lunedì 10 febbraio 2014

grazie per questa sorpresa!

Quando apri le mail della mattina e scopri che hai ricevuto un "premio blogger", la giornata è decisamente più sorridente di quando apri le mail e scopri che a 29,90 qualcuno potrebbe aver acquistato per te un mazzo di rose rosse su groupon.
E' anche meglio delle setole di ricambio per lo spazzolino elettrico in offerta o della promozione Vodafone per la tua ricarica telefonica.
Io sono una di  quelle persone che, quando c'è da vincere qualcosa, viene piazzata dalla sorte nell'ultimo buco sottoterra. Non vinco mai niente.
Se omettiamo un pedalò della pantera rosa alla tombola di 5a elementare ed una piastra per capelli alla pesca di beneficenza, direi che la Dea Bendata deve avermi da tempo dimenticata in quel buco senza fondo.
Eppure oggi, questo adesivo che si riempie di affetto, stima reciproca e curiosità per l'impegno che metto per migliorare il mio blog, è arrivato proprio per me.


Per questo devo ringraziare Firmatocarla http://firmatocarla.blogspot.it/
per aver pensato a me con un premio così carino.
La vincita del premio implica queste piccole regole che riassumo di seguito:
  • ringraziare il blogger che vi ha premiate
  • inserire il bannerino del premio
  • elencare 7 cose di sé 
  • elencare 15 blog a cui donare il premio
  • avvisare tutti i vincitori
Fatte le prime due ora sono al punto 3.
Raccontare sette cose di me non è facilissimo anche perchè praticamente con questo blog tutti sanno tutto di me. 
Eppure proverò a fare del mio meglio dicendo che:
1) il mio cibo preferito è la pizza. Potrei anche mangiarla tutte le sere. Questa settimana credo di aver fatto quattro su sette (anche se due non erano proprio pizza pizza ma bruschette con pomodoro e mozzarella... cambia il nome ma poco la sostanza).
2) i miei gusti di gelato preferiti sono Bacio e Spagnola.
3) ho una vera passione per i carillons. Starei per ore a guardare le ballerine che danzano, ripetendo all'infinito gli stessi movimenti,  seguendo quelle cantilene lente ed un po' tristi che mi piacciono tanto. In alternativa li smonterei tutti per studiare quei meccanismi così semplici e perfetti che li fanno funzionare. A loro modo li trovo magici.
4) non sono capace di abbassare solo il dito mignolo della mano destra. Mi tiro dietro anche l'anulare. Si muovono in sincrono e non c'è nulla da fare.
5) ho la fobia degli uccelli. Detta così non è chiara. Ok ci riprovo. Ho la fobia dei volatili. 
Ho paura di tutti quegli animali che hanno penne, becco e zampe artigliate. Galline comprese. Deve essere una reminiscenza della storia del brutto anatroccolo che mi leggeva mia mamma. Quei disegni erano così brutti che mi hanno terrorizzata a vita!!
6)Sono sincera a oltranza. Anche risultando antipatica non riesco a tacere quel che penso (specialmente quando bisognerebbe stare zitti).
7) Mi piace camminare sotto la pioggia. 

Tutto questo detto ora nomino 15 blog che mi stanno particolarmente a cuore, nei quali vi invito a curiosare con calma:


Io corro ad avvisare.... buona giornata..... e speriamo smetta di piovere!!
:-)

giovedì 6 febbraio 2014

CINESI, MASSAGGI E DISCOUNT

Quando la tua vita inizia a sembrarti esaltante perchè hai comprato un apparecchio per massaggi ad impulsi significa che c'è qualcosa che non va, ma è proprio quando ti rendi conto che, di quel massaggiatore elettrico ad impulsi ne hai davvero bisogno, ecco... lì ti convinci che davvero qualcosa non va.
Ma andiamo per gradi.
Avendo più tempo a disposizione, ho pensato di rendermi utile dedicando un quarto delle mie energie all'economia domestica.
Per me questo significa non buttarmi a pesce nel supermercato più vicino a casa ma di oculare le spese in base ad offerte e promozioni.
Così, ieri mattina, sono andata al Lidl.
Se per molta gente la parola "discount" evoca immagini di extracomunitari disperati e poveracci che imbustano verdura avvizzita servendosi da scatoloni polverosi, mi sento di rassicurarli che questa idea da post-nucleare non corrisponde alla realtà.
Il discount (o almeno quello in cui sono stata io) è un supermercato carino ed ordinato, con marche sia italiane che straniere, con una normalissima clientela, commesse simpatiche, musica a palla ed una buona scelta di prodotti biologici.
Certamente occorre un briciolo di attenzione alla qualità di quanto viene offerto sui cibi deperibili tipo carne e pesce (che personalmente continuo ad acquistare dal macellaio e dal pescivendolo di fiducia) ma su tutti gli altri prodotti il discount non ha nulla da invidiare agli altri ipermercati.
I prezzi di pasta, biscotti, detersivi, prodotti per la casa e molto altro sono generalmente inferiori ma soprattutto c'è un divertente reparto "cagate inutili ma a questo prezzo vuoi lasciarle lì?" che alla resa dei conti ti creano un esborso pari o superiore a quello del "mi butto nel primo supermercato che ho di fianco a casa" vanificando il tuo tentativo di perfetta economa domestica.
O almeno.... a me succede sempre così.
Infatti, dopo aver risparmiato 0,50 cent sui tovagliolini di carta e ben 1 euro sulle fette biscottate ne ho pagati 19,90 per il massaggiatore ad impulsi elettronico.
Bello.


