile.
- Lesioni  durante la sostituzione di accessori dell'elettroutensile.
- Lesioni causate dall'impiego prolungato dell'elettroutensile.
Ma cos'é??? Fammi vedere la scatola? Non è che ho sbagliato??  C'è davvero una levigatrice qua dentro?
E poi.....  io sono una che si dimentica le chiavi... che non ha esperienza,
....  che ha una bambina che potrebbe mettere in pericolo....
Credo che in futuro dovrò ponderare meglio come investire le mie finanze..
e soprattutto, mi sa che, leggendo le istruzioni,  dovrò rivalutare meglio in che tipo di shop entrare se proprio proprio mi tornasse il desiderio di portarmi  in casa un altro "ELETTRO-UTENSILE" !!!!
 :-)e

martedì 16 luglio 2013

Cacche and co.

Pare che in questo periodo i membri della mia famiglia abbiano deciso di fare un check up pre-vacanziero.

L'altra mattina mia madre si è presentata per un semplice prelievo del sangue.  L'attesa, alle sei meno dieci di mattina, si è prolungata un po' più del dovuto considerata la lunga fila di persone che stazionava sulle panchinette chiacchierando amabilmente come ai giardinetti in un pomeriggio di primavera. 
Aspettando pazientemente il suo turno, ha deciso di infondere un po' di coraggio a uno spaventato bambino di 7 anni che, per la prima volta, si avvicinava ad una siringa.
"non ti preoccupare, è una passeggiata!! vedrai che non sentirai niente! un pizzichino come la morsicata di una zanzara!" per poi venir trasportata, a distanza di 5 minuti, bianca cadaverica e semisvenuta, nel lettino della saletta di fronte e lasciata coi piedi per aria a riprendere i sensi momentaneamente  persi. 
Inutile dire che il povero bambino è passato in un nanosecondo dal sopportabile stadio di paura a quello, ben più ingestibile, di terrore convulsivo con tendenza alla fuga.
Mia nonna invece ha avuto la prescrizione per l'esame delle feci. 
Quest'esame è inverosimilmente semplice. Non puoi sbagliare.
Devi fare la cacca in un vasetto, consegnarla al centro analisi ed attendere gli esiti.
Mi premuro di acquistare in farmacia l'apposito contenitore e, una volta entrata in  possesso del "tesoro", mi alzo di buonora e lo porto, ben protetto, al centro analisi.
"Buongiorno, dovrei far analizzare queste feci a nome di XXXXXXXXX 
(lei fa le feci, tu fai le veci... è stato il battutone mattiniero di amò, nel salutarmi prima di partire!)"
Tolgo il vasetto dal tappo giallo dalla borsina e lo appoggio sul bancone della segretaria intenta a compilare i dati al PC.
Alza gli occhi e porta il suo sguardo gelido al mio oggetto.
 "Ah... ma signorina... " fa lei perentoria " non possiamo effettuare l'analisi perché il vasetto non è adatto. In questo laboratorio vige l'obbligo tassativo di utilizzare solamente i nostri"
Un po' scettica, chiedo che differenza può fare il contenitore nell'ambito del tipo di analisi da effettuare (insomma, per esser chiari, a casa mia la cacca è sempre cacca) ma senza obiettare, chiedo come procedere per evitare a mia nonna la scocciatura di defecare di nuovo cercando di fare centro!
"Lo porti ad un laboratorio dell'Usl.... a XXXXXX  li raccolgono al martedì mattina"
Ringrazio, riprendo il mio barattolino, lo riavvolgo nella borsina, lo ripongo accuratamente sul sedile della macchina e, arrivata a casa, lo parcheggio in frigorifero cercando di distanziarlo il  più possibile da uova e formaggi.
L'indomani mattina mi reco all'USL di XXXXXX dove, una signora hitleriana in camice bianco,  mi accoglie seccamente con una smorfia truce:
"Dica"
"Dovrei fare analizzare le feci di mia nonna" ricomincio a spiegare mentre per la seconda volta le depongo sul bancone.
"No, signorina, questo barattolo non va bene.... ci vogliono le nostre provette!" mi fa la signora Rottermaier senza degnarmi di uno sguardo.
"Ma sta scherzando??? " grido io alterandomi sull'orlo dell'esaurimento nervoso . "E' da domenica sera che sto girando con un vasetto di cacca! Per lo più non mia!!!" 
faccio presente
 " da 3 giorni  rimbalza dalla MIA auto al MIO frigorifero! E' solamente cacca! Sembra che dobbiate analizzare dell'uranio impoverito! Mi rifiuto di riportarla a casa ancora!!!"
Il bulldog, inteneritosi dalla mia disperazione, si addolcisce un pochino e in modo confidenziale mi passa sottobanco una provetta.  
In bagno procedo al travaso.
Facendo attenzione a non incombere in letali contaminazioni, riconsegno il tutto.
Mi sento un agente segreto della CIA in incognito. 
Inforco gli occhialoni neri e mi avvio leggera verso il bar per una bella colazione.
Missione compiuta
Cacca consegnata. 
Mi stanno aspettando per girare il seguito di Golgfinger 2 - operazione cacca. 




