Quando la tua vita inizia a sembrarti esaltante perchè hai comprato un apparecchio per massaggi ad impulsi significa che c'è qualcosa che non va, ma è proprio quando ti rendi conto che, di quel massaggiatore elettrico ad impulsi ne hai davvero bisogno, ecco... lì ti convinci che davvero qualcosa non va.
Ma andiamo per gradi.
Avendo più tempo a disposizione, ho pensato di rendermi utile dedicando un quarto delle mie energie all'economia domestica.
Per me questo significa non buttarmi a pesce nel supermercato più vicino a casa ma di oculare le spese in base ad offerte e promozioni.
Così, ieri mattina, sono andata al Lidl.
Se per molta gente la parola "discount" evoca immagini di extracomunitari disperati e poveracci che imbustano verdura avvizzita servendosi da scatoloni polverosi, mi sento di rassicurarli che questa idea da post-nucleare non corrisponde alla realtà.
Il discount (o almeno quello in cui sono stata io) è un supermercato carino ed ordinato, con marche sia italiane che straniere, con una normalissima clientela, commesse simpatiche, musica a palla ed una buona scelta di prodotti biologici.
Certamente occorre un briciolo di attenzione alla qualità di quanto viene offerto sui cibi deperibili tipo carne e pesce (che personalmente continuo ad acquistare dal macellaio e dal pescivendolo di fiducia) ma su tutti gli altri prodotti il discount non ha nulla da invidiare agli altri ipermercati.
I prezzi di pasta, biscotti, detersivi, prodotti per la casa e molto altro sono generalmente inferiori ma soprattutto c'è un divertente reparto "cagate inutili ma a questo prezzo vuoi lasciarle lì?" che alla resa dei conti ti creano un esborso pari o superiore a quello del "mi butto nel primo supermercato che ho di fianco a casa" vanificando il tuo tentativo di perfetta economa domestica.
O almeno.... a me succede sempre così.
Infatti, dopo aver risparmiato 0,50 cent sui tovagliolini di carta e ben 1 euro sulle fette biscottate ne ho pagati 19,90 per il massaggiatore ad impulsi elettronico.
Bello.
E' un corno vibrante, che proprio per la sua forma, puoi tranquillamente far arrivare alle tue scapole senza bisogno di eccessive doti da fachiro. Ha una funzione riscaldante ed una pallina vibrante che, ai maliziosi, potrebbe suggerire un uso alternativo, ma non è il mio caso.
Il vero problema è che quando lo sballi e ti ritrovi con questa specie di tubo dal dubbio aspetto che ti gratta la schiena, non puoi evitare di domandarti perchè non hai concesso il tuo corpo alle mani di un bravo massaggiatore che ti unge la schiena con olio profumato mentre ti rilassi tra candeline e musica zen.
Dopo tre minuti, quando non riesci più a parlare perchè stai vibrando insieme al tuo cervello, lo spegni, lo riponi nella scatola, lo fotografi tremolando e lo metti in vendita su E-bay.
Magari se lo cataloghi come attrezzo erotico hai più possibilità di venderlo.
Ma se un acquisto sbagliato ci sta, inanellarne tre in fila, uno dietro l'altro, ci sta un po' meno.
Dato che ultimamente il mio cane è innamorato ed il suo cervello è in pappa come se avesse usato il massaggiatore tutta la notte, ogni volta che apro il cancello questo scappa.
Ho comprato una catena ed un collare (solo per entrare ed uscire con la macchina, poi lo lascio libero.... non temete!)
Rientra Amò e vede il collare nuovo sul tavolo:
"scusa" mi ha detto "ma pensi di avere un pit-bull??"
In effetti la circonferenza del collare è circa tre volte quella del povero Ettore.
"mah..." faccio io "in effetti, anche la catena mi sa che sia un po' pesante per lui"
Ho aggiunto il "mi sa" per non dirgli che, al pomeriggio, quando gliel'avevo provata, Ettore non era riuscito a percorre nemmeno il tragitto cuccia-erba ed aveva uno sguardo così depresso che la catena avrei voluto usarla per frustarmi.
Così stamattina ho deciso di unire spesa, passeggiata e cambio collare.
Mi sono mesa uno zainetto da quindicenne sulle spalle per camminare più libera, senza borse e borsette.