E' un corno vibrante, che proprio per la sua forma, puoi tranquillamente far arrivare alle tue scapole senza bisogno di eccessive doti da fachiro. Ha una funzione riscaldante ed una pallina vibrante che, ai maliziosi, potrebbe suggerire un uso alternativo, ma non è il mio caso.
Il vero problema è che quando lo sballi e ti ritrovi con questa specie di tubo dal dubbio aspetto che ti gratta la schiena, non puoi evitare di domandarti perchè non hai concesso il tuo corpo alle mani di un bravo massaggiatore che ti unge la schiena con olio profumato mentre ti rilassi tra candeline e musica zen.
Dopo tre minuti, quando non riesci più a parlare perchè stai vibrando insieme al tuo cervello, lo spegni, lo riponi nella scatola, lo fotografi tremolando e lo metti in vendita su E-bay.
Magari se lo cataloghi come attrezzo erotico hai più possibilità di venderlo.
Ma se un acquisto sbagliato ci sta, inanellarne tre in fila, uno dietro l'altro, ci sta un po' meno.
Dato che ultimamente il mio cane è innamorato ed il suo cervello è in pappa come se avesse usato il massaggiatore tutta la notte, ogni volta che apro il cancello questo scappa.
Ho comprato una catena ed un collare (solo per entrare ed uscire con la macchina, poi lo lascio libero.... non temete!)
Rientra Amò e vede il collare nuovo sul tavolo:
"scusa" mi ha detto "ma pensi di avere un pit-bull??"
In effetti la circonferenza del collare è circa tre volte quella del povero Ettore.
"mah..." faccio io "in effetti, anche la catena mi sa che sia un po' pesante per lui"
Ho aggiunto il "mi sa" per non dirgli che, al pomeriggio, quando gliel'avevo provata, Ettore non era riuscito a percorre nemmeno il  tragitto cuccia-erba ed aveva uno sguardo così depresso che la catena avrei voluto usarla per frustarmi.
Così stamattina ho deciso di unire spesa, passeggiata e cambio collare.
Mi sono mesa uno zainetto da quindicenne sulle spalle per camminare più libera, senza borse e borsette.
Ho comprato due chili di salsicciotti per il cane e la lettiera per il coniglio rendendo il mio zainetto leggero come un'incudine.
Cuffie alle orecchie, sono tornata al negozio dei cinesi (al mio paese abbiamo ben due megastore cinesi) ed ho chiesto se me lo potevano cambiare.
"Signola se non ha tenuto lo scontlino io no cambio" mi ha detto decisa la commessa alla cassa.
Ma ti pare?? Anche i cinesi si sono messi a fare i fighi adesso...
"Bene" ho risposto " tenete pule il vostlo collale di melda allola pelchè al mio cane non ci va bene ..."
Col mio zaino spezzaschiena e l'incazzatura dei cinesi sono tornata a casa con una spalla a pezzi.
E meno male che il massaggiatore ad impulsi non l'ho ancora venduto....

P.s.
Avevo comprato anche una di quelle scatole di biscotti danesi al burro, quelle in latta blu.
Mentre scrivevo questo post me la sono mangiata metà.... credo che al prossimo giro mi servirà anche un vibromassaggiatore snellente linfodrenante.
Chissà se al discount lo venderanno?
:-)


