martedì 29 dicembre 2015

SE IL CICLO TI DEPRIME....

Il periodo del ciclo è risaputo essere uno dei momenti più delicati per la psiche della donna.
Tantochè illustri studiosi hanno inventato una serie infinita di metodi per rendere la donna ancora più depressa di quanto già la situazione ormonale farebbe di suo.
Sto parlando degli assorbenti.
Nei supermercati se ne trovano di ogni tipo, marca e dimensioni.
Maxi, ultra, normali, ultrasottili, superassorbenti e via dicendo.
Per flussi normali, per flussi abbondanti, per flussi scarsi, per perdite.
Ebbene: il flusso è indicato con delle gocce colorate, da uno a cinque, in bianco e viola tanto per confonderti le idee.
Se prevedi un flusso cospicuo ti dovresti orientare sulle cinque gocce, rischiando di trovarti tra le gambe un Pampers.
Così scegli un tre gocce, ripromettendoti di cambiarlo più spesso e ti trovi a valutare una specie di fazzoletto magico che assorbe come il cinque gocce ma è più sottile di un tovagliolino di carta.
Come farà mai? Ti domandi mentre con sguardo dubbioso rammenti che sei davanti al reparto assorbenti da circa un quarto d’ora ed il market sta per chiudere.
Così, senza riflettere, leggi “CON ALI” e butti dentro.
Da quando sono state inventate io ho sempre amato le ali.
Le ALI sono fantastiche perché si agganciano sotto alle mutande ed evitano fuoriuscite di perdite laterali.
Il vero problema è che si agganciano talmente bene che quando devi togliere tutto l’ambardam devi ingaggiare una superlotta sul water tra te e l’assorbente che difficilmente ti vede uscirne vincitrice.
Tu tiri. Tiri. Tiri verso di te questo coso sporco partendo dall’alto e, se le ali fanno tanto ad attaccarsi fra loro, sei perduta. 
Disintegri l'assorbente ritrovandoti in possesso di brandelli di plastica e cotone che mai avresti voluto vedere e due ali ancora ossidate tra loro.
Ora…. lanciamo satelliti su Marte, è mai possibile che la tecnologia odierna non sia riuscita ad inventare un cazzo di assorbente che si possa staccare in maniera “umana”?
Non dico tanto.
Una cosa che tiri e viene via. 
Fine.
Una cosa semplice.
Una cosa per la quale non rischi ogni volta la rottura del setto nasale da contraccolpo.
No.
C’è chi opta per gli assorbenti interni.
Fantastici. Dimentichi persino di averli. 
A volte te ne accorgi solo perché la tua amica te lo fa notare. 
Dalle chiazze sui jeans.
Triboli un pochino ad infilarteli su.
Se hai le unghie lunghe rischi di scalfirti il canale vaginale ma non è un grosso problema.
Ci sono gli applicatori. 
L’80% delle volte spingi il tubicino di cartoncino nell’altro tubicino di cartoncino che spinge il tubicino di cotone in su e non succede niente!!
E' ancora lì!
Meraviglioso.
Allora riprovi deviando un po’ più a destra o più a sinistra fino a quando ti ritrovi sto cosa già sporco e sfaldato prima ancora che sia entrato. 
Butti via e infili con le dita accettando di scalfirti il canale vaginale. 
E vada come vada.
Amen.
Poi ci laveremo le mani.
Ultima ma non meno importante alternativa è la coppetta mestruale.
Io, quando l’ho comprata, ero partita carica come una molla.
Me la sono infilata senza pensieri se non chè, dopo aver letto dalle istruzioni che si erano verificati casi di shock tossico da silicone, ho vissuto i primi 20 minuti post coppetta con un po' di angoscia. 
Quando ho realizzato che a me il silicone mi faceva una pippa, ho iniziato a valutare l'altezza alla quale me l'ero infilata.
Considerato che la coppetta non è un tampax e non va infilata fino in fondo, va lasciata all’imbocco, lasciando fuoriuscire un pistillo di gomma utile per togliere il tutto.
Perchè?
Perchè la coppetta crea un sottovuoto. 
Motivo per il quale continuavo a chiedermi se fosse normale che facesse un pochino male visto che per un’ora ha creato il sottovuoto all’imbocco del mio utero. 
In ogni caso, quando la togli, se hai un animo sensibile è meglio che qualcuno sia al tuo fianco. Infatti, se la vista del sangue ti impressiona il rischio di avere un malore in bagno è molto alto. Almeno la prima volta.
Poi ti ci abitui. 
E’ tutta una questione di abitudini. 
Per te in primis e per il tuo compagno o marito e che sia che, rientrando a casa, troverà un pentolino sul fuoco. 
“cosa cucini di buono?”
“No nulla…. è la mia coppetta mestruale che sta bollendo!!!”
E’ tutta una questione di abitudine ed in fin dei conti anche un po' di amore!
Buon ciclo a tutte le donne e soprattutto ricordate….. se volete mettere le ALI….. fatevi una REDBULL!!!
Vi servirà!
;-) 




martedì 8 settembre 2015

VUOI LA LUNA? TI PORTERO' FORTUNA...

Il 7 settembre 2014 io e Amò ci siamo sposati.
E’ stata una giornata bellissima.
Dicono che il matrimonio sia un giorno particolare, unico nella vita.
Qualche indeciso lo apprezza così tanto da volerne replicare l'esperienza anche due o tre volte con partner differenti, ma non è  il mio caso, nel senso che uno mi basta ed avanza.
Per me è stato “Il giorno”.
Ho sempre pensato che quella dell’amore fosse tutta una gran stronzata.
Rimasi shoccata a vent’anni, quando il mio ex fidanzato mi regalò una maglia col collo in penne di pavone e smisi di crederci.
E a forza di trovare gente che giocava a baseball col mio cuore, ho deciso che era meglio valutare il “va bè, magari scopiamo ogni tanto, ma non ci innamoriamo”.
Onestamente, anche l’alcool aiuta parecchio.
Mi schifano quelle coppie che stanno insieme per convenienza, quelle in cui la cosa più interessante che condividono è la saponetta del bagno. Nessun interesse comune, nessun abbraccio, il sesso la domenica mattina una volta ogni due settimane. 
Un bel giorno poi, decidi di tirare fuori la testa dal guscio ed anche se sei un tantino disillusa, mandi avanti la tua vita prendendone quel che viene, con i momenti belli, quelli meno belli, quelli sereni e quelli meno sereni.
E mandi avanti il baraccone.
Inaspettatamente compi 40 anni e per uno strano meccanismo ormonale regredisci alla fase pre adolescenziale che ti frega: non ne capisci il perchè, ma ti torna la voglia dell’amore, vuoi le farfalle nello stomaco, rispolveri Pretty Woman, cerchi Richard Gere e vedi se ha lasciato fragole e champagne in frigo. 
Ma la controparte, quello che sarebbe il tuo compagno, abituato al menage di tutti i giorni non è che viaggi sul tuo binario.
A lui l'ormone gli fa una pippa.
Che cazzo c'ha questa poi? - pensa mentre esce dalla doccia.
Richard Gere chi? quello dei piatti?
Le 50 sfumature de che??? De grigio? Ci sarà mica da chiamare l'imbianchino?
Nella maggior parte dei casi è convinto di aver già fatto tutto quello che doveva fare.
Essere lasciato in pace quando sta sul water è una delle sue più alte aspettative.
Racconta agli amici che la moglie è una mezza esaurita dalla mente  complicata, che si alza la mattina già nervosa e che va a letto la sera messa peggio, ed in più vestita come se dovesse partire per la Luna. 
Ma il giorno del matrimonio, quello è sempre meraviglioso!
Ricordo l’emozione che ho provato quando Amò mi ha visto arrivare più biancovestita del Bianconiglio, con tutto quel po' po' di cappellino in tulle grazie al quale ho partecipato alla cerimonia solo da destra perchè a sinistra non si vedeva nulla. 
Dovevo ruotarmi di 180° per assicurarmi che mio marito non si fosse ritirato all'ultimo.
Ricordo il mio sgomento quando finalmente mi è apparso, piastrato come vorrei esserlo stata io nei miei sogni più belli, con la cravatta argentata e l’abito blu e ricordo la paura immensa dell’attimo in cui ti dicono “finchè morte non vi separi” perchè in fondo, l’idea dell’impegno eterno un po’ di cagarella te la fa!!
Eppure è stata una festa bellissima. 
S’è mangiato, s’è bevuto, abbiamo fatto il trenino pereppepé ed ho ballato fino a notte con quei sandali dorati che, tornata a casa, ho tappato in una scatola. 
Gli ho appiccicato il selfie delle vesciche e la scritta REMEMBER PAIN di modo che non mi tornasse la strampalata idea di provare ad andarci in giro di nuovo.
Amò è riuscito a fare un concerto inside al matrimonio.
Abbiamo più foto di lui che suona che di noi che ci sposiamo.
Non che mi dispiacesse, anzi. E' stato super.
Ed alla fine siamo svenuti a letto.
Ubriachi. Felici.
E’ stata davvero la giornata più bella della mia vita.