Ho comprato due chili di salsicciotti per il cane e la lettiera per il coniglio rendendo il mio zainetto leggero come un'incudine.
Cuffie alle orecchie, sono tornata al negozio dei cinesi (al mio paese abbiamo ben due megastore cinesi) ed ho chiesto se me lo potevano cambiare.
"Signola se non ha tenuto lo scontlino io no cambio" mi ha detto decisa la commessa alla cassa.
Ma ti pare?? Anche i cinesi si sono messi a fare i fighi adesso...
"Bene" ho risposto " tenete pule il vostlo collale di melda allola pelchè al mio cane non ci va bene ..."
Col mio zaino spezzaschiena e l'incazzatura dei cinesi sono tornata a casa con una spalla a pezzi.
E meno male che il massaggiatore ad impulsi non l'ho ancora venduto....
P.s.
Avevo comprato anche una di quelle scatole di biscotti danesi al burro, quelle in latta blu.
Mentre scrivevo questo post me la sono mangiata metà.... credo che al prossimo giro mi servirà anche un vibromassaggiatore snellente linfodrenante.
Chissà se al discount lo venderanno?
:-)
Visualizzazione post con etichetta cane. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cane. Mostra tutti i post
giovedì 6 febbraio 2014
mercoledì 22 gennaio 2014
TI GRIGLIO LA PANTOFOLA
Inizio a sospettare che un'aurea di magia aleggi nella nostra casa.
Non parlo di infestazioni, strane presenze, poltergaist o eventi che si avvicinano al tran tran del castello di Harry Potter.
Parlo di pantofole.
Questo potente oggetto di uso quotidiano ha la capacità di sparire e riapparire a suo piacimento, come se godesse di vita propria.
Mentre d'estate noi tutti giriamo scalzi come in spiaggia, l'arrivo dell'inverno porta la consuetudine di adottare l'uso di pantofole.
Come credo tanti di voi, noi usiamo tenere una scaffalatura in garage che a breve ci crollerà addosso.
Ci cambiamo gli scarponi infangati, ammassandoglieli sopra, prima di entrare nella nostra parte di casa (il garage ci è stato espropriato da Timmy il coniglio nano).
Successivamente, tentiamo di incollarcele ai piedi fino al momento di uscire.
Ma a quanto pare quest'impresa sembra essere impossibile tanto quanto mettersi in fila alla posta per pagare una bolletta del gas.
Lo deduco dal quantitativo di ciabatte spaiate che hanno dato vita ad una comunità autonoma con sede nel pavimento.
Esistono la comunità sick, quella musulmana e quella delle ciabatte randagie.
L'ultima è a casa mia.
Raccoglie esemplari dei più vari tipi e misure
Ma se siete in tre, penserete voi, quante ciabatte avrete mai in giro?
A rigor di logica 2 a testa.
6 in tutto.
In realtà ce ne sono circa 24 paia.
Sì, perchè ai primi freddi ognuno sfodera con orgoglio le sue ciabatte nuove.
Quando magicamente finiscono sotto al divano e lo sforzo di chinarsi a cercarle é evidentemente eccessivo, cominciamo a chiederci l'un l'altro:
"dove sono le mie ciabatte?".
Lo si chiede fino all'esaurimento del coniuge che, pur di continuare a farsi i cazzi propri, inizia a blaterare improbabili deduzioni tipo: "hai guardato in frigo?", "forse in bagno...", "prova a vedere in giardino..."
Più spesso accade che invece di domandare, si passi direttamente all'accusa di furto.
"chi ha preso le mie ciabatte?"
Come se mia figlia amasse sciabattare in un 43 o io potessi strizzarmi i piedi dentro ad un 28 rosa con la faccia di Hello kitty!!
Allora, si va alla scarpiera alla ricerca del paio dello scorso anno.
Quando anche le vecchie pantofolone blu a quadretti rossi, un pochino puzzolenti di piedi e polvere, con quel buchino proprio sulla punta dell'alluce, vengono accolte nella suddetta comunità, si torna a raschiare in scarpiera per cercare l'ennesimo paio.
Normalmente quelle più brutte in assoluto, quelle che ci vergogniamo di aver acquistato, quelle che una volta indossate fungono da anticoncezionale meglio del condom o del diaframma.
Ce le abbiamo ancora perché neanche l'isola ecologica le vuole.