mercoledì 29 gennaio 2014

DISOCCUPATA COL VELO

Gennaio sta finendo. Sembra strano, perchè al di là della spruzzata di neve di ieri mattina, le margherite fioriscono come se fossimo a Marzo e le ortensie (ebbene sì, anche le mie) germogliano sfoderando graziose gemme verde smeraldo.
Gennaio ha portato un cambiamento di lavoro nella mia vita, un cambiamento che per ora mi sta dando grosse soddisfazioni.
Da commerciante, titolare di un'edicola, sono passata a disoccupata.
Detta così, non sembra che io sia un genio della finanza, ecco....  e nemmeno che sia una persona che ocula con attenzione le sue scelte di vita.
Ma attenzione!
C'è una differenza.
Non sono passata ad essere una disoccupata che gira attaccando bigliettini ballonzolanti in farmacia, in cui propone prestazioni che spaziano dalle pulizie delle scale alle fellatio a pagamento, non una disoccupata che si mette in fila all'ufficio di collocamento, non una disoccupata che vende rossetti Avon e teglie Tapperware radunando vecchiette, al sabato pomeriggio, sul divano del suo salotto.
Sono una disoccupata felice.
Almeno per ora... almeno fino a quando non sarò così sul lastrico da dover far sul serio un pensierino a quella fellatio a pagamento!
(Non telefonatemi, per ora no.)
Il motivo è che ho ceduto la mia attività per scelta.
Ho lavorato 10 anni impiegata in una ditta metalmeccanica.
Quando ho deciso di cambiare, ho cambiato tutto: lavoro e fidanzato.
Ho lavorato 10 anni nella mia edicola.
Allo scadere del timer, ho deciso di cambiare ancora tutto, motivo per il quale anche Amò sta dubitando di essere con un piede all'uscio.
Non è così... almeno fino a quando non sarà così stufo di vedermi in giro per casa e sarà lui stesso il primo ad avvicinare anche l'altro piede all'uscio di casa.
Ho semplicemente deciso di vivere un po' meglio il mio tempo.
Ho deciso che, se non c'è motivo, posso uscire tranquillamente a piedi invece che con la macchina.
Ho deciso che mi piace fermarmi qualche minuto di più all'asilo, per guardare il disegno che ha fatto mia figlia e vivere meno frettolosamente momenti che non avrò più la possibilità di rivivere.
Poi, siccome sono sempre stata un ciclone di idee, inizio tante cose.
Alcune le abbandono poco dopo (normalmente dopo aver speso una fortuna per tutta l'attrezzatura necessaria al progetto) ma, indifferentemente dal risultato, già l'organizzazione mi da tanta gioia.
Ho iniziato ad illustrare un libro per bambini.
Si intitola "Mirea e Re Capello".
E' scritto proprio per lei che ha la mania di portare i  capelli legati strettissimi anche mentre dorme.
Il problema è che avendo trovato i miei schizzi, anche lei ha inventato una sua storia.
Si intitola "Mirea e Re Lettera".
Un racconto che propina a chiunque, di lei che incontra  un re che le insegna a scrivere.
Dura all'incirca tre ore ed un quarto, motivo per il quale sto pensando di denunciarla per plagio, salvo addormentare qualsiasi persona entri in contatto con lei.
L'ha portato persino a scuola e l'ha spiegato durante l'assemblea delle 9.00.
Ho saputo che è stata bloccata proprio dopo l'incipit perchè dovevano prepararsi per il pranzo!
Comunque tra una passeggiata, un libro e l'altro ed ore perse in giardino a cercare di riportare il coniglio il lavanderia, la mia vita da nullafacente ha preso il via.
Chiaramente non penso di rimanere in questo "status" per sempre.
Arriverà il momento in cui dovrò rimettermi a cercare qualcosa di serio da fare e lo farò con nuovo entusiasmo, ma non subito.
Prendendo la palla al balzo, Amò mi ha anche chiesto se vogliamo sposarci.
Tra alti e bassi stiamo insieme da 10 anni e dice lui, sarebbe bello dare un tocco di ufficialità alla cosa.
Secondo me non è che ci sia tutto questo bisogno di ufficializzarsi e le coppie di fatto stanno per essere equiparate a quelle sposate.
E poi sono sempre stata un po' allergica ai matrimoni.
Poi però ho capito.
Insisteva parecchio con: "adesso hai tanto tempo... facciamoci un viaggio di nozze..... dimmi quando vuoi che ci sposiamo che lo dico..... "
"Cioè... lo dici.... a chi?" ho chiesto io immaginando genitori commossi e sorelle gaudenti.
"EH... che così quel giorno lì non suono" mi ha risposto.
Ed è passata la poesia.
Non è che desideri una proposta di matrimonio in ginocchio con scatola aperta ed anello scintillante, ma nemmeno uno che si alterni tra altare ed amplificatore tra il "sì" ed il "lo voglio"!!!!
Ma che dire? Essere disoccupati regala anche questo privilegio.
Puoi sceglierti un giorno qualsiasi per sposarti senza chiederlo a nessuno!
Credo che accetterò.... così durante il viaggio di nozze, in qualche paradiso esotico, anche lui avrà un po' più di tempo.
E lì, all'ombra di una palma, sorseggiando con calma latte di cocco, cazzeggiando mentre le scimmie danzano sulle nostre teste, finalmente anche noi riusciremo a sapere come finisce questa benedetta storia del Re Lettera!!
:-)