Oggi è passato un anno esatto da quel giorno, il ché significa che è il nostro anniversario.
Amò mi aveva promesso un giorno tutto per me.
"Te lo prometto" ha detto "non riesco a star con te il giorno del tuo compleanno, ma il giorno del nostro anniversario ti porto fuori a cena. Solo io e te."
"L’io e te” è una gran soddisfazione perché allude ad una serata senza 18 pony rosa sulla tovaglia e senza Ariel che nuota nel bicchiere. 
Una serata romantica durante la quale guardarsi in faccia per più di tre minuti, una boccia di vino, due risate ed un salto indietro nel tempo di una decina d’anni. 
Già ero un po’ incazzata il giorno in cui ho fatto 40 anni, il mio piccolo primo, tragico, traguardo.
Pensi a quel numero tondo, multiplo di 10. La prima volta che lo dici quasi ti strangoli piangendo e dato che le alternative sono due, o ti droghi o festeggi. Alla fine festeggi.
Io ero al mare con mia figlia, il che significa che stavo cenando con i pony da circa una settimana. 
Sono arrivata in camera ed ho scoperto che  dentro c'era tutta l'Interflora SPA.
E diciamo la verità: un po’ ti ci commuovi a vedere le rose mentre leggi quel bigliettino in silenzio ed abbracci l’uomo invisibile. 
Non è che proprio ti passi l’incazzatura, ma diciamo che un pochino ti si attenua, almeno fino a quando l’odore di sottobosco non pervade la piccola stanzetta in cui passi la notte.
Fino a quando, la notte, ti svegli per bere e guardi se c’è anche Frodo lì di fianco alla bottiglia!
Tocchi la tua fede al dito, ti guardi i piedi, giusto per assicurarti che Frodo non sei tu e ti riaddormenti. 
Così fino al giorno del rientro… quello in cui  provi a transitare per l'autostrada del sole con sta camionata di fiori. 
Sembrava che le loro corolle implorassero: “buttaci via ti pregooooooo… alle ramaglieeeeee”
Pensavo di essermi liberata dall’odore di sottobosco che stamattina, giorno del nostro anniversario, ritorno a casa dopo la fila al CUP, la fila alla Posta e la fila in banca e ritrovo ancora rose. 
Rosse stavolta.
“che… n’è mica che stiamo a fa' la fortuna dei fioristi noi eh?”
Ho letto il biglietto d’amore dell’uomo invisibile.
La cenetta romantica "solo io e te” aveva subito una modifica.
“ho un concerto, se vuoi però puoi venire anche tu… ci divertiamo, ci sono un sacco di persone simpatiche!!”
“e dov’è che andiamo?”
“alla sagra del GARGANELLO”.
No, va bene.
Lo riscrivo un’altra volta per convincermi che mi ha detto proprio così.
ALLA SAGRA DEL GARGANELLO.
Ora:
Non è che a me non piacciano i garganelli.
Li adoro.
Non è che sia una snob che se la tira e se non va da Cracco non esce per cena.
Non è che sia un’asociale che non vuole stare in compagnia.
Nemmeno mi aspettavo di uscire vestita da Cenerentola.
Ma con che faccia ci porti, tua moglie, il giorno del vostro anniversario alla sagra del GARGANELLO???
Io l’ho capito, lo so: con quella dell’uomo invisibile!!
E non voglio mica la luna.... anche se per quella... sono già attrezzata col pigiama!
;-)



giovedì 27 agosto 2015

LO SAI CHE TI AMO-TICON ?

L’altra sera Sky ha passato per la centoventiseiesima volta Dirty Dancing.
Io per la centoventiseiesima volta, l’ho guardato e,  per la centovententiseiesima volta, sdraiata sul divano, ho piagnucolato mentre mi affogavo nella Nutella.
Nel momento cruciale del film, quello in cui lui se ne va sulle note di "She’s like a wind" mi sono trangugiata anche due muffins e verso la fine, ho deciso di passare la notte sul divano perchè stavo per vomitare.
Senza voler togliere sorprese a chi non l’avesse mai visto (perché di fatto grosse sorprese la trama non ne riserva) vi riassumo la storia in breve:
BABY, una ragazzetta secchioncella di aspetto mediocre, va in ferie in un villaggio vacanze insieme a mamma, papà e sorella e, portando un cocomero, si becca JONNY, l’animatore più fico dello staff vacanze, che oltre a regalargli notti di fuoco tra un mambo ed una pachanca, la toglie dall'angolo, la silura verso il cielo durante la festa di chiusura e vissero per sempre felici e contenti.
Il tutto, mentre il grande mistero dei portafogli scomparsi viene svelato senza bisogno della signora Fletcher e Penny si riprende da un aborto abusivo mal riuscito.
Alla centoventiseiesima visione, la cosa che più mi ha colpito è stata che quando è iniziato a piovere nessuno si è messo a controllare ogni cinque minuti Ilmeteo.it. 
Hanno continuato a provarsi parrucche e a prendere lezioni di ballo come se nulla fosse.
Risulta quasi incredibile che Baby sia riuscita ad imbastire una storia con Jonny senza controllare il suo profilo Facebook, semplicemente chiedendo a suo cugino se fosse impegnato.
Cosa ancor più improbabile, sono riusciti ad innamorarsi guardandosi in faccia e dicendosi parole vere. 
E per parole vere intendo veri suoni usciti dalla bocca! Nulla di trascendentale, roba tipo CIAO, LEI CHI E'..... nessun messaggio su Messenger, nessun cane scodinzolante, rana salterina o drago volante.
Jonny, è addirittura riuscito a  sbirciarle le tette guardandola dal retrovisore dell’automobile, senza essersene fatto un’idea in anticipo grazie allo studio approfondito delle 25 foto in bikini che d’estate ogni donna pubblica di sé.
Una cosa capace di buttare nel panico chi è convinto che l’unico modo di conoscere una donna sia abbordandola tramite Facebook, dopo essersela scelta in base ad un'immagine probabilmente ritoccata con18 filtri e 56 effetti!!!
Roba da agganciare sua cugina senza averla riconisciuta!
Ma se la cosa, da entrambe le parti dovesse aver funzionato, cioè se arriva il giorno in cui non è che proprio sei fidanzato, ma puoi modificare il tuo stato SINGLE con quello "IMPEGNATO CON”, ecco che il rapporto prosegue su Whah’s up.
Oggi si conversa su what’s up, ci si accorda su what's up e si litiga su what's up.
Ultimamente io e Amò battibecchiamo parecchio. 
Sempre su whatsup.
All’apice dell’incazzatura ho ricevuto l’emoticon di una cacca con gli occhietti.
Disegnino che lasciava poca fantasia d’interpretazione!
Così io, in un moto di infantilismo gli ho rispedito due cacche con gli occhietti ed avremmo potuto continuare così per tutta la notte se non avessi trovato l'immagine di un martello che, digitato a fianco di una chitarra, ha posto definitivamente fine alla discussione. 
I baci. 
I baci che ti facevano sognare, quelli in cui potevi sentire il respiro del tuo uomo, oggi si sono ridotti ad una pallina gialla che sputacchia un cuore, le risate ad una pallina gialla che sprizza lacrimette,  la stanchezza ad una pallina gialla che fa zzzz… insomma, tutto l’amore sembra essersi trasformato in una ridicola partita a tennis dove, a forza di tirar palline, non ci si ricorda nemmeno più perchè si sta insieme.
Ma se il problema fossero le palline, tranquilli che non rischieremmo l’estinzione della specie.
Il problema, se così possiamo definirlo, esula, anche se di poco, dalle palline.
L’altra sera qualcuno, ignorando che fossi sposata, o più probabilmente fregandosene, mi ha mandato un messaggio più dolce del caramello fuso, al quale ho risposto.
Di solito non chatto con gli sconosciuti, ma quelle parole così poetiche mi hanno fatto sentire in colpa.
Ho immaginato questo uomo in fase depressiva, un po' sfigato, che ha estrapolato un pezzo di poesia dal web per intavolare due chiacchiere con una donna, giocandosi la carta della disperazione: quella  "una su mille ci sta".
Ho creduto che se avessi incontrato costui per strada, negargli un sorriso od un saluto fosse da stronza, specialmente nella mia idea di un mondo in cui siamo emotivamente sempre più soli.
Se consideriamo il tempo per lo scambio di tre o quattro nuvolette di convenienza tipo “sei molto bella” “grazie” e cagate simili, alla quinta nuvoletta mi ha chiesto se desiderassi ricevere la foto del suo pisello.
Forse ho letto male.... 
Peonie.... mi vuole mandare la foto delle sue peonie, mi stavo chiedendo.
Ma mentre digitavo “no, grazie non mi interessa” ho visto arzigogolarsi il cerchietto verde di un’immagine che si stava caricando.
Ho sperato nel cane che scodinzola, ed invece no…. è comparso così, illuminato a giorno, tipo un Teletubbies che fa Bubu-SETTETE.
"Uh veh... sorpresaaaaa!!!!"
Per farla breve, ora io sono in possesso della foto di un pisello che non so nemmeno di chi è.
L’ho soprannominato il milite ignoto.
E vi assicuro che non ha poi tutto questo fascino senza una faccia da attaccarci sopra!
E’ un po’ come guardarsi la pubblicità di un wurlster.
Non capisco che reazione pensasse di ottenere.
Che mi rovesciassi giù dal letto?
Che gli scrivessi… dove sei Wuberone che ho fame?
Se escludiamo un desiderio di  esibizionismo neanche troppo represso, ciò che mi è sembrata più plausibile è stata l'idea che questo cretino sperasse che gli rispondessi inviando una foto dello stesso tipo.
Ma figuriamoci se, nella camera di un albergo, con mia figlia che mi ronfa di fianco, il giorno del mio quarantesimo compleanno, mi metto a farmi un selfie nelle mutande!
Così gli ho spedito il cane che scodinzola.
Poi mi è venuto il dubbio che non fosse l'emoticon giusta.
Sembrava quasi un cane che aspettasse un osso, ed io, avendone già ricevuto uno, ero ben lontana dal voler replicare l'esperienza!
Allora l’ho bloccato.
Perché oggi, quando proprio sei sfinito… l’ultima chance che ti rimane, quella in cui chiudi una relazione è bloccare qualcuno.
Semplicemente lo elimini dal tuo mondo virtuale lasciando che lui se ne vada a spedire il suo cocomero a qualcun’altra.
E tutto torna uguale a prima.
Non so, io rimpiango un pochino quello che era prima dei social.
Rimpiango quelle scritte sul vetro impolverato della macchina e quelle litigate in cui ci si urlava ad un centimetro della bocca.
Quelle in cui lui, se voleva, poteva zittirti con un bacio vero o in alternativa mollarti un ceffone.
Rimpiango la privacy delle nostre parti intime, quella in cui se iniziavi a sbandierarle a tutti, venivi denunciato, chiamato maniaco e portato via da un poliziotto.
Rimpiango il desiderio di aspettare una telefonata immaginando che se non arriva è perché lui sta dormendo, non perché lui è on line ma non gliene frega una mazza di chiamare me! 
Amò dice che sono antica. 
Che sarei dovuta vivere davvero ai tempi di Dirty Dancing.
Non lo so… forse è vero, forse no.
Quel che è certo è che per un po’ non mangerò Hot-dog!