lunedì 8 luglio 2013

CURE EXTRATERRESTRI


Sono certa di non essere l'unica pazza che ha fatto del web il suo medico di fiducia.
Sempre pieno di risposte e particolari esaurienti, sempre pieno di brillanti soluzioni e soprattutto sempre pieno di spiegazioni scientifiche certe e documentate, è a tua disposizione 24 ore su 24!
Adoro in particolar modo quei siti di consulto dove racconti i tuoi problemini di salute ed, in una manciata di minuti, si materializzano super luminari della medicina cosmica che dissolvono ogni tuo dubbio su quello che, casomai non ci avessi pensato, potresti anche NON avere.
Fatto sta, che una volta convinto il tuo cervello di avere le ore contate e, considerato che on-line non è possibile ricevere prescrizioni di medicinali, inizia la fase due della ricerca, la più affannata e divertente:  tutto quello che potresti fare da solo, attraverso rimedi naturali, per risollevare quel piede che ormai hai nella fossa.
Il vero problema è che ci sono davvero tantissimi cosiddetti "rimedi della nonna"  tra i quali scegliere. E devo dire che scegliere non è mai stato il mio forte.
Dopo una giornata con la gola in fiamme, mi stendo sul letto verso l'una. 
Amò è fuori per un concerto e io mi sento leggermente agitata.
Fisso con gli occhi pallati  il pupazzetto di ET che ho agganciato al lampadario della camera (la qualcosa, già di per sé, non é del tutto rassicurante).
"bipbip" l'allarme viene disattivato.
"ah...." penso mentre mi impacchetto tra  le lenzuola "finalmente è tornato" .
Amò dà inizio al suo rituale notturno che consiste nel:
1) lanciare le chiavi sul centrotavola in vetro (che da anni resiste inossidabile senza crepe)
2)frugare nel congelatore alla ricerca  di cibo
3)armeggiare in bagno tra spazzolini, dentifrici e non so che altro e salire pesantemente le scale.
Amò ha la gentile accortezza di scuotermi ogni volta che rientra (non si sa mai, nel malcapitato caso non fosse riuscito a svegliarmi col casino a piano terra, pare voler avere l'assoluta certezza di farcela prima di addormentarsi).
"sei sveglia?"
"sì... non riesco a dormire.... sono un po' agitata"
"come mai?"
"un po' di mal di gola"
"hai preso un oki?" mi chiede con voce sonnolenta, come se in realtà non gli fregasse un fico secco della mia gola ma il suo unico desiderio fosse crollare nel sonno.
"no... però ho preso un po' di roba" faccio io.
"tipo?"
" vitamina C, Propol-urto , semi di pompelmo,  ribes in gocce, latte col miele, sciacqui con sale e limone, mi sono spruzzata lo spray e ho bevuto due bicchieri di aceto"
Amò si tira su colpo: "stai scherzando???"
"no... " faccio io
"ci credo che non ce la fai a dormire, con tutta quella roba lì è già tanto che non sei sul water..."
"sai che l'aceto fa schifo?"
"Sì infatti chi sei? Gesù Cristo??? "
In effetti, pensandoci bene, e con il massimo rispetto, ci sarà stata una ragione per la quale gli lanciarono stracci imbevuti d'aceto al posto di semplice acqua! Non che fossero stati suoi supporters ecco...
"dici che ho esagerato?"
"no.... fa te..... non hai pensato all'urinoterapia?"
GOOGLEIAMO: WIKIPEDIA:" L'urinoterapia è una terapia alternativa, priva di riscontri scientifici, che consiste nell'utilizzo dell'urina prodotta dal corpo tramite bagni, impacchi, iniezioni oppure attraverso l'assunzione orale."
ECCO.... Con questa non ce la posso fare..... ma ho il sospetto che non sarebbe poi tanto peggio dell'aceto!
Intanto però mi rilasso..... aspetto che gli ultimi effetti dei medicamenti naturali vadano pian piano scemando e chiudo gli occhi.
ET mi compatisce dal lampadario.... "e tirami giù di qui.... sono 30 anni che sto cercando un telefono... ma guardati.... con tutta quella roba che ti sei ingurgitata l'aliena sembri tu! sei quasi verde... forza,  avvia l'astronave che torniamo a ET- land....  Si va, si va, si vola...."
A