mercoledì 22 gennaio 2014

TI GRIGLIO LA PANTOFOLA

Inizio a sospettare che un'aurea di magia aleggi nella nostra casa.
Non parlo di infestazioni, strane presenze, poltergaist o eventi che si avvicinano al tran tran del castello di Harry Potter.
Parlo di pantofole.
Questo potente oggetto di uso quotidiano ha la capacità di sparire e riapparire a suo piacimento, come se godesse di vita propria.
Mentre d'estate noi tutti giriamo scalzi come in spiaggia, l'arrivo dell'inverno porta la consuetudine di adottare l'uso di pantofole.
Come credo tanti di voi, noi usiamo tenere una scaffalatura in garage che a breve ci crollerà addosso.
Ci cambiamo gli scarponi infangati, ammassandoglieli sopra, prima di entrare nella nostra parte di casa (il garage ci è stato espropriato da Timmy il coniglio nano).
Successivamente, tentiamo di incollarcele ai piedi fino al momento di uscire.
Ma a quanto pare quest'impresa sembra essere impossibile tanto quanto mettersi in fila alla posta per pagare una bolletta del gas.
Lo deduco dal quantitativo di ciabatte spaiate che hanno dato vita ad una comunità autonoma con sede nel pavimento.
Esistono la comunità sick, quella musulmana e quella delle ciabatte randagie.
L'ultima è a casa mia.
Raccoglie esemplari dei più vari tipi e misure
Ma se siete in tre, penserete voi, quante ciabatte avrete mai in giro?
A rigor di logica 2 a testa.
6 in tutto.
In realtà ce ne sono circa 24 paia.
Sì, perchè ai primi freddi ognuno sfodera con orgoglio le sue ciabatte nuove.
Quando magicamente finiscono sotto al divano e lo sforzo di chinarsi a cercarle é evidentemente eccessivo, cominciamo a chiederci l'un l'altro:
"dove sono le mie ciabatte?".
Lo si chiede fino all'esaurimento del coniuge che, pur di continuare a farsi i cazzi propri, inizia a blaterare improbabili deduzioni tipo: "hai guardato in frigo?", "forse in bagno...", "prova a vedere in giardino..."
Più spesso accade che invece di domandare, si passi direttamente all'accusa di furto.
"chi ha preso le mie ciabatte?"
Come se mia figlia amasse sciabattare in un 43 o io potessi strizzarmi i piedi dentro ad un 28 rosa con la faccia di Hello kitty!!
Allora, si va alla scarpiera alla ricerca del paio dello scorso anno.
Quando anche le vecchie pantofolone blu a quadretti rossi, un pochino puzzolenti di piedi e polvere, con quel buchino proprio sulla punta dell'alluce, vengono accolte nella suddetta comunità, si torna a raschiare in scarpiera per cercare l'ennesimo paio.
Normalmente quelle più brutte in assoluto, quelle che ci vergogniamo di aver acquistato, quelle che una volta indossate fungono da anticoncezionale meglio del condom o del diaframma.
Ce le abbiamo ancora perché neanche l'isola ecologica le vuole.
Le pantofole con la testa di cane, le moppine in peluche rosa, i canguri a pois, la ciabatta di Prezzemolo direttamente da Gardaland, roba così... roba che a girarci in casa pure Angelina Jolie sarebbe un pochino meno "scopabile" di quel che é.
E via, paio dopo paio a ritroso, fino alle ciabatte estive, che non sono proprio calde ma almeno ti evitano il congelamento del tratto piede-ginocchio.
Svuotata la scarpiera del garage (aumentando in modo esponenziale l'indice demografico di pantofole libere in casa) ci si riduce a Gennaio, in infradito di gomma, infilate coi calzettoni, in perfetto stile piede equino.
Proprio ieri sera Amò, con indosso qualcosa di simile si è dato alla cucina.
Ha deciso di prepararsi un trancio da 6 etti di ventresca.
Io pensavo che la ventresca fosse un pesce che va di moda solo a Natale, di quelli che vendono sott'olio, pressato in lattoni giganti e che porti in tavola dentro ad una vaschetta trasparente.
Poi ho scoperto altro non essere che la pancia del tonno, a detta sua, la parte più prelibata.
Si è chiuso in cucina a scaldarlo sulla griglia, provocandoci un conato di vomito non appena siamo state sopraffatte dall'odore più forte e nauseabondo che  avessimo mai sentito.
"apri le finestre, accendi la ventola... fa sparire questa puzza!!" gli abbiamo intimato tirandoci il collo del maglione sopra le narici.
"ma voi non capite niente.... questo è profumo!!!" ci ha urlato dall'angolo cottura.
Allora.
Già far capire ad una bimba di 5 anni che il pesce che mangiamo non è uguale a quello di plastica che lei cucina nella sua Fisher-Price rosa e che il tonno ha davvero occhi, bocca e pancia/ventresca è dura.
Costringerla a mangiarlo immersa in puzzo da mercato ittico è impossibile.
Abbiamo risolto trasferendoci a cenare in sala e riducendo al minimo le aperture della porta necessarie per entrare in cucina.
Tutto è andato per il meglio fino a quando un calamaro è finito dentro la mia ultima ciabatta disponibile.
Mi è toccato un giro alla scarpiera.
Di disponibile ho trovato solo le testa di cane leopardate.
Ho pensato ad Angelina Jolie ed ho visto morire del tutto la femminilità rimasta tra la fascia per i capelli ed il pile verde pisello.
Poi ho guardato Amò, tutto preso a grattare la griglia tra ventoloni accesi e vetri spalancati.
Aveva ai piedi le Croc's da giardino, ripiene di un pelo nocciola schiacciato dalla camminata.
Se con queste addosso Angelina non è da carboni ardenti, nemmeno lui è proprio Brad Pitt!!!!
Testa di cane leopardate.... venite a me!!
Ed aspettiamo l'estate!!
:-)