Le pantofole con la testa di cane, le moppine in peluche rosa, i canguri a pois, la ciabatta di Prezzemolo direttamente da Gardaland, roba così... roba che a girarci in casa pure Angelina Jolie sarebbe un pochino meno "scopabile" di quel che é.
E via, paio dopo paio a ritroso, fino alle ciabatte estive, che non sono proprio calde ma almeno ti evitano il congelamento del tratto piede-ginocchio.
Svuotata la scarpiera del garage (aumentando in modo esponenziale l'indice demografico di pantofole libere in casa) ci si riduce a Gennaio, in infradito di gomma, infilate coi calzettoni, in perfetto stile piede equino.
Proprio ieri sera Amò, con indosso qualcosa di simile si è dato alla cucina.
Ha deciso di prepararsi un trancio da 6 etti di ventresca.
Io pensavo che la ventresca fosse un pesce che va di moda solo a Natale, di quelli che vendono sott'olio, pressato in lattoni giganti e che porti in tavola dentro ad una vaschetta trasparente.
Poi ho scoperto altro non essere che la pancia del tonno, a detta sua, la parte più prelibata.
Si è chiuso in cucina a scaldarlo sulla griglia, provocandoci un conato di vomito non appena siamo state sopraffatte dall'odore più forte e nauseabondo che avessimo mai sentito.
"apri le finestre, accendi la ventola... fa sparire questa puzza!!" gli abbiamo intimato tirandoci il collo del maglione sopra le narici.
"ma voi non capite niente.... questo è profumo!!!" ci ha urlato dall'angolo cottura.
Allora.
Già far capire ad una bimba di 5 anni che il pesce che mangiamo non è uguale a quello di plastica che lei cucina nella sua Fisher-Price rosa e che il tonno ha davvero occhi, bocca e pancia/ventresca è dura.
Costringerla a mangiarlo immersa in puzzo da mercato ittico è impossibile.
Abbiamo risolto trasferendoci a cenare in sala e riducendo al minimo le aperture della porta necessarie per entrare in cucina.
Tutto è andato per il meglio fino a quando un calamaro è finito dentro la mia ultima ciabatta disponibile.
Mi è toccato un giro alla scarpiera.
Di disponibile ho trovato solo le testa di cane leopardate.
Ho pensato ad Angelina Jolie ed ho visto morire del tutto la femminilità rimasta tra la fascia per i capelli ed il pile verde pisello.
Poi ho guardato Amò, tutto preso a grattare la griglia tra ventoloni accesi e vetri spalancati.
Aveva ai piedi le Croc's da giardino, ripiene di un pelo nocciola schiacciato dalla camminata.
Se con queste addosso Angelina non è da carboni ardenti, nemmeno lui è proprio Brad Pitt!!!!
Testa di cane leopardate.... venite a me!!
Ed aspettiamo l'estate!!
:-)
Non parlo di infestazioni, strane presenze, poltergaist o eventi che si avvicinano al tran tran del castello di Harry Potter.
Parlo di pantofole.
Questo potente oggetto di uso quotidiano ha la capacità di sparire e riapparire a suo piacimento, come se godesse di vita propria.
Mentre d'estate noi tutti giriamo scalzi come in spiaggia, l'arrivo dell'inverno porta la consuetudine di adottare l'uso di pantofole.
Come credo tanti di voi, noi usiamo tenere una scaffalatura in garage che a breve ci crollerà addosso.
Ci cambiamo gli scarponi infangati, ammassandoglieli sopra, prima di entrare nella nostra parte di casa (il garage ci è stato espropriato da Timmy il coniglio nano).
Successivamente, tentiamo di incollarcele ai piedi fino al momento di uscire.
Ma a quanto pare quest'impresa sembra essere impossibile tanto quanto mettersi in fila alla posta per pagare una bolletta del gas.
Lo deduco dal quantitativo di ciabatte spaiate che hanno dato vita ad una comunità autonoma con sede nel pavimento.
Esistono la comunità sick, quella musulmana e quella delle ciabatte randagie.
L'ultima è a casa mia.
Raccoglie esemplari dei più vari tipi e misure
Ma se siete in tre, penserete voi, quante ciabatte avrete mai in giro?
A rigor di logica 2 a testa.
6 in tutto.
In realtà ce ne sono circa 24 paia.