sabato 29 giugno 2013

GAY E CUCARACHE



Ibiza è spettacolare. 
Il fatto di trovarsi geograficamente a due ore di volo dall'Italia sembra inflazionarla un po' ma, personalmente, trovo che sia un'isola piena di magia.
"Wow!!! che abbronzatura!!  dove sei stata? "
Vuoi mettere quanto sarebbe fico snocciolare in faccia a qualcuno "sono andata alle Mollucche, vengo da Kiribati, sono di ritorno da Sint Eustatius" !!
Inspiegabilmente, più un posto è lontano, più acquista quel fascino che sa di sconosciuto agli occhi degli ignoranti. 
Così la chiamerò Eivissa. Alla spagnola, per tirarmela...  sono di ritorno da Eivissa.
Ci sono delle calette dal mare cristallino favolose. 
Ho impiegato  un po' a convincere mia figlia che è assolutamente normale addormentarsi e risvegliarsi con un uomo nudo a un metro da te, che spiaggia il suo sedere abbronzato e/o  altre parti del corpo al sole ma, una volta accettata la situazione, ci si abbandona  all'idea che i fondamentali di  Eivissa sono due:
1) a nessuno frega niente di come sei
2) se ti fai gli affari tuoi eviti di perdere un sacco di tempo, come spiegato al punto 1. 
Uomini, donne, gay, nudi, freak, giovani, vecchi.... tette.... ( pare vadano molto di moda le tette. Ho constato che qui le donne equiparano l'acquisto di un reggiseno al  rifarsi direttamente  le tette. D'altronde perché perdersi tra coppe A,B,C, elastici, prime, seconde e misure varie? rifatti le tette e risolvi il problema alla radice! )
Qui siamo tutti PEOPLE FROM IBIZA.
E noi tre, io, AMO' e la piccola Mire ci siamo calati interamente nell'animo hippie dell'isla .
Insomma, non che scorrazzassimo nudi per le spiagge, non che ci siamo riempiti di pearcing e tatuaggi, non che mi sia rifatta le tette...  però amavamo molto cenare nella via gay della città. 
Eliminate le voglie di essere degnata di un qualunque sguardo (Amò, abbronzato era desiderato come un  chupa chupa alla fragola ) mi sono divertita un mondo ad osservare gli sguardi famelici che gli uomini gli lanciavano. 
Ceniamo in un ristorantino adorabile, con portate adorabili, passeggio adorabile ed un adorabile cameriere gay che arrossisce ogni volta che il suo braccio sfiora amò tra una piatto ed un bicchiere.
Così, alla fine di una deliziosa cenetta, dove ho avuto la stessa considerazione della brocca dell'acqua, decido di spostarmi su una panchina all'altro lato della strada, per fumarmi una sigaretta senza importunare nessuno.
Forse, i quattro marocchini che vi parcheggiavano prima di me intenti a fumarsi una canna avrebbero potuto suggerirmi l'idea che il posto non fosse troppo adatto al relax dopo cena,  ma io stabilisco che quell'angoletto è perfetto e mi accomodo tranquillamente.