martedì 14 gennaio 2014

UN CONIGLIO E' PER SEMPRE

Il 2014 ha essenzialmente portato due cambiamenti importanti nella mia vita.
Il primo è stato l'arrivo di Timmy, il coniglietto nano.
Il secondo, dopo 10 anni di attività, la vendita della mia edicola, cosa che a confronto della prima, porta uno scombussolamento emotivo praticamente nullo.
Ho già raccontato nel post "Follie di capodanno" di come il coniglio sia entrato a far parte della mia casa, terzo animale dopo il cane Ettore e la gatta Miu, quarto se includiamo nella specie anche altri abitanti della famiglia.


La cosa più strana dell'avere un coniglio é che, a differenza di cani e gatti, trasporta silenziosamente la tua vita in una meravigliosa modalità agreste, senza che tu nemmeno te ne renda conto.
La mattina ti alzi e prima ancora del tuo caffè ti ritrovi con le mani infilate dentro due guanti di gomma, in lavanderia, con le finestre aperte a -2, alle prese con caccarelle e fieno secco.
Sfidando il colpo della strega, ti rovesci a 180° per pulire una gabbia di un metro quadrato (il coniglio abbisogna del suo spazio vitale) ed asciughi con la carta assorbente l'acqua che immancabilmente Timmy ha rovesciato.
Il passo successivo, consiste nello spazzare la paglia che durante la notte, nelle sue folli corse dentro al metro quadrato, il coniglio è riuscito, non si sa come, a sparar fuori tra le graticole della gabbia condito alle piccole caccarelle, facendo molta attenzione a non pestarle per non distribuirle passeggiando sul pavimento di tutta la casa.
Un'ottima ginnastica mattutina alternativa allo zumba delle 18.00.
Devi stare attento che la gatta non lo scambi per un topo e lo insegua, che il cane non lo scambi per un bocconcino e se lo mangi, che non si infili in qualche buco per non passare le successive 2 ore chiamando "Timmy timmy vieni fuori" (potresti anche lasciarlo dov'è ma poi la gatta lo insegue, il cane lo mangia e sei d'accapo)
Detto questo, prendi i tuoi sacchi di fieno e paglia ( i contadini li vendono a sacchi per cui ne abbiamo un quantitativo in grado di sfamare una mucca) e li porti fuori, chiusi, al coperto, per far sì che non si ammoscino di umidità ed evitare che la t-shirt fresca di bucato olezzi di stalla.
Il tutto, per scoprire che non appena rientri, il coniglio avrà di nuovo scacarellato nella gabbietta pulita e profumata, costringendoti ad un circolo vizioso senza fine che ti avvierà verso una nevrosi irreversibile.
Hai possibilità di trovare pace soltanto quando qualcuno ti tirerà fuori dalla lavanderia a forza, mentre urli con la paletta in mano e ti obbligherà a far colazione legata alla sedia.
Il coniglio però è un animaletto autopulente, un po' come il filtro di certe asciugatrici o almeno così raccontano tutti i siti internet che ultimamente consulto, e soprattutto è a basso costo.
Io l'ho pagato 10 euro, cifra talmente irrisoria da farmi supporre che il coniglio nano, tra qualche mese, peserà all'incirca 15 chili (e sarà pronto per l'arrosto).
E comunque i 10 euro sono un tranello per bambini innocenti.