;-)




















giovedì 6 agosto 2015

VUOI SPOSARE UN MUSICISTA?

Oggi Amò mi ha salutata.
"Ci vediamo a settembre” mi ha detto.
Per la cronaca Amò non è il parrucchiere che una volta al mese mi spunta la frangetta.
Amò sarebbe mio marito. 
Potrete immaginare che vedere tuo marito, al 3 di Agosto, partire con un trollino nel quale io riuscirei a malapena a farci stare le cose per la gita a Gardaland, che ti dice “ci si vede a Settembre”, un po’ di tristezza la fa.
Ecco, vorrei chiarire anche che Amò non parte per Compostela. Va in tournée.
A dire il vero la tournè è iniziata ad Aprile, proseguita via via in crescendo fino a Luglio (mese in cui mi ha detto “porta pazienza”) ed è giunta al suo culmine adesso, mese in cui per 30 giorni suonerà 30 volte, su e giù per l’Italia.
Una roba che quando entra in Autogrill ordina “il solito”!!
Sta di fatto che questo è il suo lavoro e che siamo in un momento in cui bisognerebbe baciarsi i gomiti per il solo fatto di avercelo il lavoro, motivo per cui non mi è consentito opporre reclami.
D'altronde anche l’impiegato o l’operaio ti salutano tutte le mattine, con la differenza che loro ti dicono: "ci vediamo alle cinque”. 
Tu hai il tempo per pulire il bagno, comprare l’insalata, andare a prendere tua figlia a scuola, se ti va bene riesci  pure a lavarti i capelli ed ecco che lui si rimaterializza giusto giusto per cena.
Per un musicista è un po’ diverso. 
D’estate la gente va in ferie, non sa che cazzo fare ed esce a farsi una birra mentre guarda un concerto, motivo per cui, quando gli altri fanno vacanza, lui lavora di più. 
Ma il dramma, perché non può essere tutto così semplice, il vero dramma riguarda la moglie che resta a casa, spesso con prole al seguito (sempre che gli freghi ancora qualcosa del marito e che non abbia già chiesto il divorzio).
Questa poveretta, il mese più caldo dell’anno, invece di insaccare le pinne nello zaino e partire per Ibiza, se resta a casa a leggere i cartelli “CHIUSO per FERIE” che spuntano come funghi, mentre discute con le badanti su dove recuperare due cornini di pane.
“ Ma come fai? “mi chiedono tutti.
Ebbene, funziona così:
La mattina ci sentiamo per telefono.
E’ un po’ come se lui fosse a casa. 
Ciao, tutto bene? Sì? Dormito bene? Com'è l’hotel, dove vai oggi, dove pranzi e bla bla bla. 
A volte ti senti pure fortunata ad organizzarti la mattina senza avercelo in giro per casa che si sbarba appena hai finito di lavare il lavandino.
Verso le 11.00 appare su FB la sua foto in costume, sulla spiaggia di Mondello e lì… già iniziano a girarti i coglioni.
La telefonata del dopo pranzo è tipo questa:
“Allora?” (non si chiede come va perché tanto lo hai appena visto su FB e sai per certo che male male non sta)
“ciao tesoro, sto mangiando”
Sto mangiando significa che tu hai appena finito di fare i piatti mentre lui è “Da Peppino” a farsi il calamaro gigante che Peppino è andato di notte a pescare con la lampara. 
Il ché, provoca in te un moto di fastidio che lui avverte e placa d’anticipo con un “oggi però mi devo fare 4 ore di macchina perché stasera suoniamo a 300 km, dobbiamo cenare con Pulcinella e non suoniamo prima di mezzanotte!!”
Tu immagini lo sbattimento, ti dispiace pure un po’, ti auguri comunque che il calamaro gli si pianti sullo stomaco e riattacchi.
Mentre lui scarriola per l’Italia, tu continui con la tua vita di sempre, nella calura padana.
Intorno alle 18.00, quando in giro iniziano ad esserci più zanzare che esseri umani, lui ti what’sappa.
“sono arrivato tutto bene”
Seguono faccine, cuoricini, animaletti vari.
Ci si scambiano le impressioni della giornata, qualche volta ci si manda una foto.
Tipo io che raso il prato, io che taglio la siepe, io che aggiusto il lampadario, io che sbaracco il garage, io che spazzo il cortile, lui che beve una birra, lui che sfila con gli accappatoi degli hotel, lui che gioca a nascondino per le vie del borgo o giù di lì.
La giornata prosegue senza troppi intoppi.
La parte difficile arriva verso l’orario in cui il concerto dovrebbe essere terminato.
Perché finché lui è sul palco tu sei certa che l’unica cosa che può suonare è la sua chitarra.
Finito il concerto qualsiasi dubbio è lecito.
Dopo l’una iniziano ad apparire sui social varie foto, e siccome io non vado mai a letto prima delle due, le vedo tutte.
La foto numero uno è lui che suona. 
Pensi che bello, che bravo...
La foto numero due è della fanciulla che ha aspettato la fine del concerto, per farsi una foto ricordo col cd in mano. Pensi che carina….
La foto numero 3 è quella degli amici. E pensi vè che c’è Maria, Angela, Piera ecc… e sei felice per loro che si sono godute una bella serata.
La foto numero 4, seguita dalla 5, dalla 6, e così via fino ad un numero indefinito che spazia da 7 a infinito sono foto coi fan.
  1. Fan di sesso maschile: si resta sul divano a rotolare il dito sullo schermo con gentile lentezza.
  2. Fan di sesso femminile: si solleva la testa dal cuscino soffermando il dito sullo schermo con pacato autocontrollo.
Diciamo che sopra ai 50 anni sorrido, dai 30 ai 50 confronto, sotto i 30, se è pure carina, capita che mi incazzo.
Non sempre… qualche volta. 
Anche perché, ammettiamolo, la partita "io contro tutte le donne d’Italia” (e mettiamoci pure la stagione turistica) è persa in partenza.
Una volta, una tipa si è fatta un servizio fotografico che poteva competere col mio album di matrimonio (che ancora non ho, ma che presto stamperò).
Capita poi che qualcuna poi scriva, mandi messaggi, lasci biglietti.
Amò per gentilezza risponde, io, sempre per gentilezza no.
Ma la cosa che mi lascia perplessa, alla quale ancora fatico a credere è che lo stesso uomo che si aggira per casa mia abbia delle fan.
Sì, ammetto che è brillante e belloccio ma è lo stesso elemento che non mi dice di aver scaricato le magliette sudate della palestra nel cestone, procurandomi uno svenimento ogni qualvolta lo apro!!!!
Ora, io credo che essere fan sia una cosa bellissima.
Pure io ho un piccolo stuolo di fan: i vecchietti del bar che mi guardano le gambe quando passo in bicicletta. Ed alla mia età non è roba da poco.
Ero Fan di Madonna una volta.
Ho sognato di girare con lei il sequel di “Cercasi Susan disperatamente”,  sogno avveratosi con “Cercasi Amò disperatamente”.
Ho comprato il libro di Kate Moss ed ho tutti i CD di Grignani. Ma mi fermo qui, senza follie.
Forse perché mi è sempre stato chiaro che il fan-club è bellissimo, il Fan-culo meno.
C’è una sottilissima linea di confine che a volte sarebbe meglio non prevaricare per il semplice rispetto della vita privata altrui. 
A tutti i livelli.
Di solito la telefonata del dopoconcerto, quella in cui si sentono la musica, le chiacchiere e le risate in sottofondo è sempre un po’ una merda e dormire con a fianco un cuscino vuoto non ha poi tutti questi lati positivi.
Poi però passa la notte, giorno dopo giorno passa agosto, e tutto quel che resta sono solo foto, volti e ricordi che svaniscono nei meandri di cronologie superate, un po’ come la roba sporca della palestra che, peraltro, ho smesso di lavare.
Non ho però smesso di nutrire una speranza: prima o poi la tournée finirà, Amò tornerà a casa e riaprirà quel benedetto cesto con la roba sporca...
Non vedo l’ora, sarà Fan-tastico!!!!