Accendo la sigaretta e respiro l'atmosfera briosa che mi circonda tutta felice.
A metà sigaretta vedo materializzarsi rapidamente dal muro qualche cucaracha e, mentre realizzo che questa sorta di blatta è  il doppio delle nostre, che è rossa ed ha antenne lunghe come il mio mignolo, una di queste, velocissima, si attacca al bordo della mia gonna pantalone.
Balzo in piedi di scatto.
Insceno una sorta  di pazzo sirtaki  in mezzo alla strada, saltellando avanti e indietro, sbattendo in su e in giù i lembi della gonna, facendo uscire le gambe a destra e sinistra dagli spacchi laterali  mantenendo l'aplomb di una scimmia.
Una tavolata di 6 tedeschi mi guarda allibita con l'espressione a metà tra il compatimento e lo schifato, come se mi stessi divertendo a giocare a nascondino con uno scarafaggio gigante! 
 Dal dietro un passante impietosito mi viene in aiuto con un cricco sulla spalla e la cucaracha viene sbalzata via di colpo.
 "Oh merda!!!! ma allora ce l'avevo davvero!!"
E se ne avessi un'altra?????? 
Rapidamente calcolo quanti minuti sono stata appollaiata sulla panca e la mia mente degenera in uno scarafaggio che si infila nelle mie mutande così,  per evitare ulteriori figure da cretina, urlo a mia figlia che si sta affogando in una mousse al cioccolato:
"andiamo a fare la pipì!"
"Ma mamma, non ce l'ho!!!!
"Sì che ce l'hai!!!! "
E senza nemmeno chiudere a chiave la porta la posiziono sul water e con foga mi spoglio di tutto e lancio vestiti sul lavandino.
"vedi degli insetti strani? Ho degli scarafaggi nei capelli?"
"Guaaaaarda mammaaaaa..... che bagno bellooooo , pieno di libri.... "
In effetti  ci sono libri ovunque.
E la porta si apre.
La tedescona di prima affaccia il suo faccione rosso.
"Aaaaaahhhhhh sooooorrrrryyyyyy " mi fa lei.
Io sorrido mentre vorrei sprofondare via.  Come potrei spiegarle  in spagnolo che sono nuda perchè  sto  dando la caccia a una cucaracha? così, con tutta la dignità possibile indìco con nonchalance mia figlia sul water che legge Dostojewsky al contrario... Come se il problema fosse lei.
"Ma perchè è entrata?"
"Perchè non ho chiuso la porta.... ma poi Mirea lo sai una cosa? " Le dico mentre mi rivesto "Credo che le cucarache siano un po' come le coccinelle, mi sa che portino fortuna!"
"Perchè portano fortuna?" Chiede lei poco convinta.
" Perchè qualcuno l'ha cantato:
la cucaracha, la cucaracha, 
ya no puede caminar, 
porque le falta, porque no tiene 
marihuana que fumar....."
Vamos chica... Andiamo a prelevare tuo papà se no se lo mangiano i gay...
"Cosa sono i gay?"
"una cosa bellissima, niente a che vedere con gli insetti, Xò questo l'impariamo un'altra volta..."
La cucaracha ....la cucaracha....





