martedì 3 dicembre 2013

UN TRANQUILLO WEEK END COI BAMBINI

Ammettiamolo.
Ogni genitore, ogni venerdì sera, si anima di buoni propositi per il week-end, con l'intento di spendere ore gioiose insieme ai propri bambini.
Immagina il suo piccolo felice e sorridente, il suo sguardo carico di amore e gratitudine per le belle attività che "caro papà" e "cara mamma" si sono inventati per lui.
Peccato che, inevitabilmente, queste non coincidano mai con quelle che il bambino stesso aveva in mente per il genitore e che ci si ritrovi alla domenica sera, con lo sguardo ebete, le gambe a pezzi ed il morale a terra.
Così, demoralizzati, guardandosi negli occhi, le prime parole che si riescono a scambiare (di solito la domenica verso mezzanotte) sono:"meno male, domani è lunedì".
La settimana scorsa sono riuscita a sopravvivere al compleanno di un'amichetta di Mirea.
Amò ha una capacità di dissolvenza unica nel suo genere che si manifesta ad ogni compleanno.
Però mi pensa.
Si interessa.
Domenica scorsa per esempio, mi ha telefonato per sapere come stava procedendo il party nel bel mezzo del gioco della pignatta.
"Tutto bene Amò" sono  riuscita a gridare tra l'euforia festaiola generata da uno Spongebob in cartapesta che veniva bastonato a sangue "ma la prossima volta vieni tu.... qui è pericoloso!!"
In effetti, munire di una spranga in ferro 20 bambini, attaccare uno Spongebob da mezzo quintale al controsoffitto dell'oratorio e prenderlo a mazzate, avrebbe dovuto far sorgere il dubbio che, forse, non é un'attività adatta a pargoli di 5 anni.
Primo perchè abbiamo rischiato di venir seppelliti dal controsoffitto, secondo perchè un bambino, che sembrava averne inghiottiti altri 3, aveva monopolizzato la cosa e sfiondava manganellate a raffica contro tutto quello che stazionava nel raggio di un metro.
Teste di allegri compagni chinati a raccogliere le caramelle cadute comprese.
Al momento della torta poi, per alimentare l'effetto sorpresa, sono state spente le luci generali, accesi due Bengala a fianco delle candeline e scoppiati nel buio i palloncini, simulando perfettamente una sparatoria da sincope.
Fantastica idea per terrorizzare la festeggiata che, col cappellino a forma di torta in testa, forse si aspettava un banale cantato "tanti auguri a te!!!" ed un applauso generale.
Ma il genitore, come detto, fa di tutto per il suo bambino. Anche di più.
Peccato se poi il bambino non capisce.
Questo fine settimana invece, non avendo compleanni in vista, ho deciso di portare Mirea ad un aperitivo con le amiche in un locale molto conosciuto della zona.
L'attesa della sua prima serata in discoteca ha così emozionato la piccola che ha impiegato circa 20 minuti per scegliere i suoi vestiti ed altri 20 minuti per lasciarsi convincersi che le extentions fuxia e l'outfit tutto glitterato facevano più carnevale brasilano che sciccheria.
La serata è andata piuttosto bene, nel senso che l'ambiente si prestava anche ad eventuali bambini e che il buffet, a base di salame, mortadella, erbazzone e parmigiano ha pienamente soddisfatto le sue esigenze.
Dicevo, tutto è andato bene fino a quando l'addetto al controllo tessere non ha avuto la geniale idea di regalarle un set da due racchette da ping pong più pallina.
Gesto favoloso senonché lei si è trasformata nella nuova Nadal ed io ho passato il resto della serata gattonando sotto i tavoli.
Ovvio che ho dovuto dare l'addio qualsiasi possibilità di interscambio sociale che andasse al di là di "scusa la pallina".
Quando ha espresso il desiderio di rimanere per concerto e disco music, ho realizzato che non avrei retto ad altre due ore di ping pong, acchiappa le strobo e nascondino e mi sono autoportata a casa, riproponendomi un bis quando sarà lei a guidare la macchina.
Ma la vera chicca del week end è stato lo spirito natalizio col quale mi sono avvicinata all'allestimento dell'albero per farle passare un pomeriggio di gaiezza.
Ho trasformato il momento di pace ed armonia che doveva essere, in una guerriglia casalinga tra me ed un albero cinese, vinta clamorosamente dall'albero cinese.
Avevate dubbi?
Aghi, pagliette colorate e brillantini ovunque.
Folletto intasato e mani scarnificate da quei maledettissimi aculei di pino plastificati.
Il tutto mentre il suo aiuto consisteva nell'inseguire un criceto meccanico.
Ho imprecato per due ore contro il Natale giocandomi del tutto qualsiasi assoluzione potesse pervenirmi dall'alto.
Ho immaginato di appendere l'albero come la pignatta e di invitare a casa nostra il bambino distruttore del compleanno.
E ho fatto un albero di merda.
Il criceto in compenso si é infilato sotto la credenza, motivo per il quale ho fatto la stessa fine della serata aperitivo, a gattoni, nella mia cucina.
Insomma, molto spesso si cerca di fare tutto il possibile per far divertire i bambini, forse troppo.
E quando le ho chiesto: "allora Mirea, sei stata bene con la mamma?"
Lei mi ha risposto: "sì però.... Meno male, domani è lunedì!"
:-)