Buone Vacanze a tutti!!!!







sabato 18 luglio 2015

TIPI DA SPIAGGIA

LUGLIO 2015: tempo di calura ed insofferenza. 
Tutti a lamentarsi dell’afa e a fotografare il cruscotto facendo a gara per chi immortala la temperatura più alta.
Vince con 41 gradi il mio amico di Facebook Nicolino che, pur di pubblicare quel fatidico scatto, sta ancora vagando tra i campi di granoturco.
I più stanno finendo di arrancare al lavoro, provando a non morire quando escono da uffici a meno 12°.
I meno sono già mezzi nudi sulle spiagge a selfarsi gli alluci nell’acqua trasparente con la chela di un astice che gli spunta dalla bocca.
E’ l'estate, quella che tanto si agognava ai tempi della scuola, quella che alimenta ogni anno grandi aspettative. 
Non c'è essere vivente che non sogni di trasportarsi lontano da casa a cazzeggiare in santa pace.
E’ la stagione degli amori, il periodo dell’anno in cui le occasioni di farsi una storia, un’avventura od un fidanzato crescono in modo esponenziale.
Sarà la calura, sarà il maggiore afflusso sanguigno, saranno gli abiti più succinti ma sta di fatto che tutti, in estate, si aspettano di beccare un casino.
Io no.
Io sono sposata, per cui non becco niente. 
Sono solo più acida del solito.
Io e Amò, lo scorso week end, ci siamo spostati nel Conero, la riviera appena sotto Ancona. 
Un paesaggio mozzafiato: colline di girasoli che declinano sul mare e spiagge incontaminate facilmente raggiungibili in soli soli 40 minuti a piedi dal parcheggio, sotto la randa del sole.
Tu posteggi l’auto, imbracci il minimo necessario (tenda, ombrellone, zaino coi salviettoni, borsafrigo, decespugliatore, macchina per i pop corn e quant'altro di irrinunciabile) e, viaggiando leggera, inizi una gloriosa scarpinata a 38° tra zanzare e cerbiatti. 
Proprio quando inizi a sospettare che ad attenderti, invece della spiaggia, dovrebbe esserci un’ambulanza con tutta l’equipe di E.R, ti si para davanti una distesa d’acqua cristallina che non ha nulla da invidiare a tanti paradisi tropicali ed una lunga striscia di sassi bianchi, grossi tipo un uovo di gallina, coi quali la tua spina dorsale potrà allegramente giocare a Tetris.
Cerchi un angolo in cui piantare l’ombrellone, crei un nuovo Stonehenge per tenerlo eretto ed evitare di ammazzare il tuo vicino al primo colpo di vento e ti stendi. 
Anche perché camminare su quei sassi senza scarpe gommate non è semplice. E poi, diciamo la verità, una donna in bikini con con quelle robe lì traforate ai piedi è una cosa che non si può vedere a meno che non stia girando "Mission to Mars". Ti ammazzano la gamba, segano il polpaccio. Passi l’infradito, passi lo zoccolo, ma col sandalo da scoglio sai, no???
Insomma, il mio passatempo preferito è stato osservare la natura umana, come dico io.
O  farmi i cazzi degli altri, come dice Amò. Sono punti di vista.
Insomma, ho scovato tutta una serie di prototipi che vorrei elencarvi nel caso foste ancora illuse che, varcando la spiaggia messe come un reduce dal Vietnam, avrete ancora qualche possibilità di rimorchiare qualcuno:
  1. L’uomo fitness addicted. A lui la scarpinata gli fa na pippa. Ha sudato tutto l’inverno per sfoggiare un addome scolpito ed un bicipite a gobba di cammello. Ha un’abbronzatura perfetta, tatuaggi nei punti strategici e passa la giornata facendo spola dalla salvietta al mare per mantenersi lucido e scivoloso. Consiglio di evitarlo se non siete Bianca Balti, a meno che non vi piaccia essere bersaglio di commenti tipo: “come fa quel figo a stare con quella lì?”. Senza contare che vi costringerà a nutrirvi con soli centrifugati di cocomero e verso le 16.00 collasserete al sole per una crisi ipoglicemia. Ovviamente non avrete l’equipe di E.R. a vostra disposizione.
  2. L’uomo materassino. Per qualche ignoto ritardo mentale è convinto di avere ancora 8 anni, l’uomo materassino non vede l’ora di lanciarsi in mare con il drago gonfiabile, l’oca Caterina e la poltroncina della Pimpa. Normalmente entra in acqua verso le 10.00 a Rimini e si risveglia intorno alle 16.00 ad Alberobello. Consiglio di evitarlo se non vi piace intrattenere divertenti conversazioni coi gabbiani. In ogni caso conviene legarlo ad uno scoglio.
  3. L’uomo borsello. E’ uno preciso. Ama passeggiare. Convinto di poter essere derubato, deve portare con sé tutto. Ma proprio tutto:  portafoglio, fazzoletti, cellulare, crema solare, chiavi, spazzolino da denti, enciclopedia Treccani ecc ecc. E’ consigliabile sceglierlo come preda solo se nell’intimità amate l’abbronzatura a righe diagonali.
  4. L’uomo multimediale. Questo esemplare di “homo tecnologicus” arriva in spiaggia già al cellulare. Si avvicina al bagnasciuga ed, infastidito dal rumore delle onde, attacca gli auricolari all'I-phone. Nel giro di 3 minuti allestisce con Ipad, Imac ed Ipod  una postazione degna della NASA. Chiama la mamma, la sorella, l'ex, l’amico in Canada, ripetendo le stesse cose più e più volte. E’ sconsigliabile puntarlo perché di solito tutti sperano che un’onda anomala lo inghiotta prima delle 17.00.
  5. L’uomo pescante. Lui scende la scarpinata alle prime luci dell’alba con un bel cestello di vermi puzzolenti. Cammina con decisione, analizzando già dall'alto le correnti marine. Se ne ha i mezzi, uscirà con la barca e tornerà in genere dopo alcune settimane, con un luccio che pesa più del suo figlio di 8 anni e che dovrete pulire. Se non ha i mezzi invece, si accoppierà con una roccia e rimarrà a fissare il suo galleggiante fino a quando qualcosa abboccherà. Sfiderà il sole, i venti, i curiosi ma rimarrà lì immobile come il Dio Nettuno fino a notte, momento in cui estrarrà un galleggiante luminoso e darà vita ad un after hour coi branzini. Sceglietelo solo se sapete friggere alla perfezione un’anguilla.
  6. L’uomo mascherato. E’ quello che non toglie mai gli occhiali da sole. Ottimo se amate i giochi di ruolo, Zorro in particolare.
  7. Il nerd. Detto anche Uomo pallido. Lui odia il sole. Passa la giornata a chiedersi cosa stia facendo lì e per quale infausta combinazione del destino ci è finito. Non si sposta dall’ombrellone se non per rincorrerne l’ombra, girando su se stesso come una meridiana. Ottimo per capire che ore sono se avete dimenticato l'orologio. Le sue principali occupazioni sono spalmarsi di crema protettiva e leggere Focus. Uscirà dalla sua muta disperazione solo quando gli verrà proposto di tornare a casa. Se siete attratti da questo tipo di uomo affrettate i tempi di approccio perché quasi certamente il giorno dopo non lo rivedrete, ma tenete presente che è l'unico che saprà finalmente dirvi il coccodrillo come fa.
  8. Il coatto. Più che vederlo lo sentirete. Lui canta, urla e gioca a rimbalzino coi sassi nel mare incurante delle teste che butta giù. Convinto di essere l'alter ego di Maradona vi ricoprirà di sabbia mentre segna un goal nella vostra tenda da sole. Di solito il coatto è pieno di iniziativa. A piccole dosi può risollevarvi la giornata.
  9. Il bagnino. Ha la maglia rossa e può essere abbastanza figo. Vi terrà tra le braccia solamente se state affogando. Non perdeteci la testa perché  ha già una fidanzata con due tette da urlo ed un culo di marmo. La riconoscete perché di solito finisce sempre per stendersi di fianco a mio marito.
Esiste poi tutta una serie di uomini normali. Questi sono i miei preferiti e quelli ai quali io suggerisco di puntare. 
Quelli con cui gustare una birretta in riva al mare, sfogliare un giornale senza grosse pretese e con cui uscire a cena la sera in un ristorante carino.
Se siete fortunate magari offre pure lui.
Basta guardarsi intorno. 
Le occasioni non mancheranno di certo.
L'importante è mettersi nello stato d’animo giusto e convincersi che non è il nuovo Superman colui di cui abbiamo bisogno…. ecco, magari a Superman pensateci solo se siete in spiaggia al Conero e risalite dopo le 19.00.
A quell’ora il bus finisce il turno!!!!


Buone vacanze a tutti!!!

martedì 7 luglio 2015

VUOI L'AMANTE? Fatti un .....