domenica 9 giugno 2013

SURF E DENTI

Il tempo volge al bello. Tra poco partiremo per le vacanze!!! Meta Ibiza.
Mi ricorda l'isola di Fuerteventura: sole, spiaggia e surf. 
Sì... Data la distanza relativamente breve, tutti gli europei amanti del surf, almeno una volta nella vita, cavalcano le onde atlantiche di Fuerte.
 E noi?
Dopo un bel viaggetto da Barcellona, partenza volo alle 4.40 in una notte di completo black out della città spagnola, in cui caricarono più tavole da surf che valigie di vestiti, ci unimmo ad una banda di biondoni ( il surfista tipo è capellone, biondo ed abbronzato) ed arrivammo a Corralejo.
Considerato l'aspetto da "point break"  di Amò, già pratico di tavole and co. x vari viaggi in costa rica ed Indonesia, decisi di abbracciare questa sua passione e di prendere qualche lezione. 
E così iniziò la tragedia.
Uno si immagina la vacanza come un periodo sereno in cui gustarsi una bella colazione, sdraiarsi sopra una comoda sdraio e godersi il mare dal di fuori. 
Ebbene, se fai surf, il mare te lo godi dal di dentro e qualche volta ti entra proprio dentro... il che comporta:
1) Alzarsi alle 6.30 e venire sbattuti dentro un furgone di pazzi con musica a palla mentre stai ancora cercando di convincerti che non è vero, che stai ronfando sul cuscino e che è solo un sogno.
2) Trascinarsi una tavola gigante su e giù per rupi e scogliere fino a raggiungere spiagge selvagge alla randa del sole.
3) Iniziare la mattinata con mezz'ora di corsa e piegamenti modello recluta militare che piuttosto mi sarei tagliata una gamba.
4) Lanciarsi in un mare gelido pagaiando con le braccia, nel tentativo di dirigere al largo una stronzissima tavola di legno che se ne va ovunque tranne che dove vuoi indirizzarla tu.
5) il tutto per farsi riportare dall'onda a riva, possibilmente in piedi, nel mio caso, possibilmente viva.
X 3 giorni infiniti ho sentito sbraitare " Barbara di qua, Barbara di la, Barbara qui, Barbara lì" fino all'esaurimento mentale. 3 giorni di braccia distrutte e gambe che non mi reggevano in piedi.
Ogni qualvolta provassi ad avanzare in qualche modo, senza peraltro capire cosa cavolo ci stessi facendo alle 8 di mattina in mezzo all'oceano, sentivo distruggere la mia autostima. In brevissimo tempo ho realizzato che l'impresa per me sarebbe stata fallimentare, e stanca di massacrarmi palle e muscoli, ho rinunciato con grande gioia alle mie lezioni (pagate anticipatamente).
Ho assunto il meno faticoso ruolo di fidanzata di "amò delle onde", gongolandomi  al sole, mentre gli altri marciavano a mo' di caserma fuori e dentro l'acqua.
Una mattina, ( il mio sforzo consisteva nel contare una serie di sassolini luccicanti che avevo raccolto) vedo amò, davvero bellissimo nella sua muta nera e azzurra, col capello bagnato reso ancora più biondo dalla salsedine, cavalcarsi un uno/due di onde favolose... Patrick Swayze era una nullità rispetto a lui!
Ad un certo punto vedo un'onda gigantesca travolgerlo ed inghiottirlo.
Tragico. La mia paura,  la sua tavola venir sparata verso il cielo, spruzzi, improperi vari, un caos pazzesco e....  LUI.
Lui che arranca, lui che ansima e risale verso di me con una faccia a metà tra l'incazzato e lo sconvolto.
"Amò!!!" Faccio io con costumino rosa e conchigliette in mano, come se si fosse bagnato le unghie  nel lungomare di Cesenatico.
"HO PERSO IL DENTEEE!!!!"  mi urla lui
Ho perso il dente? Come fai a perderti un dente?
 Perdi le chiavi, i fazzoletti, se proprio proprio sei sfigato perdi il portafoglio.. . Non puoi perdere un dente!!
"Cosa?" Rispondo angelica tra il vento e il mare mentre lui, mano alla bocca, traffica per sganciarsi dal piede la tavola.
"Ho perso il dente... Quello che avevo qui!!!!" Urla indicando un buco tra incisivo e canino.
"Ahhhhhh..... Il dente che avevi lì.... ahhhhhh" Faccio io, trattenendo una risata e per dare il giusto peso alla tragicità del momento "stai tranquillo!!! non c'è sangue!"
"Ho perso il dente!!!"
" ho capitoooooo!" Hai perso un dente... Che sarà mai un dente!!!
Diamo inizio ad un'improbabile ricerca tra le onde.
Neanche il mare ce lo possa rilanciare a riva come una palla da tennis!
"Dai... " Gli dico "Magari te lo sei ingoiato.... Può essere che lo passi con la cacca!" 
Insomma, l'alternativa era passare i successivi due giorni a controllare cacca o darci per vinti.
Ma, considerato che non deve essere bello farsi rimontare un dente che si è fatto un giretto nel tuo intestino, decidiamo di giocarci la carta dell'eroe e mostrare orgogliosi un sorriso non proprio alla Bramieri.
Insomma.... Quest'anno mi sono informata per bene... A Ibiza si balla, si beve, si canta  ma non si surfa.
 Al peggio puoi incontrati Belen con pargolo al seguito.... io però, per precauzione, ho messo in valigia il mio dental passport, non si sa mai!!!!




