martedì 14 gennaio 2014

UN CONIGLIO E' PER SEMPRE

Il 2014 ha essenzialmente portato due cambiamenti importanti nella mia vita.
Il primo è stato l'arrivo di Timmy, il coniglietto nano.
Il secondo, dopo 10 anni di attività, la vendita della mia edicola, cosa che a confronto della prima, porta uno scombussolamento emotivo praticamente nullo.
Ho già raccontato nel post "Follie di capodanno" di come il coniglio sia entrato a far parte della mia casa, terzo animale dopo il cane Ettore e la gatta Miu, quarto se includiamo nella specie anche altri abitanti della famiglia.


La cosa più strana dell'avere un coniglio é che, a differenza di cani e gatti, trasporta silenziosamente la tua vita in una meravigliosa modalità agreste, senza che tu nemmeno te ne renda conto.
La mattina ti alzi e prima ancora del tuo caffè ti ritrovi con le mani infilate dentro due guanti di gomma, in lavanderia, con le finestre aperte a -2, alle prese con caccarelle e fieno secco.
Sfidando il colpo della strega, ti rovesci a 180° per pulire una gabbia di un metro quadrato (il coniglio abbisogna del suo spazio vitale) ed asciughi con la carta assorbente l'acqua che immancabilmente Timmy ha rovesciato.
Il passo successivo, consiste nello spazzare la paglia che durante la notte, nelle sue folli corse dentro al metro quadrato, il coniglio è riuscito, non si sa come, a sparar fuori tra le graticole della gabbia condito alle piccole caccarelle, facendo molta attenzione a non pestarle per non distribuirle passeggiando sul pavimento di tutta la casa.
Un'ottima ginnastica mattutina alternativa allo zumba delle 18.00.
Devi stare attento che la gatta non lo scambi per un topo e lo insegua, che il cane non lo scambi per un bocconcino e se lo mangi, che non si infili in qualche buco per non passare le successive 2 ore chiamando "Timmy timmy vieni fuori" (potresti anche lasciarlo dov'è ma poi la gatta lo insegue, il cane lo mangia e sei d'accapo)
Detto questo, prendi i tuoi sacchi di fieno e paglia ( i contadini li vendono a sacchi per cui ne abbiamo un quantitativo in grado di sfamare una mucca) e li porti fuori, chiusi, al coperto, per far sì che non si ammoscino di umidità ed evitare che la t-shirt fresca di bucato olezzi di stalla.
Il tutto, per scoprire che non appena rientri, il coniglio avrà di nuovo scacarellato nella gabbietta pulita e profumata, costringendoti ad un circolo vizioso senza fine che ti avvierà verso una nevrosi irreversibile.
Hai possibilità di trovare pace soltanto quando qualcuno ti tirerà fuori dalla lavanderia a forza, mentre urli con la paletta in mano e ti obbligherà a far colazione legata alla sedia.
Il coniglio però è un animaletto autopulente, un po' come il filtro di certe asciugatrici o almeno così raccontano tutti i siti internet che ultimamente consulto, e soprattutto è a basso costo.
Io l'ho pagato 10 euro, cifra talmente irrisoria da farmi supporre che il coniglio nano, tra qualche mese, peserà all'incirca 15 chili (e sarà pronto per l'arrosto).
E comunque i 10 euro sono un tranello per bambini innocenti.
Sì, perchè se il coniglio costa una cantata, per tutto il resto devi fare un mutuo.
C'è la gabbietta, il mangime secco, lettiera (e il coniglio ne usa parecchia), paglia e fieno, senza contare l'onorario del veterinario per vaccinazioni ed antipulci.
E' verissimo che il coniglio si auto pulisce ma quando ci siamo accorti che da qualche giorno tutti ci grattavamo come scimmie ci è sorto qualche dubbio.
"Sarà l'etichetta!" dicevo io.... E giù di forbici a tagliare tutti i penduli pezzetti di carta attaccati a felpe e magliette!!!
- COME RICONOSCERE SE IL TUO CONIGLIO NANO HA LE PULCI-
Cito testualmente: "il coniglio è un animale estremamente pulito anche se nel suo morbido pelo possono nascondersi parassiti quali pulci, specialmente se l'animale vive a contatto con cani (ce l'ho), gatti (ce l'ho) e passa ore all'aria aperta (ce l'ho)
Ma per avere la certezza della loro esistenza, bisogna guardare LE FECI che, appoggiate su carta assorbente, lasceranno un alone rossastro nel momento in cui verranno bagnate, dovuto al sangue che ingeriscono."
Perfetto.
Dopo giorni di attenta osservazione delle feci l'altra sera ho esordito così:
"Amò, sai che Timmy secondo me ha le pulci?"
"Mah.... non credo ha un pelo così bello.... "
"No no" faccio io "ho letto che si vede dalle feci"
"Ma sei fuori?? guardi se ha le pulci dalla cacca?? certo che lasciano un alone... è merda!!"
Sì però...
Però è un cretino chi ha scritto l'articolo perchè  per mettere un "LORO" tra la parola "Le" e la parola "feci" non ci sarebbe voluto un genio, tanto per far capire che l'alone lo devono lasciare le feci delle pulci e non quelle del coniglio!!
Comunque per risolvere ogni dubbio, questa mattina io  Amò abbiamo portato Timmy dal veterinario. E' stato vaccinato, controllato, de-pulciato.
Ci ha assicurato che ci darà grandi soddisfazioni.
Con questa certezza, oggi sono andata al mulino ed ho comprato un sacco di mangime.
Lo vendevano a peso, ma tra una marea di sacchi aperti di mangimi, semi e granaglie di ogni genere, mancava giusto giusto quello per conigli.
Ne ho dovuto comprare uno intero.
Da 10 chili.
Mi sono caricata in spalla un polveroso sacco gigante conscia che, data la dose raccomandata di un cucchiaino da the al giorno, potrei tranquillamente dar vita ad un allevamento.
Così... tra pulizie di gabbiette, distribuzione di pasti, ramazzamento di paglia ed arieggiamento di locali, la mia vita procede impegnatissima.
Per il resto, come vi dicevo, ho venduto l'edicola.
Mettere fine ad un'attività che porti avanti da 10 anni è sempre un po' triste.
Si lasciano persone, abitudini, chiacchiere e volti quotidiani.
Si lascia anche un ambiente che per tanto tempo è stata la tua casa.
Tutti mi chiedono cosa farò dopo, come mai questa scelta.
Io provo a dare tutte quelle giustificazioni che mi sembrano le più plausibili: i miei genitori sono andati in pensione, c'è crisi, dopo un po' si sente il bisogno di cambiare...
Lunghi discorsi di sentimenti, pensionamenti ed economia.
Balle.
Sono stata costretta.
Ma questo lo puoi capire solo il giorno che compri un coniglio!