Qualche mese fa parlavo con una conoscente.
Mi diceva che quando l’assenza del marito, vuoi per motivi lavorativi, vuoi per motivi personali, è tale da provocare nella donna un invalidante senso di solitudine misto a depressione, la cosa migliore che questa donna può fare è trovarsi un amante.
Me l’ha sparata così, un po’ come quando uno ti dice “fatti un aperitivo alle otto”. 
Due olive, una patatina ed una trombatina prima dell’insalata di riso!
Olive a parte, immagino che per “amante” intendesse un uomo riservato, di aspetto piacevole, di appetito instancabile e di immediata disponibilità.
Una roba semplice. 
Qualità che puoi trovare in chiunque. In Amazzonia.
Ma io abito a Poviglio, un paese in cui se scorreggi lo sa pure la zia del fratello del cugino di Marcellino e non in Amazzonia dove sono tutti nudi e non passano la giornata a misurarsi il pisello!
A Poviglio se vuoi un amante devi gestirlo, il ché comporta eccessivi chilometri macinati con un pattume puzzolente in mano e spese veterinarie altissime per curare la prostatite che hai provocato al tuo cane a forza di farlo pisciare.
Devi avere la certezza di riuscire a gestire in contemporanea due uomini che ti chiamano, messaggiano, massaggiano, scrivono su what’s up, postano foto su Facebook ed Instagram… insomma devi avere il controllo continuo su due fronti senza rimpiangere l’Amazzonia.
Certo... inserire password che al 90% dei casi verranno sgamate è un’idea, come può esserlo anche modificare i nomi della rubrica. 
Mattea e Davida desteranno qualche sospetto, ma tanti altri nomi passeranno senz’altro inosservati!
Una volta avevo un fidanzato che intratteneva ripetitive e prolungate conversazioni con tale “Mario”. 
Mi ero seriamente convinta che fosse diventato gay ed avesse paura di confessarmelo. 
In realtà non era gay ed aveva solo paura di essere bastonato a morte.
Considerato che ultimamente i miei dialoghi migliori li intrattengo con il Ficus Benjamin (che non è quel gran figo arrivato dagli USA ma ahimè, solo un triste rametto dell’Ikea) e che ieri l’altro, a tavola, spiegavo a GIORGIO, il mio amico immaginario, che l’impianto di irrigazione deve avere qualche problema, mi è sembrato doveroso e rispettoso farmi questo regalo.
E invece dell’amante mi sono fatta il Bimby.
A detta del corriere che ha mollato il pacco nel bel mezzo del mio salotto con la delicatezza di un primate, il Bimby è un elettrodomestico fantastico. 
Emulsiona, trita, frulla, cuoce, pesa, mescola e soprattutto non lascia mutande in giro, non ti telefona mentre stai pulendo il water e non rientra alle tre di notte mentre tu stai pascolando con le pecore che hai precedentemente contato tra le pendici della val Laurina.
“Ieri sera mi sono fatto il purè. OT-TI-MO” ha asserito con tanto di bacio a schiocco su pollice/indice uniti e sguardo soddisfatto.
E se te lo dice l’autista della Bartolini, un ominide con addosso la t-shirt della sagra dello spinacio del 2010, mica puoi dubitare della sua parola… nemmeno se fuori ci sono 40 gradi e sai perfettamente che neanche sotto tortura trangugeresti del purè al 4 di luglio!
Comunque, vista la quantità d’acqua che si è tracannato mentre gli staccavo l’assegno, è pure possibile che mezzo chilo di patate albergasse ancora nel suo stomaco.
Quella notte io e Giorgio ne abbiamo discusso profondamente prima di addormentarci ed abbiamo deciso di dare una chance alla sua credibilità.
Una volta sballato il Bimby l’ho posizionato sul ripiano della cucina, nello spazio tra il forno microonde e l’integratore vegano di mio marito che, da qualche mese, pare essere diventato vitale per la sua sopravvivenza: il Gorilla Perfect (che non ha nulla a che vedere con l’incremento delle prestazioni erotiche. O almeno io non ho notato differenze ;-)).
E’ un insieme di riso, cocco e lupini che, un’azienda vegana, grazie ad un team di addetti marketing e grafici particolarmente brillanti, è riuscito ad immettere sul mercato con questo nome che non si può sentire e che mi costringe a cenare con gli occhi di King Kong piantati sulla forchetta.
Di solito quando Amò non c’è, ruoto lo sguardo del gorilla verso il lavandino, ma oggi, con la scusa del Bimby me ne sono definitivamente liberata.
In effetti il Bimby, oltre a costare quasi come una Panda ha anche le dimensioni di una Panda e capirete che in cucina non c’è spazio per tutto.
E’ necessario liberarsi del surplus.
Ho scelto il Bimby come amante perchè il solo guardarlo e pensare di farci quel che voglio mi ringalluzzisce tutta.
Lui è sempre lì, pulito e lucido.
E’ pronto all’utilizzo a qualsiasi ora del giorno e della notte e non necessita di depilazioni varie prima di ogni incontro.
Ogni tanto, quando ci passo davanti lo accarezzo, gli parlo, gli dico che va tutto bene. 
Gli do un colpetto con lo straccio e gli sorrido.
Lo amo. Lo curo come ci si affeziona ad un tamagotchi gigante.
Quando finisce un passaggio mi chiama con un ripetuto “blin blin “.
Tu togli quel boccale che sembra un grande utero d'acciaio dalle braccia che l’hanno tenuto avvinghiato stretto durante tutto il tempo della preparazione e sospiri di gioia.
Non manca un colpo, non sbaglia mai. 
Mai una parolina fuori luogo, mai un “Mario” sul suo display.
Una volta ho scoperto una “Norma” ma non era niente di importante.
Mi ha spiegato che si trattava solo di uno spaghetto.
E poi ti lascia sbizzarrire senza vergogna in tutto quello che vuoi, ti prepara il tè la mattina e la tisana alla sera senza mai addormentarsi mentre gli stai snocciolando i problemi della tua giornata.
Manca un po’ il calore di un vero uomo sulla pelle ma, con un po’ di fantasia, puoi ovviare scaldando acqua a temperatura 35, 5 minuti, velocità 1 e rovesciandotela addosso.
Attenzione: ponete particolare supervisione alla temperatura per non finire al centro grandi ustionati.
Ho letto che ti aiuta a cucinare qualsiasi cosa: pasta, pizza, focacce, pesce e verdure in varie modi.
Io ci credo. 
Se no non si spiegherebbe perchè tutte le donne ne siano così entusiaste.
Un giorno mi ci metterò d'impegno.
Per ora ci faccio un sacco di mohito.
Uno io, uno Giorgio e quel che resta al ficus Benjamin che si sta inspiegabilmente riprendendo.
Passiamo le serate così.
A ridere della vita.
Poi andiamo tutti a letto felici senza controllare il telefono e senza rompere i coglioni al cane che sta sonnecchiando tranquillo nella cuccia.
Mi spiace per il gorilla, prometto che stasera gli preparo il plumcake alle banane!!!

:-))))))

Barbara







mercoledì 7 gennaio 2015

LAVANDOCI VIA ..... LE FESTE

7 Gennaio.
In una bella giornata di sole l'Epifania si è portata via tutte le feste.
E' finito il Natale, è finito l'ultimo dell'anno, è finito Capodanno e ieri, è finita anche la Befana.
Ora la vita può ricominciare nella sua normalissima quotidianità, senza obbligarci a fare due passi ogni volta che ci alziamo da tavola per non rischiare di vomitare sulle ciabatte.
Calano vertiginosamente le vendite di Malox, Alca Seltzer e Citrosodine e si apre la stagione dei Bogumil (esisterà ancora?) ,degli Herbalife, e dei vari beverotti ipocalorici.
Il ché fa riflettere sulla qualità del tempo trascorso durante le ferie.
A parte i veri patiti di sport, che ci è parso di aver intravisto passare di corsa, infilati dentro tutine tecniche a meno 4, ma che non abbiamo riconosciuto essendo noi in preda ai fumi dell'alcool, l'80% del genere umano durante le feste ha cucinato e mangiato.
Il workout più provante è stato quello di alzare ed abbassare l'avambraccio provvisto di forchetta, seguito da una serie di crunch per salire e scendere dal divano alla ricerca del telecomando per cambiare canale.
Tortellini, panettoni, zampone, cotechino, purè di patate, capitone, lenticchie e chi più ne ha più ne metta.
Il 90% del genere umano ha bevuto.
Champagne, prosecchi, lambruschi, amari, digestivi, caffè e ammazza caffè.
Lo si è dedotto dall'alito alcolemico degli amici, dallo sguardo ebete di chi ci ha fatto gli auguri e dall'assalto cui sono stati presi i supermercati in questi giorni.
Tutto il mondo era intento ad approvvigionare cibo e bevande.
Neanche stessero per lanciarci addosso la bomba nucleare!
Parcheggi nei quali abbiamo rischiato di campeggiare tutta la notte.
Ho visto gente dormire col sacco a pelo in auto e grigliare le salsicce appena comprate sul cofano!
Corsie nelle quali rischiavi la vita se malauguratamente il fato ti permetteva di toccare quell'ultima formetta di pecorino laggiù in fondo allo scaffale.
Un reparto verdure talmente devastato dalla folla, che sembrava ci fosse passato sopra Babbo Natale con tutte e 10 le sue renne!!!
A proposito, vi siete mai chiesti chi ha scelto i loro nomi?
Passino Saetta, Guizzo, Cometa e Lampo, sui quali non ci sono dubbi motivazionali.
Passi pure TUONO, anche se qui... qualche dubbio sul perchè già mi viene.
Passino i più famigerati Rufus e Rudolph.
Ma Cupido, Schianto e BALLERINO????
Ballerino.
Me lo immagino Ballerino, ballonzolare con le sue corna ramificate tra patate e carote, ruminando copiosamente tra foglie di gentilina calpestata e gambi di sedano spezzati.
Mi immagino anche Cupido, tra gli avventori del supermercato, intento a lanciare dardi di fragoline.
Chiedetevi invece cosa può aver lanciato Tuono alla terza scorpacciata di verza e zucchine!!
Comunque, inciso sulle renne a parte, l'impressione era davvero che nonostante le chiusure effettive fossero solamente di 2-3 giorni al massimo, tutti dovessero approvvigionarsi come se il mondo fosse in vista di una imminente carestia.
Io personalmente non ho comprato granché, non ho cucinato granché, non ho mangiato granché ed ho bevuto il giusto.
Non sono tra coloro che ha fatto la corsetta sottozero e nemmeno tra quelli che sono stati in vacanza, al caldo o ai monti che sia.
Io ho passato quasi tutte le mie vacanze in un modo alternativo.
Io ho passato quasi tutto il mio tempo libero nella nuova lavanderia a gettoni.
Sì.
Hanno da poco aperto una nuova lavanderia a gettoni ed io ho iniziato ad accusarne dipendenza proprio durante queste feste.
Un'alcova verde speranza, piena di cartelli interessanti tipo "questa lavatrice funziona con 3 gettoni" o "questa lavatrice funziona con 5 gettoni" oppure ancora "questa lavatrice funziona con 8 gettoni".
Li so tutti a memoria.
"il cambio gettoni non da resto".
Potrebbero anche lasciarmi la lavanderia in gestione che non avrei problema alcuno.
Ho passato le mie feste, seduta su una seggiolina di plastica, con le luci artificiali al neon (che già dicono tutto) ipnotizzata a guardare i vestiti girare ritmicamente dietro al vetro dell'asciugatrice.
24 minuti di VRRR, VRRR, VRRR e ne uscivo rigenerata.
Altro che giro alle terme o percorso salute alla SpA!
Altro che seduta dalla psicoterapeuta (anche se rileggendo quel che scrivo qualcuno avrebbe da obiettare!)
Vi consiglio un ciclo di asciugatura nella lavanderia a gettoni.
Se proprio i vostri nervi sono a pezzi potreste aggiungere anche il ciclo di lavaggio. Non è mai troppo... o troppo poco.
Mi sono accorta che iniziavo a sviluppare un insano attaccamento a questo posto nel momento in cui iniziava ad infastidirmi che qualcun altro usufruisse del servizio.
Cioè... speravo che nessuno fosse già dentro, che nessuno arrivasse e che nessuna asciugatrice fosse in funzione oltre alla mia.
Un po' come i barboni che segnano il loro territorio alla stazione.
Un vero affare per i gestori direi....
Ci è voluto il cartello "il giorno 25 dicembre la lavanderia rimarrà chiusa" per riportarmi alla realtà: io ho un letto, una casa, e persino una lavatrice tutta mia!!

