mercoledì 11 settembre 2013

UNA SPESA FATTA CON AMO'-re


Ho appena finito di lavare un intero kit da 40 pezzi di filetti di platessa. 
Mi sento una scaricatrice di pesce al mercato ittico di Tokio. 
L'ho fatto con passione. Ho preso questi cadaveri bianchi e mollicci e li ho sciacquati sotto l'acqua fresca, li ho stesi ben distanziati su un letto di scottex, li ho riuniti a gruppi di 4 e, come teneri amanti, li ho ibernati per l'eternità nel mio congelatore.  
Rimarranno qui per i prossimi due anni fino a quando, il giorno che avremo voglia di platessa, stabiliremo che saranno troppo stecchiti per conservare intatto il loro sapore e verranno lanciati nel pattume a marcire lentamente.
Ma per spiegarvi la situazione ho bisogno di fare un passo indietro, al tragico momento del mio SI', alla proposta di Amò di venire con me a fare la spesa. 
Se per connettermi col mondo, io necessito di almeno un paio d'ore, lui si alza brillante e pieno d'energia. Immagino sia merito di quel frullato di frutta fresca che si prepara  con tanta precisione appena scende in cucina. Sbuccia pere, mele, banane, aggiunge mirtilli ricordandomi del loro potere antiossidante, taglia tutto a pezzettini ed avvia soddisfatto il frullatore, quello stesso frullatore che mi rimbomba nel cervello mentre io faccio svogliatamente appassire i cereali nel latte.
Praticamente tra le urla di Spongebob  alla televisione, la radio accesa ed il frullatore in azione, ogni mattina ho l'impressione di alzarmi nel bel mezzo di un cantiere edile in piena attività. Ed è stato in questo turbinio di emozioni mattutine che ho acconsentito, senza coglierne il vero significato, al suo "accompagniamo la Mire all'asilo e poi facciamo la spesa insieme!!".
Fare la spesa in coppia è un'indimenticabile esperienza lisergica.
"Devo andare a lavorare, quindi non stiamo 2 ore qua dentro!" chiarisco appena lo vedo esaltarsi nel reparto verdure.
So per esperienza quanto si diverta tra le corsie dei supermarket. E' al corrente dei prodotti migliori, delle offerte più pappabili e degli alimenti di più alta qualità, meglio se biologici.
In pratica è come stare con un'App dell'I-phone.
Varcate le porte automatiche, mentre valuto se tornare in macchina a prendere il Kway o posizionarmi a mò di statua a destra dei frigoriferi come prolungamento del reparto surgelati, lui è già in piena follia da frutta: guanto alla mano, pesa ed imbusta uva, arance (primizie di settembre) e pere. Non appena si allunga verso i mirtilli io inizio:
"non prendere i frutti di bosco che ne abbiamo 2 scatole congelate in frigo" 
"sono in offerta" mi risponde lui "li metto nel frullato, se avanzano li congelo..." cerca di convincermi
ODDIO ANCORA QUESTO FRULLATO!!
"ma ci sono già in frigo congelati, usa quelli!!"
"ma li metto nel frullato!" insiste lui.
Ok, qui non ci saltiamo fuori. E' un gatto che si morde la coda.
Impossessiamoci dei frutti di bosco e andiamo avanti!
Evitato il reparto colesterolo alias salumi e formaggi lo vedo riaccendersi al banco del pesce.
Non avvicinatelo mai ad un banco di pesce se non volete invecchiare tra dentici e calamari. 
Qui Amò raggiunge l'apice della trance agonistica. 
Mentre io sgattaiolo a comprare i Marshmellow, lui butta l'occhio sulla platessa in offerta.
Il mio fatale errore è stato non averlo fermato in tempo. Ha buttato nel carrello uno scartoccio abnorme, una bomba: un chilo di fliletti di platessa. 
Quel chilo di pesce che mi sta mandando in depressione da mezz'ora.
"tanto quel che non mangiamo subito lo congeliamo!"
"anche quello? coi mirtilli??? ma chi sei?? L'UOMO GHIACCIO?" penso io sempre più abbattuta e silenziosa.
Raggiunto il reparto scatolame agguanta degli sgombri al naturale, neanche sott'olio....
"ne abbiamo altre quattro scatole in dispensa!" scornacchio io. 
Lo so,  sono una rompicoglioni. Lo rimbrotto ogni volta che punta ad un acquisto  ma odio mettermi in casa doppioni di cose di qualsiasi genere a meno che non siano scarpe o borse.
"no non ci sono più, le ho mangiate" mi aggiorna lui.
"E quando le hai mangiate 4 scatole di sgombri????"
"Ma sai... le mangio a metà mattina!!" 
Reprimendo un conato di vomito, lo guardo senza riuscire a parlare.
Mio marito, alle 10.30 di mattina, si fa una scatola di sgombro.
Pensavo che le scatolette di sgombro servissero in un rifugio antiatomico, se vai in guerra, per una cena da single, per tirarsele in faccia quando si litiga... non credevo fossero come un biscottino spezzafame...
Finalmente capisco: non è l'Uomo Ghiaccio. 
Bacche di bosco, pesci e scatolette di sgombro, non sono indizi da poco.
E' l'orso Yoghi.
Se tanto mi da tanto allora  io devo essere Bubu, quell'orsetto simpatico dal papillon blu che lo riporta sempre sulla retta via.
Non è che la cosa mi esalti. Io avrei tanto preferito essere quella strafiga di Catwoman, solo che poi dovrei amare Batman.
 E lo sapete voi cosa mangiano gli uomini pipistrello? 
Per ora, l'unica cosa certa è che ho un chilo di platessa nel frigorifero. 
Mia nonna dice il pesce fa bene al cervello...
Chissà??... magari in famiglia ne avevamo davvero bisogno...