mercoledì 29 gennaio 2014

DISOCCUPATA COL VELO

Gennaio sta finendo. Sembra strano, perchè al di là della spruzzata di neve di ieri mattina, le margherite fioriscono come se fossimo a Marzo e le ortensie (ebbene sì, anche le mie) germogliano sfoderando graziose gemme verde smeraldo.
Gennaio ha portato un cambiamento di lavoro nella mia vita, un cambiamento che per ora mi sta dando grosse soddisfazioni.
Da commerciante, titolare di un'edicola, sono passata a disoccupata.
Detta così, non sembra che io sia un genio della finanza, ecco....  e nemmeno che sia una persona che ocula con attenzione le sue scelte di vita.
Ma attenzione!
C'è una differenza.
Non sono passata ad essere una disoccupata che gira attaccando bigliettini ballonzolanti in farmacia, in cui propone prestazioni che spaziano dalle pulizie delle scale alle fellatio a pagamento, non una disoccupata che si mette in fila all'ufficio di collocamento, non una disoccupata che vende rossetti Avon e teglie Tapperware radunando vecchiette, al sabato pomeriggio, sul divano del suo salotto.
Sono una disoccupata felice.
Almeno per ora... almeno fino a quando non sarò così sul lastrico da dover far sul serio un pensierino a quella fellatio a pagamento!
(Non telefonatemi, per ora no.)
Il motivo è che ho ceduto la mia attività per scelta.
Ho lavorato 10 anni impiegata in una ditta metalmeccanica.
Quando ho deciso di cambiare, ho cambiato tutto: lavoro e fidanzato.
Ho lavorato 10 anni nella mia edicola.
Allo scadere del timer, ho deciso di cambiare ancora tutto, motivo per il quale anche Amò sta dubitando di essere con un piede all'uscio.
Non è così... almeno fino a quando non sarà così stufo di vedermi in giro per casa e sarà lui stesso il primo ad avvicinare anche l'altro piede all'uscio di casa.
Ho semplicemente deciso di vivere un po' meglio il mio tempo.
Ho deciso che, se non c'è motivo, posso uscire tranquillamente a piedi invece che con la macchina.
Ho deciso che mi piace fermarmi qualche minuto di più all'asilo, per guardare il disegno che ha fatto mia figlia e vivere meno frettolosamente momenti che non avrò più la possibilità di rivivere.
Poi, siccome sono sempre stata un ciclone di idee, inizio tante cose.
Alcune le abbandono poco dopo (normalmente dopo aver speso una fortuna per tutta l'attrezzatura necessaria al progetto) ma, indifferentemente dal risultato, già l'organizzazione mi da tanta gioia.
Ho iniziato ad illustrare un libro per bambini.
Si intitola "Mirea e Re Capello".
E' scritto proprio per lei che ha la mania di portare i  capelli legati strettissimi anche mentre dorme.
Il problema è che avendo trovato i miei schizzi, anche lei ha inventato una sua storia.
Si intitola "Mirea e Re Lettera".
Un racconto che propina a chiunque, di lei che incontra  un re che le insegna a scrivere.
Dura all'incirca tre ore ed un quarto, motivo per il quale sto pensando di denunciarla per plagio, salvo addormentare qualsiasi persona entri in contatto con lei.
L'ha portato persino a scuola e l'ha spiegato durante l'assemblea delle 9.00.
Ho saputo che è stata bloccata proprio dopo l'incipit perchè dovevano prepararsi per il pranzo!
Comunque tra una passeggiata, un libro e l'altro ed ore perse in giardino a cercare di riportare il coniglio il lavanderia, la mia vita da nullafacente ha preso il via.
Chiaramente non penso di rimanere in questo "status" per sempre.
Arriverà il momento in cui dovrò rimettermi a cercare qualcosa di serio da fare e lo farò con nuovo entusiasmo, ma non subito.
Prendendo la palla al balzo, Amò mi ha anche chiesto se vogliamo sposarci.
Tra alti e bassi stiamo insieme da 10 anni e dice lui, sarebbe bello dare un tocco di ufficialità alla cosa.
Secondo me non è che ci sia tutto questo bisogno di ufficializzarsi e le coppie di fatto stanno per essere equiparate a quelle sposate.
E poi sono sempre stata un po' allergica ai matrimoni.
Poi però ho capito.
Insisteva parecchio con: "adesso hai tanto tempo... facciamoci un viaggio di nozze..... dimmi quando vuoi che ci sposiamo che lo dico..... "
"Cioè... lo dici.... a chi?" ho chiesto io immaginando genitori commossi e sorelle gaudenti.
"EH... che così quel giorno lì non suono" mi ha risposto.
Ed è passata la poesia.
Non è che desideri una proposta di matrimonio in ginocchio con scatola aperta ed anello scintillante, ma nemmeno uno che si alterni tra altare ed amplificatore tra il "sì" ed il "lo voglio"!!!!
Ma che dire? Essere disoccupati regala anche questo privilegio.
Puoi sceglierti un giorno qualsiasi per sposarti senza chiederlo a nessuno!
Credo che accetterò.... così durante il viaggio di nozze, in qualche paradiso esotico, anche lui avrà un po' più di tempo.
E lì, all'ombra di una palma, sorseggiando con calma latte di cocco, cazzeggiando mentre le scimmie danzano sulle nostre teste, finalmente anche noi riusciremo a sapere come finisce questa benedetta storia del Re Lettera!!
:-)