Questa mattina, 7 gennaio, la vita è tornata alla normalità.
La sveglia, puntata alle 7 meno un quarto, ha suonato fino alle 7.20 prima che mi decidessi ad aprire i vetri, per poi scoprire che faceva ancora notte.
Mia figlia mi ha chiesto se Amò stesse ancora suonando.
"Chi???" ho risposto io, pensando all'uomo con la chitarra che ogni tanto entra ed esce di qui. ;-)
L'ho accompagnata a scuola, incontrando occhi ancora gonfi di sonno e facce che sembrava avessero passato la notte, insieme ai calzini, nel ciclo a 60° della lavanderia a gettoni.
Pochi sorrisi, tanta fretta e poca voglia di correre al lavoro.
Poi sono tornata a casa.
Ho iniziato a smontare l'albero di Natale, gli addobbi e lucine del balcone.
Un po' mi mancherà l'effetto Cocoricò che ero riuscita a ricreare.
Dicevo.
Ho iniziato a smontare l'albero e ho finito col passare 3 ore in solaio a sbaraccare tutte quelle scatoline di pedalini e  non so cos'altro fossero, con le quali Amò e la sua tendenza all'accumulo hanno intasato la soffitta.
Adesso mi sono fermata per scrivere.
E tutto questo po-po' di roba mi ha portato via un'oretta....
Ora devo liberarmi dei quintali di polvere che ho ancora addosso.
Credo che urga un giro alla lavanderia a gettoni!!!

Intanto buon inizio anno a tutti voi!!!!!

giovedì 20 novembre 2014

BANDO ALLE CIANCE , SU CON LE CHIAPPE


Oggi ho mandato ad Amò la foto del mio sedere.
Donne siate oneste: gli scatti delle vostre dita intrecciate a forma di cuore non sono più alla moda!!
Le scritte sulla sabbia "I love You", seppur cariche di amorevoli significati, vengono completamente snobbate dai vostri uomini.
E vogliamo parlare di quegli aforismi estrapolati da libri e poemi, profonde riflessioni sulla vita, sulla passione, sul dolore... quelli nei quali sottilmente immedesimiamo il nostro stato d'animo del momento?
Fatevene una ragione.
A un uomo non gliene puó fregar di meno di Osho o della Allende.
Non vengono capiti!!  (e forse nemmeno letti per quanto interesse sono in grado di destare!).
Potreste persino cucinargli un maiale intero in 14 tipi di cotture diverse, che non otterreste mai lo stesso risultato.
L'ars culinaria non ha storia contro quella cul in aria!
Prendetene atto.
Se volete essere considerate dal vostro lui, mandategli la foto del vostro culo!!
Fino a qualche anno fa, giravano mail che potevi aprire in tutta tranquillità, senza rischio di licenziamento in tronco, in qualsiasi momento della giornata.
Anche alle 10 di mattina.
Anche mentre sbocconcellavi il tuo pacchettino di crackers durante la pausa caffè con le unghiette smaltate di rosso.
Erano presentazioni diligentemente create col vecchio PowerPoint da qualcuno che poi, con qualche problema mentale e tanta pazienza, immetteva in giro per il pianeta.
Si trattava di un susseguirsi di fotografie che immortalavano paradisi tropicali, deserti stellati e sconfinate praterie, intervallate da perle di saggezza tipo " sorridi, la vita ti sorride", o "sorridi, una porta è sempre aperta davanti a te", oppure ancora "sorridi, il mondo è felice".
Roba insomma da farsi venire una paresi a forza di sorridere!!
Adesso invece, tra la bolletta dell'Iren e la fattura del commercialista, ti arriva una mail in cui ti girano un link.
Tu clicchi e leggi : "le 400 plus beaux culs du monde"!!!
Mamma miaaaaaa!!!
"Ci sarà anche il mio?"- Pensa una donna.
400 sono un bel numero..... Chissà!!
L'uomo invece non pensa.
Lui nemmeno finisce l'oggetto - Vede "cul" e clicca!!!
E se la donna, dopo averne visti sette od otto, si mette l'animo in pace e si arrende al fatto che il suo non potrebbe mai coesistere tra quei sederi tondeggianti e perfetti (ed ovviamente incolpa Photoshop!!), l'uomo pare che, dopo averne visti circa 259 dietro fila, non riesca più a capire perché il260imo abbia anche un collo e stia provando a stabilire un contatto con lui!
Insomma, oggi se vuoi che qualcuno legga qualcosa, devi metterci un sedere.
Proprio per questo, consiglio alle donne di inviarne uno, così..., tanto per,  prima di qualsiasi messaggio alla propria dolce metà.
- cosa vuoi per cena? TAC -  SEDERE
- ti fermi a prendere il pane? TAC - SEDERE
- per favore mi aggiusti quel mobiletto che c'è giù in taverna che è rotto da tipo 8 mesi? TAC - SEDERE.
Donne.... vi si apre un mondo!!!
Nel momento in cui questo apparirà sul suo schermo illuminato, lui inizierà a vibrare.
Mille domande gli frulleranno in testa.
Molti si sentiranno oggetto del vostro desiderio e passeranno il resto della giornata ringalluzziti, in attesa di correre a casa a rivendicare la proprietà di quel che gli è parsa come una promessa.
Fatene buon uso.... otterrete un sacco di vantaggi!
Se poi riuscirete anche ad evitare di farvi trovare ingabbiate dentro ad un pigiama di pile viola, con la fascetta tra i capelli odorosi di patate fritte e le pantofole a forma di cane ai piedi, otterrete ancora di più.
Qualcun altro, in genere tra quelli appartenenti alla categoria "insicuri", inizierà a domandarsi se ha fatto qualcosa che non va.
Qualcosa di irreparabile, tipo l'aver sparso per la casa 18 camicie, incollato i peli della barba al lavandino, dimenticato il pattume sulla porta di casa... qualcosa insomma x cui la vostra foto rappresenti in codice la seconda metà di un bel Vaffan.
E magicamente, qualsiasi vostra richiesta verrà accolta come l'offerta di una grande opportunità di riscatto.
Ed anche in questo caso, otterrete gli stessi, enormi, vantaggi.
Comunque sia raggiungerete il vostro scopo, qualunque cosa vogliate!
Ci tengo però a precisare che fotografarsi il sedere con un cellulare non è una cosa semplice.
Per quel che mi riguarda, sono dovuta salire in piedi sul bidé, attaccarmi con una mano al termoarredo e tendere all'inverosimile l'altro braccio all'indietro per riuscire:
1) a non fotografare il water;
2) a mantenere il range di occultamento dei buchetti di cellulite;
3) a non volare  dentro il box doccia e passare i successivi 20 giorni col gesso alla gamba.
Il tutto mentre la parte ancora lucida della mia mente si chiedeva perché, invece di fare l'acrobata, non mi stessi bevendo una camomilla coi biscottini davanti a Dirty Dancing.
Inizialmente avevo valutato anche l'autoscatto, ma l'idea di correre nuda, avanti indietro  per il bagno, salendo e scendendo dal bidè, nel tentativo di trovare la posizione perfetta prima che finisse il conto alla rovescia, mi è sembrata troppo faticosa e poco funzionale.
Specialmente a 40 anni!
Il bidè d'altronde mi è  parsa la soluzione migliore perché solitamente (e nel mio bagno lo è) è piazzato di fronte allo specchio.
Tutto è molto più comodo. O quasi.
Infatti, semplicemente assumendo la comoda posizione yoga del cane a testa in giù, si può supervisionare dal proprio riflesso, l'esito finale di tutta questa gran lavorata.
D'altro canto, fotografarsi il sedere ha vantaggi che fotografarsi la faccia non ha.
Intanto triplica le probabilità di non abbattere il proprio morale nel momento in cui si ammira l'espressione idiota del tipo "sorridi anche se non c'è nulla da ridere perché sei lì che ti stai fotografando da sola, il chè implica che non hai niente di meglio da fare".
2) puoi cancellare il tool "red eyes"dalle tue applicazioni liberando memoria dal telefono.
3) elimini il problema capelli, trucco, occhiaie che notoriamente rappresentano un ostacolo insormontabile alla pubblicazione di un qualsiasi selfie femminile.
Ieri l'altro ho letto su una rivista che regalano in farmacia, una di quelle che ti piazzano alla chetichella nella borsa tra un campioncino di Vagisil ed uno di Voltaren, che la psicosi da autoscatto è stata etichettata come SELFITE.
Non preoccupatevi!!
Non sarà poi così grave perdere un po' di tempo davanti allo specchio.
Acquisirete maggior consapevolezza del vostro di dietro e sarete al passo con i tempi!
Vi consiglio anzi, di fare una quindicina di foto di repertorio, tutte in una volta.
Foto da conservare per ogni evenienza. Dalla caldaia rotta all'attimo di desiderio.
Potreste flirtare con malizia anche mentre siete davvero infilate dentro al pile viola, alle prese con "Italian's got Talent" e "Masterchef USA".
Sono le meraviglie della tecnologia, ce le hanno date.... tanto vale approfittarne!
Non abbiate timore....comunque vada siate COOL!!!!!