Sì, perchè se il coniglio costa una cantata, per tutto il resto devi fare un mutuo.
C'è la gabbietta, il mangime secco, lettiera (e il coniglio ne usa parecchia), paglia e fieno, senza contare l'onorario del veterinario per vaccinazioni ed antipulci.
E' verissimo che il coniglio si auto pulisce ma quando ci siamo accorti che da qualche giorno tutti ci grattavamo come scimmie ci è sorto qualche dubbio.
"Sarà l'etichetta!" dicevo io.... E giù di forbici a tagliare tutti i penduli pezzetti di carta attaccati a felpe e magliette!!!
- COME RICONOSCERE SE IL TUO CONIGLIO NANO HA LE PULCI-
Cito testualmente: "il coniglio è un animale estremamente pulito anche se nel suo morbido pelo possono nascondersi parassiti quali pulci, specialmente se l'animale vive a contatto con cani (ce l'ho), gatti (ce l'ho) e passa ore all'aria aperta (ce l'ho)
Ma per avere la certezza della loro esistenza, bisogna guardare LE FECI che, appoggiate su carta assorbente, lasceranno un alone rossastro nel momento in cui verranno bagnate, dovuto al sangue che ingeriscono."
Perfetto.
Dopo giorni di attenta osservazione delle feci l'altra sera ho esordito così:
"Amò, sai che Timmy secondo me ha le pulci?"
"Mah.... non credo ha un pelo così bello.... "
"No no" faccio io "ho letto che si vede dalle feci"
"Ma sei fuori?? guardi se ha le pulci dalla cacca?? certo che lasciano un alone... è merda!!"
Sì però...
Però è un cretino chi ha scritto l'articolo perchè  per mettere un "LORO" tra la parola "Le" e la parola "feci" non ci sarebbe voluto un genio, tanto per far capire che l'alone lo devono lasciare le feci delle pulci e non quelle del coniglio!!
Comunque per risolvere ogni dubbio, questa mattina io  Amò abbiamo portato Timmy dal veterinario. E' stato vaccinato, controllato, de-pulciato.
Ci ha assicurato che ci darà grandi soddisfazioni.
Con questa certezza, oggi sono andata al mulino ed ho comprato un sacco di mangime.
Lo vendevano a peso, ma tra una marea di sacchi aperti di mangimi, semi e granaglie di ogni genere, mancava giusto giusto quello per conigli.
Ne ho dovuto comprare uno intero.
Da 10 chili.
Mi sono caricata in spalla un polveroso sacco gigante conscia che, data la dose raccomandata di un cucchiaino da the al giorno, potrei tranquillamente dar vita ad un allevamento.
Così... tra pulizie di gabbiette, distribuzione di pasti, ramazzamento di paglia ed arieggiamento di locali, la mia vita procede impegnatissima.
Per il resto, come vi dicevo, ho venduto l'edicola.
Mettere fine ad un'attività che porti avanti da 10 anni è sempre un po' triste.
Si lasciano persone, abitudini, chiacchiere e volti quotidiani.
Si lascia anche un ambiente che per tanto tempo è stata la tua casa.
Tutti mi chiedono cosa farò dopo, come mai questa scelta.
Io provo a dare tutte quelle giustificazioni che mi sembrano le più plausibili: i miei genitori sono andati in pensione, c'è crisi, dopo un po' si sente il bisogno di cambiare...
Lunghi discorsi di sentimenti, pensionamenti ed economia.
Balle.
Sono stata costretta.
Ma questo lo puoi capire solo il giorno che compri un coniglio!





