sabato 21 dicembre 2013

ROSE ROSSE PER TE

Ho sempre amato i fiori.
I fiori profumati e colorati.
Quando ero piccola, c'è stato un periodo in cui le spiagge della riviera romagnola pullulavano di acconciature raccolte in grossi mollettoni con due fiori, attaccati uno per parte.
Ho ancora una foto accanto ad un enorme pesce di burro che imbandiva la tavola di ferragosto, con me e due dalie giganti che mi uscivano da dietro le orecchie, rendendomi un degno sostituto del pesce al fianco delle tartine.
Ma devo ammettere che l'idea dei fiori tra i capelli non si è mai scardinata dall'immagine che ho del fascino femminile.
Ho conosciuto Amò mentre zompettavo nella pista di una discoteca, saltellando al ritmo di un pezzo dei Clash, con una bucolica margherita che sbocciava tra la mia coda.
Ho comprato ad Ibiza un filo di corda con tanti minuscoli fiorellini rosa da legare sulla fronte che, alla mia età, hanno fatto di me più una new deficiente che una new hippie!
Quando sono rientrata in albergo e mi sono guardata allo specchio, ho stabilito che i fiori, intorno ai 40, è meglio farseli regalare che metterseli in testa.
Ma ammettiamolo.... ogni volta che un uomo regala fiori in occasioni che vanno al di là di anniversari e ricorrenze, un piccolo dubbio malefico attanaglia le meningi della donna.


Si genera qualsiasi tipo di sospetto che può spaziare dalla semplice bugia al tradimento.
Punto 1): ti ho detto una balla, devo farmi perdonare.... Mi sento un merda quindi ti regalo dei fiori.
Punto 2): devo dirti una cosa, so che ti incazzerai quindi ti regalo dei fiori.
Punto 3): ti ringrazio per tutto quello che fai quindi ti regalo dei fiori.
Il punto tre, che in teoria sarebbe quello più logico è giustamente il primo pensiero che viene dimenticato subito dopo la parola "grazie!!!".
Mi sono chiesta come mai e sono giunta alla conclusione (ma è solo un'idea) che nessuno si senta mai abbastanza meritevole di una cosa così pura come un fiore.
Parlando di me, perchè dovrei ricevere fiori?
Più che altro so perchè non dovrei riceverli:
trascorro le mie serate casalighe, vagabondando avvolta in una specie di vestaglia in pelo blu che mi fa sembrare l'ippopotamo magro della Lines, cosa che sarebbe già di per sè sufficiente.
Ma c'è di più:
ho la mania ossessivo-compulsiva delle pulizie, odio il dentifricio secco nel lavandino e i cereali crostificati sulle tazze, senza contare che questa storia del riciclo creativo mi sta trasformando in un accumulatrice seriale di spazzatura (differenziata però!)
E poi, con la mia nuova mania dei mercatini del riuso obbligo tutti a seguirmi tra indiani e marocchini, passando le domeniche alla ricerca di un ipotetico tesoro, respirando puzzo di polvere e naftalina.
D'altronde, essere omaggiata di fiori per i punti 1 e 2 sarebbe motivo da mettersi a piangere non appena spunta il rosso del primo petalo anche se, con molta probabilità, lui sospetterebbe un'allergia alle rosacee.
La settimana scorsa, Amò si è gentilmente profuso con un grande mazzo di rose rosse.
Penso aspettasse il momento più adatto per darmeli con un'entrée d'effetto.
I suoi capelli biondi sbucare tra rami fioriti, la mia bocca smielare un "ti amo, grazie" ed i miei occhi promettergli la successiva mezz'ora di fuoco.... (specifico che mezz'ora è un tempo indicativo. Non vorrei esaltare o denigrare la sua ars amatoria!!)
Comunque, tornando alla scena da Pretty Woman, temo che Amò avesse dimenticato per un attimo, che incluso nel nucleo familiare, abbiamo anche una figlia.
Un attimo che però è stato fatale.
Rientrati dalla pizzeria, parcheggiata la macchina in garage, uno sfarfallare d'erba tra sedile posteriore e baule mi ha fatto sospettare un fagiano tra la boscaglia.
Ma la débacle non è stata tanto il movimento furtivo di fiori messo in atto dalla piccola, quanto il tentativo di Amò di insabbiare il tutto.
"Cosa sono queste? cosa sono queste ROSE???" ha specificato gridando mia figlia dall'interno della macchina.
"Ma cosa fai!! Metti giù! Metti giù!!!!!!" urlava Amò più forte di lei, tentando di annebbiare la scena a braccia aperte dimenandosi come se stesse per prendere il volo.
Il tutto mentre io, ancora imbacuccata con piumino, sciarpa e cuffia, stavo pulendo la lettiera della gatta.
Il mio attimo di romanticismo e probabile sesso sul divano è morto con Amò che mi guardava dispiaciuto, mia figlia che urlava esaltata della novità floreale e me, che da una parte abbracciavo 12 rose rosse e dall'altra sollevavo la paletta con la cacca del gatto, incerta se cercare prima il vaso od il pattume.
Lo definirei un attimo indimenticabile.
Suppongo lo sia stato anche per Amò, che per ottenere lo stesso risultato finale, ovvero la fine della serata in bianco, avrebbe potuto ottimizzare la spesa con 12 ranuncoli colti nel campo dietro casa.
D'altronde è un po' così... le cose non sempre vanno come uno vorrebbe!
Fatto sta che ho passato l'ultima settimana, complice il Natale, leggermente depressa, con un vago senso di tristezza.
Un po' come quelle giornate in cui si starebbe lì, inebetiti, a fissare fuori dalla finestra guardando con indifferenza Babbo Natale calarsi dal camino del nostro vicino.
Ma poi.... come fidarsi di uno che scende dai comignoli.... infila in una sola notte regali in tutte le case del mondo senza mai essersi fatto beccare....  e guida un treno di renne ad una velocità fotonica????
Non lo so, questa cosa di Santa Claus mi sa tanto di punto uno!!
E sono certa che dentro quel grande sacco, che faticosamente trasporta sulla spalla, ci siano tanti ma tanti mazzi di rose!
Bisognerebbe andarci sotto per bene, prestando attenzione a non rimanere con una barba bianca in mano!
Sarà.... ma io alle rose ho sempre preferito le scarpe!
:-)