:-)
(p.s.  vi prego portate pazienza..... Anche io ho i miei problemi...)


mercoledì 8 ottobre 2014

W LE MUTANDE!!!

Prima adolescenti, poi uomini o donne ed infine anziani.
Per noi mortali la vita si divide in cicli, ognuno dei quali porta in sé cambiamenti che accogliamo con cotanta naturalezza, che nemmeno ci accorgiamo di aver chiuso un cerchio ed averne aperto un altro.
Così, ignari di tutto, proseguiamo il nostro percorso verso l'età geriatrica, momento in cui, convinti di partire per un week end godereccio a Barcellona, saliremo  su un autobus e ci ritroveranno l'indomani a Budrio con tanto di titolo in prima pagina sulla gazzetta: "Ottantaduenne disperso, passa la notte in campagna".
Sarebbe quindi il caso di mettere dei paletti, qualcosa che funzioni come segnalibro del tempo, un memory che scandisca in che fase della vita siamo: sto parlando di mutande.
Spulciando in quella grande palla aggrovigliata che abita il primo cassetto del mio comò  ho constatato che convivono slippini identici a quelli indossati dalla mummia del Similaun quando venne scoperta tra i ghiacci delle Alpi, microperizomi delle grandi occasioni e svariate paia di mutande "da tutti i giorni" che a rotazione vengono lavate, usate, rilavate e  posizionate sopra le altre.
Pertanto "le mutande da tutti i giorni", quelle in cotone bianco o nero, dall'aspetto ordinariamente "comodo e basta"  vincono il premio della mutanda più gettonata.
No, perchè col lavoro da fare, la siepe da innaffiare, gli animali da accudire, la bambina da servire, la spesa da imbustare e il water da lavare, l'ultima cosa che desidero è avere un elastico nel bel mezzo delle chiappe. Il tutto in barba alla sensualità.
Nella palla informe invece, coesiste un'accozzaglia di tanga, perizomi, coulottine trasparenti e brasilianini che, dagli anni Novanta  in avanti, hanno contrassegnato un altro modo di affrontare la vita, ma soprattutto l'altro sesso.
Non si sa mai.... ti fosse capitato di spogliarti, mica avresti voluto presentarti con un paio di Sloggy o con la targhetta "Lovely girls" sulle natiche, vero?
Ogni donna le conosce e ne tiene qualche paio nel cassetto.
Come poi le Lovely Girls o le SloggY abbiano surclassato i microtanga in pizzo de " La Perla" sto ancora cercando di capirlo.
So solo che arriva un giorno in cui, mentre cerchi un perizoma per un vestito particolare (e badate che ho detto VESTITO  e non UOMO particolare, e già questo è indice di casalinga disperata) ti ritrovi ad infilare un modello degli anni 80 che sporge dai jeans di circa una spanna e che potrebbe avere un po' di credibilità soltanto se stai cantando "Boys" di Sabrina Salerno.
E spera di averci almeno le tette.
Mi sento però di perorare la causa della mutanda comoda, quella che insomma, per essere onesti, fino ai 25 anni, la si indossava unicamente nei giorni del ciclo.
Ho creduto per molto tempo che gli uomini si eccitassero nello spogliarti lentamente e trovarci sotto una mise sexy e raffinata: un reggiseno vedo non vedo, una calza autoreggente o un tanga.
E ci ho speso un sacco di soldi in quella biancheria per capire solo in seguito che due pieni di benzina sarebbero stati un investimento migliore, considerato che l'80% degli uomini, giunto quasi alla meta, quello che c'è lì, nemmeno lo guarda.
Un po' come i bambini con la carta dei regali, e mentre tu ti senti sensualissima nel tuo intimo fresco di cartellino capita che:
1) l'ormone si abbassi di botto perchè lui non accende nemmeno la luce
2) lui si interessi a quello che indossi tanto quanto alla marca di detersivo con cui l'hai lavato
3) nel tentativo di arrivare al sodo più velocemente lui STRAPPI il tuo stratosferico nuovo acquisto facendoti urlare sì, ma non di piacere.
Ma adesso parliamo di Lui.
Lui, l'essere maschile.
Lui è bravissimo a comprare cellulari, computer, t-shirt simpatiche ed originali ma pare che trovi assolutamente inutile entrare in un negozio per comprare un paio di mutande.
Vive dentro boxer o slippini dall'elastico che grida pietà e il giorno che prova a strizzarsi dentro qualcosa risalente ai tempi del liceo, che a malapena riesce a contenere il pisello (e figuriamoci il resto)  la donna, osservandolo in silenzio, decide di provvedere in sua vece all'acquisto di 10 mutande nuove che, con molta probabilità, gli basteranno per tutto il  decennio successivo.
In pratica, un uomo vive fino a 30 anni con le mutande che gli compra la mamma e dopo i 30 con le mutande che gli compra la moglie; il tutto restando fermamente convinto che gli slip siano un oggetto auto-rigenerante che si materializza per magia nel cassetto del comò.
L'uomo che ha raggiunto la piena maturità è quello che va a comprarsi le mutande da solo.
Tuttavia, bisogna ammettere che c'è qualcuno che si prende cura del suo underwear,  David Beckamp per esempio tra gli uomini e Wonder woman per le donne, nonostante quest'ultima manchi un po' di fantasia.
C'è poi chi bypassa completamente l'argomento tipo gli scozzesi sotto al gonnellone in tartan e la Pausini in mondovisione.
Io credo che, prima di raggiungere la fase del pannolone contenitivo (per il quale mi chiedo se ci voglia anche la mutanda e di che dimensione essa sia) dovrei mettermi con calma a riordinare nel cassetto, buttare quello che non si usa più e disporre il resto in modo che la scelta non sia limitata solamente al paio che sovrasta gli altri.
Consiglierei pure a voi di fare altrettanto, dedicando un  pomeriggio alla ricerca di tesori scomparsi.
Se proprio proprio  non vorrete buttarle, potreste anche indossarle per un po' e metterle in vendita on line.
Ci sono veri patiti del genere e queste mutandine usate, chiuse in sacchettini sottovuoto, possono arrivare a costare dai 30 ai 60 Euro in base ai giorni di contatto che hanno avuto.
Pare che Eataly, a questo proposito, stia cercando di brevettare una fragranza 100% made in Italy.
In attesa di trovare bustine di mutande usate a fianco del prosciutto a cubetti e della pasta brisée, potreste guardare al futuro ed inviare i vostri curriculum.
Quello di Wonder Woman va alla grande, nessuna speranza invece per la Pausini....

