giovedì 22 agosto 2013

VITA DI MONTAGNA

Sono di ritorno da Cervarezza.
Per chi non fosse della mia zona, Cervarezza è un piccolo paese dell'Appennino Reggiano, a 900 metri di altitudine, meta turistica molto in voga negli anni '70. 
La maggior parte dei miei compaesani che ha passato periodi della sua infanzia qui, accompagnato da nonni e genitori, ricorderà un piccolo borgo che si snoda attraverso una strada in salita, tra una romantica chiesetta  ed una fonte di acqua sana e pura. A sentir loro così sana e pura che nemmeno ubriacandoti con quella di Lourdes  potresti eguagliarne i benefici! 
La prima impressione che si prova non appena si arriva a Cervarezza è quella di essere stati catapultati in un paese dove la fascia d'età che va dai 14 ai 65 anni è inspiegabilmente scomparsa.
Ci sono solo cani, bambini e anziani. Bambini accuditi da anziani e  cani accuditi da anziani perchè si sono rotti le palle dei bambini. 
Eppure, passare qualche giorno da queste parti ritempra il cervello prima di rilanciarsi nel ritmo frenetico della vita quotidiana.
La giornata tipo era molto tranquilla.
Ci si alzava al mattino presto, si faceva una passeggiata per acquistare i viveri,  una lunga camminata per sentieri, si pranzava (magari al sacco), una sosta al parco Tana (ascoltate la serenità che ne infonde il solo nome) e si faceva un giretto dopo cena.
Inaspettatamente, alla notte, il centro si anima di botto.
Noi, in tre giorni, siamo riusciti a beccarci 3 eventi incredibili.
Venerdì la sagra dello sport con la musica dei Girasoli in playback,  tre spavaldi settantenni vestiti di giallo (non per nulla si chiamano i Girasoli) che hanno rievocato tutto il folklore casalingo. Al canto delle mondine sono andata a casa.
Sabato il Karaoke al bar del paese ha richiamato una folla incredibile però, anche qui, alla terza Maccarena mi sono ubriacata, alla quarta non ce l'ho fatta e ho ripiegato verso il letto.
La domenica invece è stata organizzata la serata di liscio al parco Tana. 
C'era un grandissimo fermento tra le giocatrici di Pinnacolo ed i lanciatori di bocce, tutto un aprire e chiudere di ombrelloni per ripararsi dalla rugiada, tutto uno spostare di sedie e panchine e tutto  un commovente scambio di inviti al ballo che nemmeno nel "tempo delle mele"  ho pianto così tanto.
Ma l'appuntamento che ci ha tenuti in vivo fervore per tutti e tre i giorni di permanenza è stata LA PESCA DI BENEFICENZA.
Voi non potete immaginare quale incredibile fascino abbia su un bambino la pesca di beneficenza. La speranza di vincere quella Barbie favolosa che hai adocchiato sin dalla prima sera, la certezza di portare a casa sempre e comunque qualcosa di cui non ti frega niente, il sogno che, anche se non si avvera, per qualche minuto potrebbe invece farlo.... Praticamente ingurgiti  il tuo mezzo chilo di polenta e capriolo in tre nanosecondi per essere in fila alle nove precise a pescare i tuoi desideri arrotolati.
Noi abbiamo vinto un'aranciata, una confezione di spaghetti e un'antipastiera di Babbo Natale in ceramica non proprio di Capodimonte il cui peso durante la serata mi ha lussato una spalla.
Però oltre alla vita notturna, c'è tutta una serie di attività sportive che, se sei bendisposto, puoi praticare durante la giornata.
Puoi saltare tutto il pomeriggio sui gonfiabili di Cerreto Laghi, puoi salire al Monte del Ventasso e rimediare una vescica favolosa.
Era dai tempi del campeggio parrocchiale che non provavo più l'ebrezza di quella carne viva che sfregola contro la scarpa mentre cerchi di finire l'ultimo kilometro scivolando tra foglie e rametti, sola contro il tuo dolore, abbandonata dal resto della tua famiglia perchè procedi sofferente con la velocità di un bradipo.
(Per la cronaca ho risolto scendendo con una scarpa sola, bestemmiando contro sassi appuntiti,  merde di mucche al pascolo e vipere assassine che si erano materializzate nella mia mente).
Volendo, puoi anche tentare di trasformarti in un Robin Hood nostrano saltando tra gli alberi di Cerwood, il bosco che questi burloni chiamano Parco Avventura.  Tu pensi sia una cazzata... me lo dici quando vengono a tirarti giù dalla pianta con una gru legato come un salame.
E, per ultimo, ma non meno importante puoi andare alla Piscina. Io l'ho soprannominata "COCOON".... la fonte della giovinezza. Se ce la fai a immergerti vinci il premio: sparizione immediata di qualsiasi ruga o plica epiteliale, ibernazione istantanea e continuativa per almeno 15 giorni.
Praticamente diventi un ghiacciolo. Vale anche per gli uomini. Fate attenzione nel caso aveste in programma un appuntamento galante per la sera, eviterete brutte figure perchè, fidatevi di me,  non ci sarà verso alcuno di rianimare i vostri attributi!!!!
Nonostante tutto, ho arricchito il mio parco fotografie intelligenti: quella con le corna Rock sul lago, quella mentre do il calcio al palloncino di mia figlia e soprattutto quella di Amò in cima al monte con la croce dei 1727 metri dietro a lui. 
E' un vero peccato che il culo di una signora compaia a tradimento in tutte e tre... ma dico io, almeno quel giorno lì, non poteva farsi un tuffo in piscina????