Sì, perchè ai primi freddi ognuno sfodera con orgoglio le sue ciabatte nuove.
Quando magicamente finiscono sotto al divano e lo sforzo di chinarsi a cercarle é evidentemente eccessivo, cominciamo a chiederci l'un l'altro:
"dove sono le mie ciabatte?".
Lo si chiede fino all'esaurimento del coniuge che, pur di continuare a farsi i cazzi propri, inizia a blaterare improbabili deduzioni tipo: "hai guardato in frigo?", "forse in bagno...", "prova a vedere in giardino..."
Più spesso accade che invece di domandare, si passi direttamente all'accusa di furto.
"chi ha preso le mie ciabatte?"
Come se mia figlia amasse sciabattare in un 43 o io potessi strizzarmi i piedi dentro ad un 28 rosa con la faccia di Hello kitty!!
Allora, si va alla scarpiera alla ricerca del paio dello scorso anno.
Quando anche le vecchie pantofolone blu a quadretti rossi, un pochino puzzolenti di piedi e polvere, con quel buchino proprio sulla punta dell'alluce, vengono accolte nella suddetta comunità, si torna a raschiare in scarpiera per cercare l'ennesimo paio.
Normalmente quelle più brutte in assoluto, quelle che ci vergogniamo di aver acquistato, quelle che una volta indossate fungono da anticoncezionale meglio del condom o del diaframma.
Ce le abbiamo ancora perché neanche l'isola ecologica le vuole.
Le pantofole con la testa di cane, le moppine in peluche rosa, i canguri a pois, la ciabatta di Prezzemolo direttamente da Gardaland, roba così... roba che a girarci in casa pure Angelina Jolie sarebbe un pochino meno "scopabile" di quel che é.
E via, paio dopo paio a ritroso, fino alle ciabatte estive, che non sono proprio calde ma almeno ti evitano il congelamento del tratto piede-ginocchio.
Svuotata la scarpiera del garage (aumentando in modo esponenziale l'indice demografico di pantofole libere in casa) ci si riduce a Gennaio, in infradito di gomma, infilate coi calzettoni, in perfetto stile piede equino.
Proprio ieri sera Amò, con indosso qualcosa di simile si è dato alla cucina.
Ha deciso di prepararsi un trancio da 6 etti di ventresca.
Io pensavo che la ventresca fosse un pesce che va di moda solo a Natale, di quelli che vendono sott'olio, pressato in lattoni giganti e che porti in tavola dentro ad una vaschetta trasparente.
Poi ho scoperto altro non essere che la pancia del tonno, a detta sua, la parte più prelibata.
Si è chiuso in cucina a scaldarlo sulla griglia, provocandoci un conato di vomito non appena siamo state sopraffatte dall'odore più forte e nauseabondo che avessimo mai sentito.
"apri le finestre, accendi la ventola... fa sparire questa puzza!!" gli abbiamo intimato tirandoci il collo del maglione sopra le narici.
"ma voi non capite niente.... questo è profumo!!!" ci ha urlato dall'angolo cottura.
Allora.
Già far capire ad una bimba di 5 anni che il pesce che mangiamo non è uguale a quello di plastica che lei cucina nella sua Fisher-Price rosa e che il tonno ha davvero occhi, bocca e pancia/ventresca è dura.
Costringerla a mangiarlo immersa in puzzo da mercato ittico è impossibile.
Abbiamo risolto trasferendoci a cenare in sala e riducendo al minimo le aperture della porta necessarie per entrare in cucina.
Tutto è andato per il meglio fino a quando un calamaro è finito dentro la mia ultima ciabatta disponibile.
Mi è toccato un giro alla scarpiera.
Di disponibile ho trovato solo le testa di cane leopardate.
Ho pensato ad Angelina Jolie ed ho visto morire del tutto la femminilità rimasta tra la fascia per i capelli ed il pile verde pisello.
Poi ho guardato Amò, tutto preso a grattare la griglia tra ventoloni accesi e vetri spalancati.
Aveva ai piedi le Croc's da giardino, ripiene di un pelo nocciola schiacciato dalla camminata.
Se con queste addosso Angelina non è da carboni ardenti, nemmeno lui è proprio Brad Pitt!!!!
Testa di cane leopardate.... venite a me!!
Ed aspettiamo l'estate!!
:-)
Iscriviti a:
Post (Atom)