mercoledì 24 settembre 2014

UN GALLO....IN VACANZA



Bentornati!!!!
Sono stata assente per un po'.
Potrei iniziare il nuovo post scusandomi per avervi lasciato senza letture durante tutta l'estate, imbastendo scuse tipo "ho avuto il blocco dello scrittore" o "sono stata impegnata con valigie, viaggetti e matrimoni (il mio) ma non lo farò.
La pura verità è che a Giugno sono stata in riviera romagnola, precisamente in un villaggio vacanze per famiglie e dopo 12 giorni di gioco caffè, gioco aperitivo, gioco spiaggia e spettacolo serale, sono caduta in una forte catalessi da cui sto lentamente uscendo solo ora, mentre l'estate si sta avviando al termine.
Esiste un momento, un istante, un attimo di incoscienza in cui una coppia normale, con un solo figlio (tipo noi per esempio), decide di portare la prole in un luogo che, con tutto il suo buon cuore, definisce "adatto ai bambini".
Un posto in cui tutto, ma proprio tutto, è a misura di pargolo.
Ecco.... è lì che la coppia normale si fotte le ferie.
Già alla prenotazione, la coppia normale non calcola che la famiglia ospite tipo che sceglie il family village, ha in media 3 tre figli.
L'ovvio risultato è che trascorrerà il suo "tempo relax" in una specie di gigante asilo festante, in stato di perenne sovreccitazione e con la più assoluta mancanza di regole.
Tutto questo premesso, la baraonda inizia già alle prime luci dell'alba quando, prima ancora di connetterti col tuo vero io, ti ritrovi al centro del buffet con uno stuolo di bambini molesti che ti pestano gli alluci in fila per le crêpes alla Nutella.
Guardi i waffles ma sai che raggiungerli è pura utopia.
Li osservi con l'acquolina in bocca e lo sguardo famelico ma, circondata da ospiti che arrivano più o meno al tuo ginocchio, vieni considerata tanto quanto la quercia nel villaggio dei puffi.
Potresti riuscire a fartene servire uno solo dopo svariate manovre, con sensuali piegamenti iin avanti, tendendo le mani verso la marmellata e le tette verso lo chef.
Nel mio caso, non essendo provvista dell'elemento essenziale, l'unico risultato ottenuto era la somiglianza ad una fitness addicted in aria di risveglio muscolare.
Tra moccioli colanti e svariati starnuti dentro al mio the, il secondo giorno mi sono beccata un raffreddore da far invidia a tutti i bambini dell'hotel.
Il terzo giorno mi è venuto il ciclo.
Il quarto giorno amò se ne é andato a far concerti per l'Italia, abbandonandomi in solitudine alla triste gestione di fazzoletti e tampax.
Il quinto giorno è piovuto, così siamo rimaste tappate in camera.
Col brutto tempo ci si ingegna per non annoiarsi. Ognuno fa quel che può. L'inquilino della stanza accanto alla mia per esempio ha cantato "Banana Banana Micio Bau BaU" dalle 14.00 alle 16.00. smettendo solamente quando le mie preghiere che scivolasse sotto la doccia sono state gaudiosamente esaudite.
Il sesto giorno, dopo aver corso con un cucchiaio in bocca per tutto il lungomare e lanciato freccette con la lasagnetta ancora in panza, ho iniziato a capire che forse non sarei sopravvissuta.
E che molto probabilmente non sarebbe sopravvissuta nemmeno l'equipe degli animatori che, data la mia mira, ha rischiato di venire giornalmente decimata a colpi di freccette sfiondate a caso.
Il settimo giorno, alla settima sera di baby dance consecutiva, la sindrome depressiva mi ha definitivamente debilitato.
Il salto del canguro, il volo dell'allodola e le mani contro il muro gestite da un poveretto stritolato dentro ad un claustrofobico costume giallo a forma di pulcino, mi hanno tramortito.
Questo poveretto, che ora, a stagione conclusa, sarà di certo stato ricoverato in neuropsichiatria all'"Infermi" di Rimini, veniva chiamato "il gallo ganzo " ed accuratamente stritolato ogni qualvolta appariva.
Nei momenti di spettacolo, dopo le gioiose foto di rito, l'attesa dei genitori si trasformava in un incessante attaccamento al telefono.
Ho visto battere record mondiali di Jewels Minners, ho ascoltato vendite di appartamenti a distanza, ho osservato postare su Facebook improbabili fotografie del gallo ganzo che tentava il suicidio.
E mentre lo spettacolo volgeva al termine e tu intravedevi la fine del tuo martirio, crogiolandoti nella speranza di darti una botta di vita con mezz'ora del tuo libro preferito a letto, ecco che quel fetente del gallo ganzo, per vendicarsi di tutto, ti spara sul cuore l'annuncio: "e ora.... tutti alle fontane di cioccolato!!!!".
Bene.
Ora immaginate 150 bambini, armati di uno stecco appuntito, infilare pezzi di mela e biscotti e lanciarsi verso fontanelle di cioccolato fuso colante.
Immaginate 150 bambini urlare e brandire le loro spade sbrodolanti di cacao, verso camicette bianche e candide tovagle.
Immaginate le mamme urlare "basta cioccolata!!" tentando di sfuggire all'inevitabile, prevedibile attacco di diarrea dell'indomani.
Ed ora immaginate me, seduta a debita distanza dal campo di battaglia, che sorseggio una tisana e conto con le dita quanti giorni mi mancano per tornarmene alla mia casetta ad innaffiare il giardino in quelle che saranno le mie VERE ferie.
Poi però, vedo la mia bambina sorridente e felice come non mai, intristirsi al solo pensiero di tornare a casa e lasciare un posto che per i bambini ha dato davvero tutto, ma proprio tutto tutto!!!
Ero così dispiaciuta che ho persino pensato di affittargli un gallo ganzo anche a casa.
Ne no trovato uno che col costume paglierino starebbe benissimo!!
Eccolo:







sabato 21 giugno 2014

Uomini e donne. Chi è chi?

Oggi ho comprato un costume nuovo.
Dato che ultimamente ho l'enfasi da shopping, il fatto che la scorsa settimana avessi fatto lo stesso acquisto è cosa di poco conto.
La realtà è che devo ancora sfoggiare un bikini fighissimo che già ne ho acquistato un altro.
Non l'ho nemmeno provato.
L'ho notato appeso ad una bancarella del mercato e l'ho buttato in borsa senza nemmeno riflettere che forse, un costumino a cuoricioni bianco e rosso, con un papillon in mezzo alle chiappe, e ripeto forse, sarebbe più indicato per mia figlia che per me.
Non so.
Pare che a volte non mi renda conto che intorno ai 40 anni dovrei indossare qualcosa di più consono alla mia età.
Il fatto che abbia messo in piedi un banchetto di cose vintage, che abbia comprato un libro sulla moda degli anni '20, che il mio garage sia pieno di camicette della nonna e centrotavola fatti ad uncinetto non è sufficiente.
Il mio cervello è ancora convinto di avere 20 anni, non per l'aspetto in sé, ma perché penso che ci siano ancora tante, ma così tante cose da fare che la mia mente è rimasta indietro rispetto all'età anagrafica.
Ne sono così convinta che l'altra sera stavo per fare harakiri nella fontana quando, tre ragazzine sui 16 si sono rivolte a me chiamandomi  "signora ".
 - Ma signora a chi?
Parlate forse con quella dolce vecchietta in carrozzella che la badante sta spingendo tre metri più in là?
Io sono come voi.... vedete io.... io ho le "ALL STARS", io.... io in effetti non faccio la terza superiore.... ma io bevo la birra, sono una mamma ma io... io ascolto la musica, voi studiate Petrarca ma io gioco ancora a Barbie tutti i pomeriggi con mia figlia!   -
Ma ammettiamolo.
Non c'è pezza che tenga.
Una donna a 40 anni è una donna anche se si ostina ad autodefinirsi "ragazza".
Una donna a 40 anni se se ne esce con una maglietta fosforescente e due chitarre fuxia che penzolano dai lobi è un tantino fuori luogo a meno che non voglia sostare lungo un viale, con intenti diversi dall'aspettare il bus.
Una donna a 40 anni pensa alla cena, finisce di ramazzare davanti a casa e non solo dentro casa, si china a strappare un erbaccia se cresce in mezzo agli autobloccanti!
Una donna a 40 anni riceve sguardi di approvazione da un target di uomini che va dai 60 agli 80.
Poi qualcuno mi dovrebbe spiegare come funziona questa teoria che l'uomo a 40 anni non diventa vecchio ma diventa affascinante!!!
Quelle della donna sono rughe, quelli dell'uomo segni d'espressione.
RUGHE sono rughe anche le sue!!!
La donna è praticamente obbligata a tingersi i capelli mentre l'uomo brizzolato ha un nonsochè di vissuto che fa tanto Richard Gere in Pretty Woman.
BIANCHI. I capelli diventano BIANCHI. Per tutti.
E comunque conosco "Pretty Woman" perchè me ne hanno parlato, sia chiaro, non perchè l'ho visto a 14 anni e per i dieci successivi, sperando di incontrare un tipo sulla lotus che mi offrisse fragole e champagne!
Spessissimo ragazze giovani si innamorano di uomini bellocci di mezz'età.
Il toy boy invece funziona solo se sei ricca sculata.
Dai.... la casalinga 50 enne che il mercoledì compra il pesce col buono sconto scommettiamo che il toy boy non lo trova nemmeno se lascia i bigliettini nelle tabaccherie?
E se le donne che, per mantenere una parvenza di fanciullezza ricorrono a punture di botox, finiscono per avere due ridicoli canotti con tanto di bandierina al posto delle labbra, l'uomo che si impasta la faccia di creme fa figo.
La donna che si spalma il gel contorno occhi tenta il miracolo, l'uomo invece si prende solo cura di sè.
Non è un caso che le palestre siano piene di donne tramortite sui tapis roulant e uomini che misurano il bicipite allo specchio con vanesio egocentrismo.
Tutto è un po' cambiato.
Io farei un passetto indietro.
Rifletterei per un attimo su quello che è uomo e quello che è donna.
A prescindere dall'età.
I miei nonni erano contadini.
Mio nonno lavorava la terra e la sera tornava a casa con le mani e le unghie sporche.
Mia nonna rimestava la polenta e si immerdava i capelli nel pollaio per tirare su le ovette fresche di signora gallina.
Però la mia nonna si faceva un cucù con le forcine perfetto ed era aggraziata e bellissima di fianco al mio nonno in canottiera bianca.
Distinguevi benissimo chi era il maschio e chi era la femmina.
Personalmente le coppie mi piacciono ancora così.
Mi piacciono le mani che sanno di lavoro, mi piacciono gli occhi che sanno di responsabilità, mi piace l'uomo che a fine giornata sa di lui e non di lavanda provenzale.
E sono convinta che, a parte la grande insicurezza che l'idea di dover rimanere giovani a tutti i costi ha creato, tutte le donne cerchino ancora l'uomo-uomo.
Quello che dovrebbe prenderti e portarti via.
Quello che ti difende e ti protegge.
Quello che pensa che il bel culo di una ventenne non è sexy quanto le zampe di gallina della donna che l'ha visto girare con le mutande dall'elastico smollo e che, nonostante questo, è ancora lì al suo fianco.
Ok.... forse il bel culo della ventenne è più sexy delle zampe di gallina, ma l'elastico smollo con lei non lo portereste! Uomini riflettete!!!
Io credo di non aver mai visto Amò più bello di quando tornava in bicicletta, sudacchiato, coi pantaloni della tuta tagliati al ginocchio da una bella sforbiciata e la t-shirt sbiadita di circa 15 anni prima.
Tutta un'altra cosa da quelle tutine / preservativo che vanno tanto di moda oggi.
Oggi gli uomini si infilano dentro delle cose tecniche che ok sono traspiranti, igieniche, salutari ma che onestamente non si possono guardare!!
D'altronde è la vita che è fatta così.
Il tempo passa.
Le mode cambiano.
Ed è giusto che lo sia.
Non ho paura di invecchiare.
E nemmeno di mettermi il costumino coi cuoricioni rossi.
C'è solo una cosa che mi terrorizza.
Vi prego....signora ancora ancora, ma non chiamatemi mai MILF!

;-)