lunedì 3 giugno 2013

BENEDETTE LENZUOLA BENEDETTE

Ebbene sì.  Ettore ha un follower.
Oggi, ingranata la retro, noto Rio (un dolce meticcio nero, nonchè cane della mia vicina) fissarmi  curioso col suo bel campanellino al collo.
"vè.... " -penso innocentemente-"Rio è libero... chissà come mai?"
Appena parto, Rio, emulo di Ettore, si lancia all'inseguimento della mia auto.
Oh noooooooooooo.... ma cos'ho? un kilo di salsicce nascosto nel baule? 
Ma si divertono a farmi scorrazzare avanti e indietro come un taxi, ogni volta che,  in perenne ritardo, devo catapultarmi al lavoro?
Forse dovrei installare un'insegna luminosa"DOG's TRIP"sulla cappotta con  tanto di istruzioni sulla sportella:
1) tenersi pronti ad urlare non appena si visualizza un cane.
2) rallentare in prossimità del bidone della spazzatura (perchè è lì che ho appurato l'animale vi taglierà la strada probabilmente col dito medio alzato!)
3) caricare il cane (valido anche in giorni di pioggia, fango, neve,  etc. etc.)
4) ripercorrere la strada in retro e far scendere il cane scodinzolante
5) ignorare chiunque vi stia guardando, fingendo di non sapere cosa pensano di voi e ripartire velocemente .
Comunque, ho capito che per non compromettere la mia attività di trasporto cani, devo smetterla di accatastare roba sul sedile posteriore.
Mia nonna, brillante novantenne un po' sorda, ha  valutato "surplus" un po' di cose troppo belle per giacere inutilizzate nel suo armadio:
"Guarda come sono belle!!!!"
"Sì, ma sono un po' anticheeeeeeeee... " sbraito io cercando di non smorzare il suo entusiasmo. 
"Prendile prendile!!!"
"NONNAAAAAAA " urlo, usando anche le mani  come ultima risorsa "sono piccoleeeeeee, non vanno beneeeeeeeee!!!
"Prendile prendile!!!!"
"NONNAAAAAAA, ne ho già tanteeeeeeeee!!!!"
"Prendile prendile!!!"
Senza sapere come è potuto succedere, pur di finirla con quello strazio di urla in orario di pennichella postprandiale, sono uscita da casa sua senza voce, con una vagonata di lenzuola anni 70 che spaziano dai  fiordalisi ai rombi color senape, pannetti in lana panna e verde acido, federe spaiate e copertine all'uncinetto. 
In attesa di decidermi se classificarle "vintage" o semplicemente destinarle alla "raccolta panni vecchi" le ho parcheggiate sul sedile e me le scarrozzo da una settimana.
Sembra l'inizio di un'attività parallela di vendita biancheria casa di seconda mano!!
E con tutta questa montagna di cianfrusaglie stasera sono andata a far benedire l'auto.
Caricata la figliola, siamo arrivate durante il secondo segreto di Maria.
"Scusi" faccio io stringendo mia figlia "quanti sono in tutto i segreti? Sa, fa un freddo cane stasera... nel caso aspettiamo in macchina..."
Scoperto che i segreti sono 5, dopo un rapido calcolo mentale di 10 Ave Maria per segreto, decido di aspettare in auto il momento della benedizione e munisco mia figlia di un po' di monetine da appoggiare nel cestino in cambio del santino che ci verrà regalato.
Quando le auto iniziano a muoversi, dopo aver schivato un ottantenne che ha provato più volte a centrarmi fiancata e baule ed un neopatentato alle prime armi (ma quel bambino lì ha la macchina??? il commento della Mire - Purtroppo sì... il mio) arrivo davanti al parroco che ci guarda e ci benedice. 
"Prepara le monetine Mire, mi raccomando!!" 
"Sì mamma" dice lei tenendole ben serrate nei pugni
"Stai pronta che le devi mettere nel cestino dei bambini" insisto considerando il breve tempo a disposizione per l'operazione.
"Sì mamma"
"Devo essere svelta, capito??" 
"Sì mamma!!!!!!" 
Ok, HA CAPITO, SONO SERENA, MI SENTO ASSOLUTAMENTE TRANQUILLA.
Abbasso il finestrino e mentre cerco di spingermi contro il sedile per permetterle di allungare le monetine, lei decide di velocizzare un po' troppo la cosa. 
Parte....  con un lancio degno di una sassaiola, sfionda una brancata di monete addosso ai bambini.
"Ma vuoi uccidere i chirichetti???? " Grido incredula mentre questi poveretti cercano di acchiappare al volo la pioggia di Euro che li ha colpiti all'improvviso. 
Considerando che abbiamo bloccato parroco, macchine e benedizione e che i chirichetti non si sono ancora ripresi dallo shock, me ne frego dei soldi sparsi sull'asfalto, arraffo il santino e riparto con figlia e lenzuola al seguito,  chiedendomi perchè. 
MA PERCHÉ' , PERCHE' DICO IO OGNI VOLTA NON CE LA FACCIO A FARNE FINIRE UNA BENE??
Poi guardo il santino... con quel bel viso gaio e tanto simpatico di Papa Francesco, e leggo la sua preghiera:
" Insegnami ad usare la mia macchina per i bisogni degli altri
 (in particolar modo dei cani... a questo punto)
a non disprezzare le bellezze che TU hai creato
 (quindi, forse pure queste lenzuola??)
affinché possa  con gioia e cortesia continuare la mia strada
 (anche perchè se restiamo qui un minuto di più, benedette o no, rischiamo il linciaggio...)
AMEN"