martedì 7 gennaio 2014

PRONTO? HO LO SMARTPHONE ,


Ho uno Smartphone.
Che ci sarà mai di strano? - penserete voi - Anche mio cugino Pio di 6 anni ce l'ha!!
Sono entrata nel vortice della tecnologia telefonica da sole 48 ore e Pio resterà senza dubbio ad un livello più avanzato di me, credo per sempre.
Non me ne voglia Pio, ma nonostante fossi a conoscenza del rischio rincoglionimento da smartphone, io credevo ancora che il telefono servisse per chiamare, mandare messaggi ed eventualmente svegliarmi la mattina, sempre che, nel suo database, vi fosse contemplata una suoneria abbastanza gentile da non terrorizzarmi alle 7 meno un quarto.
Solo che Amò diceva che il mio telefono era vecchio.
E brutto.
E che con non avrei potuto continuare a vivere con il mio vecchio Nokia.
Così, grazie a questa grande palla del Natale, ho un telefono che è una bomba ( in teoria) e che verrà rispedito al punto vendita entro domani (in pratica).
Ma avete idea di quale sconvolgimento ha creato in me il fatto di non avere più una rubrica?
Ho i contatti, rigorosamente tutti doppi, tra i quali grazie a Facebook e Google plus vi rientrano persone di cui nemmeno sapevo l'esistenza.
Adesso, grazie alla tastiera Qwerty, se schiaccio "A" scrivo "S", se digito "colo" esce "culo" ed impiego dai 10 ai 15 minuti per inviare un sms, col dubbio che dall'altra parte non ne arrivi nessuno o che, in alternativa, lo stesso messaggio venga spedito almeno 9 volte.
Il chè non è bello.
Continuo a fissare il mio aggeggino provando a farvi amicizia come si fa con l'arrivo di un nuovo animale in casa. Ma resto diffidente.
E nemmeno sono convinta di volermi allineare con tutte queste infinite possibilità di restare in contatto col mondo, sempre.
Mi sembra che tutte queste notifiche mi stiano defraudando della mia privacy, specialmente quando disturbano la mia doccia con l'offerta di 50 dentifrici a 5 euro o la pennichella pomeridiana, con la possibilità di accaparrarti un week end alla Pensione Pina a soli 75 euro, colazione esclusa.
A dire il vero, coi telefoni cellulari ho avuto un battesimo un po' infelice quando, circa una ventina d'anni fa, mio padre mi obbligò a trascinarmi nella borsetta il suo acquisto di nicchia: il Nec.
Il Nec non è un cantante.
Il Nec fu uno dei primi telefoni radio mobili.
Se non l'aveste mai visto, potreste facilmente farvene un'idea immaginando un mattone.
Quando l'avete visualizzato coloratelo di nero e fornitelo di 50 centimetri di antenna.
Ecco. Ora evitate di cercarlo su google.
 É proprio così.
Mio padre insistette moltissimo perchè io portassi il Nec con me in discoteca.
E ci tengo a precisare che, ai tempi, non era una cosa da fighi.
Era piuttosto da sfigati perché arrivavi con una borsa che sembravi il Dj della serata ed uscivi con il sovraspinato lesionato.
Non potevi abbandonarlo in mezzo alla pista e ballarci attorno a mò di cavernicolo col fuoco, poiché l'obbligo di tenerlo con te prevedeva il tacito accordo di riportarlo a casa integro, pena passare i successivi 2 mesi di disco music, in camera tua. Da sola.
Il vero problema era che, per infilarlo in borsa, dovevi lasciare a casa tutto il resto, dal lucidalabbra all'assorbente del "non si sa mai" ma in compenso, parola di papà,
"Dovesse succedere qualcosa...  chiama".
Ho chiamato solo una volta, in piena notte, mentre aspettavo una radiografia alla rachide cervicale.
"Papà... mi hanno tamponato!"
"Stai chiamando con il Nec?"
"Sì... sono al Pronto Soccorso"
"Brava... vedi che il telefono ti è servito!!!"
Immagino si sentisse così in pace con se stesso, che deve essersi riaddormentato perchè mi lasciò in radiologia fino al mattino seguente.
Ero diventata così esperta del reparto da improvvisarmi punto informazioni/smistamento incidentati lievi.
"Tranquillo, fanno presto... Aspetta lì, adesso ti chiamano..."
Mio padre, credo pensasse che, date le dimensioni, montandogli quattro ruote, il Nec, potesse anche riportarmi a casa!
Dopo questi telefoni dinosauro, una nuova ventata di genio, ne ridusse drasticamente le dimensioni da un estremo ad un altro.
Il motorola ne fece uno così piccolo che, per errore, potevi ingoiartelo mentre cercavi il chewing-gum ed accorgerti di averlo ingerito soltanto quando sentivi la chiamata di tua mamma vibrare direttamente nello stomaco.
Insomma, siamo passati da quelli con lo sportellino, a quelli a conchiglia, ai touch screen, agli smartphone ed ora, finalmente, anche io potrò comprare una di quelle cover in gomma da tredicenne a forma di panda rosa.
È dall'anno scorso che la desideravo, quando ne vidi una bellissima, fatta a pinguino, da un indiano sulla spiaggia.
"Amò... Quanto costerà un I-phone?"
 Mi ha risposto socchiudendo con grande sforzo l'occhio destro, dal lettino su cui stazionava al sole dalla settimana prima:-" 600 euro.... Perché?"
" mah... Perché se compro la cover dopo poi mi servirà il telefono..."
È una filosofia un po' strana, lo so.... Ma avrebbe anche potuto funzionare... Se non altro per evitare che Amò mummificasse in spiaggia.
A proposito... Se ce la faccio a digitare il 335.4567878 senza che mi rispondano dal Vietnam, chiamo la pensione Pina.
Se nei 75 euro mi include la colazione, ci torno a cercare l'indiano ambulante!
Speriamo che il pinguino vada bene anche per i Samsung o continuerò ad usare il vecchio Nokia. Giuro!
:-)


lunedì 30 dicembre 2013

FOLLIA DI CAPODANNO

Mancano due giorni a Capodanno!
Da ragazzini si aspettava questa serata come la più importante dell'anno, idea che temo sia rimasta in voga tra molti ultra ventenni che ancora non vedono l'ora di infilarsi un paio di mutande rosse e fare il trenino al ritmo di una samba, con due bicchieri di troppo in corpo.
Un 31 Dicembre per salutare il 2013 senza freni inibitori, per accendere due fontanelle alla finestra ed ingurgitare cotechino e lenticchie prima del count down su RAI 2.
C'è chi opta per la cena tra amici, chi si fionda in piazza con spumante e bicchierini di plastica e chi preferisce sgomitare il vicino al ristorante, con la prima forchettata di linguine panna e salmone, ma nessuno, e dico nessuno... rinuncia all'abito nuovo!
Ammettiamolo.
Tutti, in questi giorni, ci siamo chiesti: "come mi vesto a Capodanno??"
Nemmeno ci fossero grosse scelte!!
Cioè... non è che, solo perchè è Capodanno, puoi uscire travestito da cow boy o da odalisca! Ti metti semplicemente qualcosa più elegante del solito.
Personalmente sono fedele da molto tempo all'outfit jeans, t-shirt e giacchetta, intercambiabili in tessuti e tonalità.
E pure a Capodanno non tradirò il mio guardaroba anche se, per l'occasione, ho pensato di andarmi a comperare una maglietta nuova.
Così, oggi, domenica, ignara della follia generale, mi sono recata in un grande centro a Reggio Emilia.
Il primo tentativo, alla mattina, è miseramente fallito quando, giunta ad un paio di km dalla meta, ho notato un grande andirivieni di gente.
"cosa c'è qui?" ho chiesto ad un passante.
IL MERCATO DEGLI ANIMALI.
Come resistere al mercato degli animali?
Praticamente volevo comprare una maglietta e sono tornata a casa con un coniglio.
Depositata la bestia in un rifugio improvvisato in garage, ci sono ritornata al pomeriggio.
Verso le 17.00 c'eravamo solo io.... e circa altre 80.000 persone.
Il delirio è iniziato nel parcheggio: ma lo sapete che i genitori lanciano i bambini dalle auto in corsa per farsi tenere il posto auto non appena vedono un buco che sta per liberarsi?
E li abbandonano a litigare con automobilisti sovreccitati che, pur di infilarci la loro di macchina, si macchierebbero di infanticidio!!!
Poi, tutti dentro alla grande trappola!!!
Gente ovunque che ti arriva da ogni direzione, dita che ti strappano l'abito di mano, file interminabili ai camerini di prova con occhiate cariche d'odio tra te e quella che sta per provare l'abito uguale al tuo.
"guarda sta stronza che vuole prendersi il mio stesso vestito, ma non è che me la ritrovo al ristorante dove vado io?? Seduta di fianco a me? Oddio, se lo prende lei non lo prendo io!!"
Considerato che il tempo del "dai amica vestiamoci uguale" è passato da una ventina d'anni, che se compri una maglia da Zara non puoi sognare di avere l'esclusiva e che rischi di fotterti il capodanno alle casse, alla fine rimetti il tuo abitino dove l'hai preso ed esci senza nulla.
Vi giuro.... code umane in ogni dove: alle casse per pagare, al bar per un caffè, al ristorante per una pizza.
Dato l'orario, l'unico angolo vuoto era il sushi bar, con quei piattini tappati in bolle di plastica trasparente che, come piccoli condannati a morte, giravano e rigiravano tristemente sul tapis roulant da circa un paio d'ore.
Quando, in piena labirintite, ho visto sfrecciarmi accanto una bambina coi roller, ho deciso di sedermi al sushi e di dare sfogo al mio isterismo pugnalando con le bacchette tutti quei fagottini di riso.
Ma quello che più mi ha shoccato è stata una quantità indefinibile di abbigliamento orrendo.
Non parlo di materiali di bassa qualità o di tagli discutibili (il prezzo è quello che è).
Parlo di capi senza speranza alcuna, di quelli che nemmeno Kate Moss riuscirebbe a reinventarsi in nessun modo.
Ho avuto l'impressione che la moda non avesse più nulla da dire.
Cioè... forse qualcosa da dire ce l'ha... tipo questa maglietta che definirei come la mossa più azzeccata per attirarsi fin da subito la simpatia di tutti.


Seguono per finezza i reggiseni ingioiellati, modello odalisca (ah sì?? allora ti puoi pure travestire da cow boy!!)  di cui non riesco ad immaginare l'abbinamento da inanellare per non terminare la notte a bordo tangenziale, in attesa di qualche cliente fedele al motto "se trombi a capodanno trombi tutto l'anno!".

E poi.... sono stati rispolverati i body.
I body. Io li conosco perchè sono un cult degli anni 90!!
Il body è la più grande stronzata mai inventata!
Ti costringe ad alzare la coppa di champagne col braccio sinistro mentre col destro tenti di spostarti dalle chiappe quel pezzo di stoffa che da mezz'ora ti sta infastidendo il sedere.
Se sei sotto il metro e sessanta ti ritrovi con 10 cm di stoffa inutilizzabile che, in qualche modo, tenti di arrotolare a livello pancia; sei sei sopra, devi stare attenta a chinarti troppo spesso, per non procurarti una emorroide da sfregamento!
Ai body, vengono poi abbinati certi leggins in lurex che, se poi ti infili i pattini, puoi andare a festeggiare direttamente sulla pista di Holiday's on Ice.
Insomma...  tutta una serie di schifezze tra le quali le uniche cose che hanno attirato la mia attenzione sono state un bolerino borchiato che, una volta addosso, mi faceva uguale uguale a Steven Tayler ed un cappotto in lana bouclé bianca dall'aspetto retró chic.
Peccato che con quello sembravo la pecora Dolly!
Una roba da rimpiangere Steven Tayler.
Sono uscita senza comprare nulla.
Però, presa dall'enfasi del tentato shopping, ho rincorso per duecento metri un ragazzo con un bambino piccolo in braccio e gli ho dato una gran pacca sulla spalla urlandogli: "ma dai!!! hai avuto un figlio!!!"
"sì... ma tu chi sei??" è stata la risposta di questo tizio che era tutt'altra persona.
Io??? che dire?
Io sono la cretina che stamattina ha comprato un coniglio invece del vestito di capodanno!!! ma se lo abbino ad un papillon rosa ed ammicco un po', chissà.... magari a fine veglione finisco sulla copertina di Playboy!!!

Buon divertimento a tutti!!